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Guida agli Accoppiamenti: Un occhiata allo standard di razza PDF Stampa E-mail

Scritto da Nicola Cacciola   
Domenica 14 Settembre 2008 20:56

La cinofilia moderna sembra interessarsi sempre di più alle caratteristiche estetiche, trascurando spesso quelle attitudinali. Il Rottweiler ad esempio, fino a qualche decennio fa, veniva impiegato in mansioni di utilità e difesa per le quali fu selezionato. Ciò significa che gli allevatori miravano principalmente all’ottenimento di qualità mofo- e psico-funzionali, al fine di adattare i cani alle pressioni fisiche e psichiche durante l’addestramento.

di Nicola Cacciola

SECONDA PARTE - Oggi il numero di Rottweiler che calcano i ring nelle esposizioni di bellezza è in continua crescita, e questo interesse per l’estetica fine a se stessa, non solo ha portato ad una concezione errata delle gare di bellezza, ma ha fatto si che alcuni tratti tipici della razza, venissero persi durante gli anni di allevamento. Oltre a questo si è visto che gli allevatori hanno da sempre il brutto vizio di esagerare, e lo si riscontra nell’esasperazione delle proporzioni e delle dimensioni, dove il “più” o il “meno” sono considerati troppe migliori del “medio”. Musi e tronchi sempre più accorciati, diametri soprasviluppati, angolazioni eccessive ecc sono la causa di alcuni gravi problemi funzionali che incombono su molte razze e contribuiscono alla perdita delle capacità attitudinali che, se vogliamo, rappresentano il tesoro più prezioso che l’allevamento canino vanta. Di base, quello che non va, è la non osservanza degli standard. I gusti personali degli allevatori, dei giudici e l’adeguamento alle richieste particolari degli acquirenti inesperti, sono in forte contrasto con il senso della selezione animale. Lo standard di razza ha i suoi buoni motivi per esistere. Esso descrive in termini qualitativi e quantitativi l’esemplare perfetto, e quanto più i nostri cani si avvicinano a questo archetipo, tanto più avremo fatto di buono per la razza. Lo studio dello standard è fondamentale e senza di esso, è impossibile stabilire ciò che è buono e ciò che non và. E’ vero che descrive principalmente le caratteristiche estetiche, ma dietro ogni caratteristica estetica c’è una o più caratteristiche funzionali; dunque risulta essenziale scegliere i riproduttori facendo riferimento al modello ipotetico che abbiamo a disposizione e, fondamentalmente, è proprio di questo che dovremmo innamorarci... Cercare di produrre cani capaci di competere sulle passerelle, non è sufficiente e spesso si traduce in uno sbaglio. I giudici stilano le classifiche e danno i loro pareri tecnici, ma gli allevatori devono essere in grado di stabilire se questi sono corretti e attinenti allo standard o piuttosto discutibili. Un trofeo non costa più di qualche centinaia di euro, la salute del cane non ha prezzo.

 

 

 

Tratto da "Guida agli Accoppiamenti" di Nicola Cacciola



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