| Letture da Allevamento |
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| Scritto da Nicola Cacciola |
| Giovedì 27 Novembre 2008 03:23 |
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Ogni allevatore realmente interessato alla salute dei sui cani e della razza a cui essi appartengono, sa bene quanto sia fondamentale lo studio genealogico dei riproduttori che utilizzerà per i suoi accoppiamenti. Noi sappiamo che il sistema più comodo per analizzare la genealogia degli animali impiegati in allevamento è la lettura del pedigree. Un tale documento è indispensabile per organizzare nel miglior modo possibile, programmi di selezione concreti e volti al miglioramento genetico dei propri cani, delle linee di sangue e, in senso più ampio, della razza. di Nicola Cacciola
Il pedigree fornisce importanti informazioni sulle caratteristiche degli ascendenti, sulle eventuali tare ereditarie e nel suo insieme definisce il risultato di un dato accoppiamento. Quindi l’allevatore attraverso la lettura del pedigree può facilmente capire se e quali difetti ereditabili sono presenti nel background genetico di un riproduttore. Oltre al controllo delle patologie trasmissibili geneticamente, questa mappatura genealogica, certificata e ufficializzata dalla Federazione Cinologica Internazionale, dà un validissimo contributo alla selezione delle caratteristiche funzionali psichiche e morfologiche degli animali d’allevamento. Nonostante la sua grande importanza, il pedigree da solo, non è sufficiente per estrapolare informazioni precise e dettagliate sulle probabilità di trasmissione di certe caratteristiche, dai genitori ai figli. Dobbiamo considerare il pedigree come una raccolta di volumi, più o meno dettagliati, riguardanti le origini, la salute e l’aspetto del nostro cane. Ogni volume corrisponde ad un ascendente presente nella sua genealogia. Osservando il raccoglitore (il pedigree), le uniche informazioni che otterremo saranno i titoli dei volumi (i nomi degli ascendenti) e questo non fornirà nessun dato utile. Osserveremo allora le copertine dei volumi, ossia le caratteristiche esteriori del maggior numero possibile degli ascendenti (fenotipo). Con la parola “esteriori”, mi riferisco a tutte quelle caratteristiche osservabili, di natura fisica e psichica. Questo fornirà un primo quadro d’insieme, dei pregi e delle carenze relativi alla genealogia. Non sarà ovviamente possibile valutare dal vivo tutti gli individui, soprattutto quelli molto indietro nelle generazioni. Sarà necessario quindi reperire un gran numero di dati certificati che possano attestare le qualità psico-fisiche degli ascendenti (registrazioni di performance). Una genealogia che presenta un cospicuo numero di campioni è senz’altro un punto a favore, ma non per forza è migliore di altre meno blasonate – in fondo non è detto che dei bellissimi volumi, costituiscano una monografia altrettanto pregiata. L’allevatore esperto sa bene che se valutare i singoli individui è importante, valutare una genealogia nel suo insieme è ancora più importante. Se in tutto il pedigree c’è solo un individuo che presenta delle scarse angolazioni posteriori, questo sarà un difetto trascurabile. Se invece troviamo più di due soggetti con lo stesso difetto, o anche lo stesso soggetto più di una volta, faremo bene a non trascurare detta carenza. Immaginiamo di leggere un primo volume e di trovare una e’ senza accento. Se l’errore si limiterà a quella pagina non ci faremo caso e il nostro giudizio sull’opera non verrà influenzato; ma se durante la lettura, trovassimo lo stesso errore più di una volta, la nostra opinione sicuramente cambierebbe in negativo. Possiamo anche sorvolare sulle e’ senza accento, ma potremmo incappare in errori ben più gravi. Un ascendente sottoposto a radiografia ufficiale dell’anca con esito HD0 (esente da displasia dell’anca), paradossalmente potrebbe aver trasmesso ai suoi discendenti una certa predisposizione a tale patologia scheletrica. Non basta quindi soffermarsi sulle copertine dei volumi, ma è fondamentale che la nostra lettura vada più a fondo. All’interno dei volumi troveremo le informazioni più importanti per operare con i giusti criteri, riducendo sensibilmente i rischi di trasmissione dei difetti ereditari. Le pagine da sfogliare (genotipo) risulteranno incomprensibili per chi non ha nessuna nozione di genetica. L’allevatore ignaro persino dei principi basilari dell’eredità, dovrà basarsi esclusivamente sulla valutazione fenotipica degli ascendenti, con tutti i rischi del caso. In tal modo, scriverebbe nuovi volumi ad occhi chiusi , rischiando di commettere errori molto gravi. L’allevatore esperto sarà in grado di comprendere e gestire le frasi contenute nelle pagine dei volumi (caratteri ereditari) e attraverso particolari sistemi di indagine (progeny test , sibling test ecc.) riuscirà a scrivere nuovi volumi secondo parametri concreti e prestabiliti (selezione). La sua preparazione gli consentirà di scegliere agevolmente i giusti accoppiamenti e di effettuare una selezione reale e volta al miglioramento dei suoi animali. Individuerà le frasi da sottolineare e riscrivere (fissazione dei caratteri) e quelle da cancellare (estinzione delle tare ereditarie), e avrà gli strumenti idonei per calcolare le probabilità di ripeterle nei volumi successivi (ereditabilità dei caratteri). Lo studio genetico e genealogico dei riproduttori è il solo mezzo con il quale l’allevatore può fornire un valido contributo alla razza. Ciò non significa che una buona preparazione genetica assicuri il continuo successo di un allevamento, ma garantirà certamente un controllo più attento sulla trasmissione delle patologie genetiche ad alta frequenza e faciliterà il complessivo miglioramento di una razza. L’allevatore esperto non è quello che conosce a memoria i pedigree dei propri cani, ma è quello che i pedigree sa leggerli e sfruttarli al meglio.
Scritto per Hillside Rendezvous |
| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Novembre 2008 03:31 ) |


