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Considerazioni sullo ZTP PDF Stampa E-mail

Scritto da Manuel Codo   
Lunedì 19 Gennaio 2009 09:25

Gli appassionati cinofili e soprattutto gli allevatori conoscono bene il significato di ZTP così come il percorso che porta al conseguimento di questo certificato. Per i meno esperti lo ZTP (Zuchttauglichkeittsprufung) è il termine tedesco che indica la PROVA D’IDONEITA’ PER LA RIPRODUZIONE, certificato che identifica e qualifica i cani fortemente adatti alla riproduzione, indispensabile affinché il soggetto possa conseguire il titolo di Campione Sociale e Campione Italiano di bellezza. L’importanza di questo riconoscimento viene dal fatto che i cani certificati ZTP vengono valutati non solo sotto il profilo morfologico (come avviene nelle esposizioni) ma anche dal lato caratteriale proprio per far sì che il carico genetico che il cane metterà a disposizione durante la riproduzione sia il più possibile conforme a quanto previsto dallo standard di razza.


di Manuel Codo

Insomma, i veri campioni, i veri cuccioli, i “cani seri”, sono tutti certificati ZTP perché lo ZTP identifica il cane ideale, geneticamente portatore delle caratteristiche corrette.
Ma qui nasce il dubbio per il quale Nicola mi ha chiesto di esprimere una opinione e cioè: lo ZTP è una prova valida? Rispecchia il motivo per il quale è stata creata e continua ad essere utilizzata?
Per arrivare alla risposta del nostro quesito dobbiamo partire dal presupposto che “riproduzione equivale a ereditarietà” (quindi genetica) e “genetica equivale a naturalezza” e non a preparazione (e questo perché spesso si sente parlare di ZTP in preparazione).
Ma come? Preparazione è nettamente in contrasto con ereditarietà genetica e quindi con riproduzione: un cane che viene preparato ad affrontare una prova è un cane che ha seguito un percorso formativo e non uno che nasce con determinate doti e caratteristiche.

Questa mia, me ne rendo conto, pesante affermazione salta fortemente all’occhio se analizziamo meglio le varie fasi della prova ZTP:

Fase 1: esame morfologico Su questo tipo di esame ben poco si può dire o fare : esistono gli standard di razza ed il giudice preposto non deve far altro che verificare il cane nel suo aspetto fisico secondo i parametri corretti.
Fase 2: Prova di carattere, quella che a noi in questa discussione interessa maggiormente. Formata da numerose prove atte a verificare le qualità psichiche del cane.

 

Trascurando la fase 1 per la quale il cane è pura genetica perché non si può intervenire in alcun modo sulla morfologia (anche se in alcuni casi la chirurgia inizia a metterci il suo zampino), nella fase 2 possiamo iniziare una serie di considerazioni partendo direttamente dalla prima regola necessaria per essere ammessi alla prova: i partecipanti infatti devono avere almeno 14 mesi d età.
Un buon allevatore sa bene che il cane a 14 mesi non è completamente formato ne psicologicamente ne morfologicamente e quindi il suo carattere, così come il suo corpo, è ancora soggetto ad ulteriori cambiamenti.
Se per esempio prendiamo un molossoide come il Rottweiler, a 14 mesi è poco più di un cucciolone in quanto questa razza raggiunge la propria maturità sessuale solo all’incirca a 28 mesi (il doppio) mentre quella morfologica anche oltre.
E allora come è possibile a 14 mesi stabilire se il cane soggetto ad esame non subirà mutamenti o comunque non si sia atteggiato durante l’esame in modo sfalsato rispetto alla sue reali qualità?


E ancora, le prove della fase 2 sono rispettivamente:

- condotta al guinzaglio
- condotta al guinzaglio in presenza di un gruppo di persone (che si muoveranno, parleranno e faranno cadere oggetti per verificare la reazione del cane).

Queste prime prove pratiche vengono utilizzate per verificare la sicurezza di sé, la soglia di reazione , il temperamento, la duttilità del cane.

- esplosione di alcuni spari

Vengono sparati 2 colpi cal. 6mm ai quali il cane non deve dimostrare paura.

E ancora:

- test di isolamento, il conduttore fissa il cane ad un paletto e si allontana dalla sua vista mentre il giudice, dopo 5 minuti, si avvicina al cane, gli gira intorno, lo tocca e fa cadere a terra qualcosa (biro, quaderno, ecc)

- nuovamente condotta fino ad uscire dal campo

- prove di attacco: il cane effettua diversi tipi di attacchi (lanciati e non)


E qui il dubbio si insinua sempre di più: dov’è la verifica delle caratteristiche genetiche del cane se queste prove possono e sono preparate a casa?
Tutti i test pratici possono essere svolti da un buon professionista in modo da “insegnare” al cane che atteggiamento tenere in concomitanza di una determinata situazione ambientale; ad esempio è possibile insegnare al cane a tollerare gli spari, i rumori forti, o creare con l’animale quel feeling fra uomo e cane che permetterà al candidato di rimanere tranquillo davanti ad ogni situazione anche in assenza del suo padrone basando tutto il suo rapporto sulla fiducia reciproca col proprio conduttore (pensate alle prove Good Citizen Dog dove vengono eseguiti esercizi simili per i quali i can vengono ampiamente preparati a prescindere dalla razza)

Ed infine, ad ogni cane una volta terminato l’esame viene data una valutazione finale fra le seguenti:

  • 1A (il massimo dei voti)
  • 1B (sufficientemente corretti)
  • Rinviato (nel dubbio il giudice si riserva di assegnare lo ZTP immediatamente, ma lascia la possibilità ai cani che non hanno superato i due anni di età di potersi ripresentare un’altra volta)
  • Non idoneo (cani aggressivi, nervosi o paurosi)

Rinviato? Ma la genetica non si rinvia, il carattere o c’è o non c’è, non si può creare e se viene “preparato” come accade regolarmente secondo le normative dello ZTP si entra in conflitto con la natura del cane e con le sue doti ereditarie.

Con questo nulla da dire su quanto i cani dimostrino durante le prove di idoneità ZTP dato che permettono di evidenziare sicuramente le proprie doti, ma personalmente punto il dito sulla purezza di ciò che viene valutato e cioè il fattore ereditario: un cane con ZTP ben preparato metterà in mostra sicuramente la sua morfologia ed il risultato fra le sue doti genetiche e la bravura di chi lo ha preparato.
Un cane talentuoso e poco preparato potrebbe superare brillantemente l’esame ZTP con risultato 1° quanto un cane meno talentuoso ma preparato alla perfezione ed il risultato (1A) sarebbe il medesimo ma, mentre durante la riproduzione del primo cane i suoi caratteri ereditari verranno trasmessi, il secondo non lascerà nulla di ciò che l’obbiettivo dell’esame si poneva di evidenziare se non la predisposizione al lavoro e ad apprendere.
Per questi motivi ritengo lo ZTP, per quanto ben strutturato ed efficace, uno strumento valido a dimostrare più lo stato di preparazione del cane che non le sue predisposizioni genetiche.


 



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