| Studio della riproduzione canina - I Parte |
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| Scritto da Cinomania |
| Venerdì 15 Maggio 2009 15:28 |
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La frequenza e la durata dei periodi di estro (calore) variano considerevolmente da una cagna all’altra e senza dubbio esistono anche differenze tra le razze. La maggior parte delle cagne della razza Levrieri da corsa in Gran Bretagna entra in estro solo una volta all’anno; ciò avveniva anche nella razza Basenji quando fu introdotta in questo Paese, ma attualmente i calori ricorrono in molte cagne ad intervalli che vanno da sei ad otto mesi, come è regola generale nelle altre razze. In una colonia di Basenji negli U.S.A., Fuller (1956 a) riferisce che l’estro avviene quasi esclusivamente in autunno (il 60% comincia tra il 20 settembre e il 10 ottobre), mentre nei Cocker Spaniel Americani mantenuti alle stesse condizioni, l’estro può avvenire in ogni mese. Gli esperimenti su tre cagne Basenji mostrarono che l’estro poteva essere affrettato mantenendole alla luce per periodi progressivamente di minore durata: l’inizio dell’estro avveniva tra il 104° e 111° giorno che era stata intrapresa la graduale riduzione della luce giornaliera. In un ulteriore esperimento Scott ed altri (1959) fecero degli incroci reciproci tra Basenji e Cocker Spaniel. Le femmine Basenji e Cocker Spaniel della F1 (prima generazione filiale) mostravano una grande variabilità di tempi di ricorrenza dell’estro, che inizialmente si presentava a lunghi intervalli (9-11 mesi) ed intervalli brevi (2-3 mesi), mentre non comparivano mai due o più intervalli lunghi successivi. Nel reincrocio con i Basenji, 9 cagne su 19 ebbero l’intervallo del tipi dei Basenji e lo stesso avvenne per 3 cagne su 32 della F2 (seconda generazione filiale). Questi dati collimano con l’ipotesi che il ciclo di tipo Basenji è determinato da un singolo gene imperfettamente recessivo e che l’eterozigote mostra l’influenza di entrambi gli alleli; tuttavia la variabilità della lunghezza del ciclo suggerisce che potrebbero essere implicati fenomeni di eredità multifattoriale. Cani del tipo Basenji in Tailandia e nel Borneo, che pure procreano una sola volta all’anno, sono stati descritti da Carpenter (1963). Jöchle e Paeske (1963) riferiscono che i lunghi intervalli del diestro nei Levrieri da corsa sono dovuti ad un semplice gene recessivo, che può essere portato sia dai maschi che dalle femmine; circa metà delle cagne discendenti da Levrieri importati in Germania dalla Gran Bretagna presentavano lunghi intervalli tra gli estri e anche una pubertà ritardata. Poiché questo fatto era associato ad una migliore prestazione nelle corse, si spiega perché il carattere diestri lunghi sia stato introdotto nei Levrieri Inglesi. Rowlands (1951) ha trovato che, negli Airedale, bastardi e Foxhound di un allevamento, il momento del primo estro era posticipato rispetto a quello delle “cagne domestiche che godevano di completa libertà” e variava fra le razze come segue (esprimendo il tempo in mese): Airedale: 10±0.9, Foxhound x Airedale 16±0.8, bastardi 13±0.6. Per lo più i periodi di calore ricorrevano nei mesi di giugno-luglio e dicembre-gennaio, ma la periodicità stagionale non era rigida. Il periodo tra i successivi calori era in media di 7.7 mesi, ed il proestro era significativamente più breve nei Foxhound che negli Airedale. Vengono forniti i seguenti ragguagli sull’intervallo tra i periodi di estro, desunti da osservazioni su 500 cagne (251 con pedigree, 249 bastarde): l’intervallo è di solito da cinque a sette mesi in 338 cagne, meno di cinque mesi in 16 cagne, più di sette mesi in oltre 100 cagne (Frost, 1963). C’è una tendenza per i periodi di diestro più lunghi con l’aumento dell’età. Iljin (1941) riferisce che la maggior parte delle femmine della F1 e F2 dell’incrocio lupo x cane, erano in calore una volta all’anno, in inverno, assomigliando così alla femmina del lupo. La ricorrenza dell’estro in tutte le razze è influenzata da circostanze ambientali, specialmente nei periodi di allungamento o di accorciamento progressivo della durata della luce diurna (cioè primavera e autunno) che tendono a produrre gli estri. Kelly (in una segnalazione personale) comunica che di 47 calori fertili osservati (alla latitudine di Sydney) 16 avvennero in autunno, 12 in primavera, 12 in estate e 7 in inverno. Whitney (1927) trovò negli U.S.A. che il maggior numero di cagne andava in calore in aprile, il numero più piccolo in dicembre, mentre non c’era alcuna differenze al riguardo nelle cagne degli Stati Uniti del Sud. Queste notizie furono dedotte dalle natalità dei cuccioli, ma dal momento che gli allevatori in genere non accoppiano le loro cagne nei mesi di autunno e inverno, i dati sono incompleti. Sembra, dai diagrammi forniti da Whitney, che circa altrettante cagne abbiano l’estro in febbraio di quante l’hanno in aprile, e non è indicata nessuna differenza razziale. Hancock e Rowlands trovarono che il mese culminante degli estri era il luglio. Non è disponibile nessun dato esatto, ma è esperienza comune che la presenza di altre cagne in estro stimoli l’inizio del calore in quelle che vi stanno avvicinando, ma il cui momento non sarebbe altrimenti ancora giusto. E’ stato osservato (Whitney 1946) che quando le ovaie vengono trapiantate da una cagna ad un’altra, precedentemente castrata, i periodi di estro della seconda continuano i cicli di quella da cui le ovaie sono state prelevate. Inoltre quando un’ovaia viene sostituita dalla corrispondente ovaia di una cagna di razza differente, la ricevente entra in calore sia al momento che l’avrebbe avuto la donatrice, sia al momento suo proprio caratteristico (Scheel-Tomsen, 1959); e quando questi periodi coincidono e la ricevente concepisce, essa produce nella stessa figliata cuccioli provenienti sia dai propri ovuli che da quelli della donatrice. Koch (1935) comprende la “debolezza di calore” e l’ipertrofia della membrana mucosa della vagina, che porta al prolasso durante l’estro, tra le condizioni causate da anomalie ereditarie della ghiandola pituitaria (o ipofisi) anteriore). Gli allevatori hanno spesso asserito che le loro cagne mostrano preferenze per certi cani e sembrerebbe esserci qualche fondamento scientifico al riguardo in uno studio fatto da Beach (1965) sui Beagle. Questo Autore osservò per più di due anni alcune cagne, che, come egli notò, erano talmente selettive nella scelta del compagno, e le cui preferenze di accoppiamento rimanevano stabili e costanti da un estro al successivo, né sembravano essere in relazione con l’efficienza sessuale dei maschi. Sarebbe interessante sapere se ha qualche fondamento la credenza che le cagne diano prole migliore con la scelta del maschio, e se così fosse, saperne il motivo.
Tratto da “Genetica del cane” di Marca Burns e Margaret N.Fraser, Olimpia Editore
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