Home Allevamento Le Plat du Jour: Ricette a base di “consigli caserecci”
12 | 02 | 2012
Menu Principale
Articoli
Contributi
Recensioni
Utilità
Seguici su...
NEWSLETTER
Join Our Newsletter
Supportaci

Supporta i progetti di Cinomania.net con una piccola donazione.

Importo: 

Statistiche
Notizie flash

Super Dog

Le Plat du Jour: Ricette a base di “consigli caserecci” PDF Stampa E-mail

Scritto da Nicola Cacciola   
Venerdì 24 Luglio 2009 01:51

In questi 12 anni di vita cinofila, ne ho sentite talmente tante da poter scrivere un libro di fiabe... o di barzellette! Storie incredibili di stalloni così focosi che violentavano femmine restie all’accoppiamento, cuccioli di razza nati da meticci, Chihuahua killer, maschi capaci di coito interrotto, ecc. La cosa sorprendente è che in tutti questi racconti, c’era una sorta di procedura sistematica degli eventi, talvolta così chiaramente esposta che arrivavo a chiedermi se tutto ciò era possibile! Alcune persone hanno una capacità talmente sorprendente di ricostruire vicende mai avvenute, da riuscire a persuadere perfino quelli più scettici. In cinofilia le teorie nate da storie del genere si sprecano.

di Nicola Cacciola

Alcune di esse possono avere un fondo di verità e dunque apparire interessanti, ma la maggior parte delle volte, basta riordinare un attimo le idee, per comprendere la loro infondatezza. Pare che qualcuno creda ancora alle favole e quindi decida di seguire le indicazioni gentilmente offerte dai cantastorie della cinofilia, come fossero ricette culinarie della tradizione cinofila. Ce n’è per tutti i gusti! Io mi limiterò ad esporre quelle più diffuse fin dall’antichità e che in qualche modo potrebbero più o meno ingannare l’inesperto (il Chihuahua killer non credo sia degno di nota).

 

Addition Parfait

Descrizione: Questa è una delle ricette più comunemente utilizzate dagli allevatori. Semplicissima da preparare, talvolta richiede sostanziali investimenti economici. Il risultato è la produzione certa di individui dalle caratteristiche pregiate.

Ingredienti:

  • Il miglior stallone disponibile
  • La migliore fattrice disponibile
  • Una spolverata abbondante di denaro
  • Fortuna a volontà

Preparazione: Scegliete lo stallone più bello attualmente disponibile nell’ambito della razza e prenotate una monta anche a costo di dovervi spostare fino all’altro lato del mondo. Montate con la fattrice più bella del vostro allevamento. Non è importante che i due soggetti si siano dimostrati validi riproduttori; è essenziale invece, che entrambi mostrino caratteristiche morfologiche e caratteriali di grande qualità. Servite l’accoppiamento su riviste specializzate e su siti internet di annunci economici: andrà a ruba.

Commento: Accoppia il più bello con la più bella ed otterrai sicuramente bei soggetti. Sebbene all’apparenza tale formula possa sembrare più o meno sensata, gli allevatori di grande esperienza sanno bene che il risultato non è sempre quello sperato. L’ottenimento di individui pregiati, generati da un accoppiamento simile, non può essere giustificato dalla semplice valutazione fenotipica dei due riproduttori. I meccanismi ereditari piuttosto complessi, che determinano il genotipo dei futuri cuccioli, sono molteplici e le varianti a cui sottostanno sono talmente numerose e così determinanti da rendere oltremodo limitativa la scelta dei soggetti da destinare alla riproduzione quando basata esclusivamente sui caratteri esterni. Nonostante i numerosi titoli che uno stallone possa aver ottenuto in gare cinofile, non è affatto certo che sia altrettanto valido come riproduttore. Per fare un esempio limite, un campione di bellezza potrebbe essere portatore di una malattia letale recessiva (cioè mascherata dai geni dominanti). Se questo stallone venisse accoppiato per caso con una femmine portatrice dello stesso gene recessivo letale, le conseguenze, più o meno gravi (da una semplice inefficienza fisiologica fino alla morte prematura), si ripercuoterebbero sui neonati. E’ bene dunque non limitarsi alla valutazione morfologica e caratteriale dei riproduttori, ma spingersi nell’indagine genealogica dei soggetti interessati, in modo tale da stabilire se e quanto quel dato accoppiamento sia proficuo. Tale discorso vale anche per le stesse caratteristiche psico-fisiche. Capita frequentemente di vedere ottimi soggetti sfilare nelle passerelle delle gare cinofile, e constatare ben presto che buona parte delle loro qualità vengono raramente trasmesse alla prole. Dunque anche in questo senso, l’allevatore di una certa esperienza, non si fermerà all’apprezzamento visivo dell’animale, ma cercherà con tutti i mezzi di scoprire con quale frequenza i caratteri desiderati appaiono nella discendenza del riproduttore.

 

Vive les Femmes

Descrizione: Anche questa, come la precedente, è una ricetta molto semplice da preparare e molto meno dispendiosa in termini sia pratici che economici. Sarà infatti sufficiente possedere un’ottima femmina per produrre ottimi soggetti. L’importanza del maschio è abbastanza relativa e sicuramente meno rilevante rispetto a quella della fattrice.

Ingredienti:

  • 1 Buona femmina in calore
  • 1 Maschio discreto (va bene anche se scelto a caso)
  • Pochi spiccioli
  • Fortuna a volontà
Preparazione: Accoppiate un’ottima femmina del vostro allevamento, che presenti qualità estetiche e riproduttive davvero eccezionali, con un buon maschio. Non è assolutamente indispensabile scegliere chissà quale stallone, va benissimo anche un soggetto discreto capace di fecondare la prima. Tutti gli allevatori sanno infatti che in riproduzione la femmina è molto più importante del maschio.
 
Commento: E’ assurdo affermare che l’ottenimento di buoni soggetti, dipenda principalmente dalla femmina e che il maschio non abbia grande importanza. Chiariamo subito che la ricetta sopra descritta, non si riferisce in nessun modo alla fase dello svezzamento (è chiaro che in questo caso, la madre gioca un ruolo sicuramente più importante ed è insostituibile), ma fa riferimento all’assortimento genetico che avviene al momento della fecondazione. Per molti, fortunatamente, questo tipo di “piatto d’allevamento” è senza dubbio una sciocchezza infondata, assolutamente paradossale ai principi basilari dell’ereditarietà mendeliana. Il concepimento di nuovi individui dipende imprescindibilmente da entrambi i genitori, nella proporzione di 1 : 1. Ciò significa che un 50% del materiale genetico totale verrà trasmesso dal padre e l’altro 50% dalla madre. La buona riuscita di un accoppiamento è quindi il risultato del rimescolamento dei geni posseduti dai due genitori. Succede talvolta di sentire taluni allevatori sostenere con estrema sicurezza che la fattrice è la principale fonte di successi (od insuccessi) e che la scelta più o meno valida del maschio da utilizzare, non sia così determinante.  Anche questa è una teoria errata, priva di qualsiasi fondamento scientifico. Un appunto sarebbe forse necessario riguardo il DNA di tipo mitocondriale, ma visto che attualmente si è stabilito che la maggior parte delle caratteristiche di maggior interesse per gli allevatori, sono regolate da DNA nucleare, è lecito sorvolare ed in effetti questa non è la sede più adatta per discuterne (né io sono la persona più indicata per farlo).

 

Vive les Mâles

Descrizione: Del tutto analoga alla precedente, con la sola differenza che il maschio stavolta gioca un ruolo più importante rispetto a quello della femmina e di conseguenza bisognerà spendere qualche soldo in più.

Ingredienti:

  • 1 Ottimo stallone
  • 1 femmina discreta (va bene qualsiasi femmina del vostro allevamento)
  • Denaro a sufficienza
  • Fortuna a volontà

Preparazione: Se si è in possesso di una femmina, sarà sufficiente montarla con un ottimo stallone, che abbia già dimostrato eccellenti qualità riproduttive. Non è importante che la fattrice sia altrettanto pregiata, va bene qualsiasi femmina purché sia feconda.  Se si è disposti ad estendere la ricerca del maschio anche a costo di spendere qualcosa in più, optando ovviamente per il migliore in circolazione, l’ottimo risultato è assicurato.

Commento: Come per il precedente caso, bisogna fare attenzione a distinguere due diversi concetti. In termini di razza, o meglio di selezione razziale, per una serie di ragioni abbastanza palesi, il maschio riveste un ruolo di rilievo riguardo gli indirizzi d’allevamento. Ciò accade per il semplice fatto che, generalmente, uno stallone genera, nell’arco della sua carriera riproduttiva, più figli di quanto accada per la fattrice. In termini genetici, vale lo stesso discorso fatto prima: ogni individuo riceve la stessa porzione di geni da entrambi i genitori. Si tratta dunque di un’altra teoria priva di qualsiasi supporto scientifico. Il fatto stesso che le due teorie siano opposte l’una all’altra, dimostra già la loro discutibile (inesistente) validità.

 

Soupe de Traits

Descrizione: Questa è un’antica ricetta, risalente agli albori della cinofilia, grazie alla quale è possibile produrre ottimi esemplari, attraverso le migliori cure fornite ai genitori. Difatti, è risaputo che a genitore ben allenato, corrispondo figli più muscolati, come anche, a figli con mantelli perfetti ,corrispondo genitori periodicamente toelettati.

Ingredienti:

  • Due riproduttori
  • Alimenti di alta qualità
  • Buone dosi di tempo e pazienza
  • Un bravo veterinario

Preparazione: Farcire i riproduttori con i migliori alimenti disponibili, sottoporli ad un’adeguata attività fisica ed a periodiche visite veterinarie. Se si tratta di razze a pelo lungo sarà bene curare molto attentamente i mantelli. Tutto questo vi garantirà l’ottenimento di cuccioli sani dal punto di vista nutrizionale, fisico e clinico e certamente belli da vedere: proprio come i genitori!

Commento: Non vorrei che il mio tono scherzoso venisse frainteso. E’ logico che ogni allevatore si preoccupi di alimentare i propri cani adeguatamente, curando inoltre (ed ovviamente) l’aspetto igienico-sanitario e quello estetico. Questo però non ha alcuna rilevanza per ciò che riguarda la trasmissione ereditaria delle caratteristiche. Anche questa volta è bene chiarire due aspetti fondamentali. Cani malnutriti, malati e/o trascurati, rappresentano soggetti da scartare dalla riproduzione per due motivi principali: 1) Le cause del cattivo stato di salute, potrebbero anche avere origini genetiche; 2) Soggetti trascurati non solo rendono difficile l’apprezzamento visivo delle loro caratteristiche innate (costituzione, temperamento, ecc.) ma potrebbero essere inefficienti dal punto di vista riproduttivo: il che equivarrebbe ad un danno economico per l’allevatore. Detto ciò, pensare di poter produrre ottimi individui, limitandosi al miglioramento somatico dei genitori è abbastanza ridicolo. Si tratta di una teoria antiquata molto diffusa tra i cinofili dello scorso secolo, secondo la quale i caratteri acquisiti dall’ambiente (inteso quest’ultimo come tutto ciò che non ha a che fare con il patrimonio genetico di un individuo), possano essere trasmessi alla progenie, come un qualsiasi carattere ereditario. Se ciò fosse possibile Arnold Schwarzenegger avrebbe probabilmente eredi degni dei suoi grossi bicipiti ed Albert Einstein avrebbe lasciato in eredità ai figli le sue eccezionali doti intellettive acquisite durante gli anni di studio. In tal modo, Bobby di Vatteloapesca trasmetterebbe ai suoi discendenti le gravi cicatrici dell’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, e così, la barboncina Dolly vom Pastaececi marcherebbe la sua discendenza con quella tipica acconciatura che fa invidia a Moira Orfei.  In sostanza, le caratteristiche acquisite per influenza ambientale, non sono ereditarie ed è dunque inutile e sciocco, soffermarsi su queste nella ricerca e nella valutazione di validi riproduttori.

 

Mère et Enfant

Descrizione: Un’ottima ricetta sbrigativa per tutti quegli allevatori non disposti a dover sobbarcarsi ogni volta km e km per montare con un buon maschio. Sarà possibile produrre sempre ottime cucciolate da una fattrice, dopo che questa è stata accoppiata ad un maschio eccezionale.

Ingredienti:

  • 1 Buona femmina
  • 1 Ottimo stallone
  • Tanta superstizione
  • Un pizzico di denaro

Preparazione: Scegliete una buona femmina ed accoppiatela ad un eccellente stallone, anche a costo di dover fare qualche km in più. Sarete ripagati dal fatto che, una volta avvenuto l’accoppiamento, non sarà più necessario ricercare maschi altrettanto validi, poiché la fattrice avrà ormai inglobato i caratteri di quel soggetto pregiato e li ritrasmetterà ai figli ogni volta, indipendentemente dai partner scelti per gli accoppiamenti successivi. Stupendo no?

Commento: Molti (molti davvero!) credono che una femmina possa trasmettere ai figli le caratteristiche di un maschio con cui è stata accoppiata precedentemente (anche senza aver concepito prole). Domanda classica: la mia meravigliosa Pechinese è stata praticamente stuprata da un brutto meticcio, mi chiedo se questo potrà incidere in qualche modo sui futuri accoppiamenti con maschi puri, sono disperato! Come la teoria precedente, anche questa ha del ridicolo. I poveri proprietari frastornati dalle parole dell’allevatore Pinco Pallino, sono certamente giustificati, ma nessun allevatore potrebbe essere giustificato se sostenesse una tesi di questo genere. L’individuo si forma dall’unione di un gamete maschile (spermatozoo) con uno gamete femminile (uovo); dunque mettiamola in questo modo: se uno spermatozoo riesce a fertilizzare un uovo, in un lasso di tempo abbastanza limitato, si avrà lo zigote (il futuro individuo), in caso contrario il destino di quello spermatozoo sarà la morte certa. Se così non fosse, guai per la Signora caucasica che tempo addietro si era concessa al vicino di casa afro-americano!!

 

Cœur de Maman

Descrizione: Molto simile alla Soupe de Traits, questa ricetta consentirà di preparare eccellenti cuccioli, sottoponendo la madre a proficue esperienze ambientali. Di facile preparazione, non richiede nessunissimo sforzo economico.

Ingredienti:

  • 1 Femmina

Preparazione: Procuratevi una discreta femmina in stato interessante e fate attenzione a sottoporla ad esperienze visive ed uditive particolarmente piacevoli. Con questo piccolo accorgimento, vi garantirete nascituri sani con caratteristiche positive derivate dalle esperienze materne.

Commento: Anche in ambito umano, la credenza che particolari voglie, traumi, o quant’altro accusi la madre durante lo stato di gravidanza, influenzino la progenie, è molto diffusa. Non esiste alcun supporto scientifico che possa indurre a pensare ad una simile interazione madre-feto. Alcuni allevatori ritengono che una fattrice sia in grado di trasmettere ai propri figli, caratteri anomali dovuti ad esperienze vissute durante il periodo di gestazione. Ad esempio, ricordo un simpatico signore che mi confessò di aver capito quale fosse la causa delle macchie bianche presenti sul petto dei suoi Rottweiler neonati: aveva somministrato del latte alla madre qualche settimana prima del parto...  Se ciò fosse stato vero, probabilmente i cuccioli avrebbero ereditato anche la sua accentuata stempiatura! Se di esperienza visiva si tratta, perché no?! Questa teoria è assolutamente infondata e l’allevatore che segrega al buio i suoi cani, per ottenere cuccioli con occhi scurissimi, avrebbe seriamente bisogno di un ripasso generale dei principi basilari dell’ereditarietà... oltre che di un bravo psicologo (...per non dire altro)!

 

Conclusione

Chiunque si avvicini al mondo dell’allevamento canino, deve da subito essere in grado di distinguere una balla da un’affermazione sensata: ne và della salute dei cani! Non è bene affidarsi a persone inesperte e, comunque, ogni suggerimento dovrebbe essere seguito a condizione che se ne sia compreso il senso. Questo breve ricettario, non è che la minima parte di una lista molto più lunga di teorie errate che circolano insistentemente nel settore cinofilo, da secoli! In epoche passate, data la scarsità di materiale sufficiente per documentarsi, tali credenze potevano essere giustificate (e sicuramente erano meglio di niente, potremmo definirle come intuizioni errate), ma oggi c’è tutto quanto di necessario per capire da sé quando una teoria è degna di essere messa in pratica e quando si tratta di perfette idiozie.

Se preferite credere che i cuccioli hanno focature chiare perché la madre è stata troppo al sole durante la gravidanza, fate pure, ma ricordate che la vostra asserzione rimarrà una delle tante illazioni fantasiose, sino a quando non sarete in grado di dimostrarne il principio scientifico.

Se proprio è necessario sbagliare (a discapito dei cani) è sempre meglio farlo con la propria testa e con l’umiltà di ammettere i propri errori, cercando poi di capirne le cause; sbagliare con la testa del primo pinco pallino sforna-consigli non ha mai nessuna utilità.
 
Bon Appétit!

 

 

 

Scritto per Hillside Rendezvous

 
 
 
 


Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti
 
Sondaggi
Cosa andrebbe rivisto nella cinofilia italiana?
 
Advertising
Chi è online
 10 visitatori online
Articoli più commentati
Sponsor
Copyright  |  Disclaimer  |  Privacy  |  Contatti  |  Pubblicizzati  |  Sitemap  |  FAQ