| Cooperazione, rispetto e onestà in allevamento |
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| Scritto da Cinomania |
| Mercoledì 20 Gennaio 2010 03:18 |
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Un importante chiave di successo, in allevamento canino, è la cooperazione al fine di salvaguardare e migliorare la salute dei cani. Le collaborazioni non devono però essere solo quelle che avvengono tra colleghi e amici allevatori, ma dovrebbero invece coinvolgere tutti gli organi interessati all’allevamento del cane: le associazioni cinofile, le società specializzate, gli allevatori e gli scienziati. Ovviamente, per cooperare al meglio, è necessario che tali organi cinotecnici si impegnino a rispettarsi e a fidarsi a vicenda, tenendo a mente che l’onestà è vitale per il successo di qualsiasi programma d’allevamento. di Astrid Indrebo, dvm PhD La conoscenza dei risultati degli screening e dei test del DNA è senza dubbio importante, ma non è sempre sufficiente a garantire il miglioramento genetico degli animali. I nuovi metodi di controllo ci permettono di quantificare l’incidenza di alcune malattie ereditarie specifiche per una certa razza, ma non è ancora possibile rilevare la presenza di tutte le malattie sospettate di avere una base ereditaria. Tuttavia, se l’obiettivo è quello di produrre soggetti sani, è importante evitare accoppiamenti tra discendenti di famiglie nelle quali si registra un’alta frequenza di certe patologie, rilevabili o meno dai mezzi di controllo a disposizione. Gli allevatori necessitano dunque di ulteriori e dettagliate informazioni sulla salute dei cani, ottenibili solo attraverso la cooperazione, il rispetto e la trasparenza. I risultati degli screening e dei test del DNA, dovrebbero essere registrati da un’associazione cinologica, in un registro disponibile per tutti gli allevatori. Un registro nazionale delle malattie, basato su diagnosi veterinarie e associate al codice di identificazione del cane affetto, sarebbe un preziosissimo supporto per i programmi di allevamento. Un programma di allevamento basato sulla conoscenza, la cooperazione, la trasparenza e l’accuratezza dei risultati degli screening e dei test del DNA e in futuro, ci si augura, anche da un registro nazionale delle malattie, supportato da altre importanti informazioni come quelle relative alla salute mentale, avrebbe tutte le carte in regola per garantire e garantirsi un concreto miglioramento della salute dei cani e della razza.
Regole di base e raccomandazioni per l’allevamento finalizzato a migliorare la salute dei cani1. Dovrebbero essere impiegati in riproduzione, solo cani funzionali e clinicamente sani; i soggetti affetti da malattie croniche non dovrebbero mai essere accoppiati a meno che non si sappia, con estrema certezza, che la condizione non abbia nessuna base ereditaria. Se un cane è affetto da una malattia, della quale si sospetta la trasmissione ereditaria, non dovrebbe essere utilizzato. E’ conveniente utilizzare i parenti stretti di individuo come quest’ultimo, solo in accoppiamenti con cani derivati da linee di sangue in cui si registra una bassa o nessuna frequenza della stessa malattia.
Tratto da “FCI Magazine” Marzo 2008 Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |



