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La scelta di far accoppiare il nostro cane per veder così nascere dei meravigliosi cuccioli, spesso deriva da un eccessivo entusiasmo e un po’ di superficialità da parte dei proprietari. La riproduzione è affascinante tanto quanto delicata e richiede una certa preparazione sui diversi aspetti che la riguardano ed una attenta riflessione sui pro e i contro che dovremmo considerare prima di accoppiare il nostro cane. Senza essere adeguatamente preparati, la scelta di far riprodurre fido potrebbe andare a discapito dei proprietari, ma soprattutto di fido e dei suoi futuri cuccioli.
di Norma Bennett Woolf
I punti fondamentali da considerare prima di procedere con l’accoppiamento, possono riassumersi in questo modo:
- E’ necessario considerare tutti i rischi legati all’allevamento di una cucciolata (spese, mantenimento, gestione dei cuccioli ecc.)
- I proprietari hanno la responsabilità di scegliere attentamente i genitori e di fornire ai cuccioli tutte le cure necessarie, come garanzia di salute sia genetica che sanitaria.
- Occorre dedicare molto tempo ai cuccioli, oltre che per le cure, anche per una corretta socializzazione.
- I proprietari devono essere in grado di affrontare l’impatto emotivo in caso di problemi legati al parto (es. cuccioli morti in fase prenatale o prematuramente dopo la nascita) e al momento in cui dovranno separarsi dai cuccioli. Sebbene questo punto possa sembrare piuttosto scontato, occorre considerare attentamente l’aspetto emotivo poiché la nostra capacità di reazione in eventuali circostanze drammatiche, potrebbe essere determinate.
- Molto importante, sarà la scelta scrupolosa dei futuri acquirenti dei cuccioli, da parte dei proprietari.
- E’ importante valutare anche l’aspetto finanziario. Il budget a disposizione, dovrà permetterci di fronteggiare tutte le spese legate alla gestazione al parto, ad eventuali problemi che possono insorgere durante queste fasi delicate, ai possibili problemi di salute di uno o più cuccioli o a riprendere un cucciolo venduto qualora il proprietario non potesse più tenerlo.
In altre parole, se non ci si sente in grado di comportarsi come si comporterebbe un allevatore responsabile, è molto meglio rinunciare all’idea di accoppiare la nostra canina. Bisogna considerare che mettere al mondo dei cuccioli, è soltanto l’inizio dell’avventura: anche se i nascituri non presentano nessun problema dopo il parto e si riesce facilmente a trovare dei nuovi proprietari per loro, è bene sapere che un bravo allevatore fa di tutto per assicurarsi che il cucciolo ceduto andrà a vivere in un ambiente che possa favorire un corretto sviluppo caratteriale e garantire un ottimo stato di salute per tutta la vita. Nonostante possa andare storta qualcosa, un allevatore serio non lascerà mai le sorti di un cucciolo al caso.
Talvolta, i privati hanno un atteggiamento alquanto superficiale nei confronti di una cucciolata. Qualsiasi sia la ragione per cui essi decidono di far riprodurre la propria cagna, per esempio per soldi o per farle provare l’esperienza della maternità, affrontano tutte le fasi della riproduzione quasi in modo disinteressato: così, se un cucciolo muore prematuramente, è triste ma è così che va la vita; se ha i vermi, le pulci o persino la rogna, pazienza, anche questa è la vita; e se non si riesce a vendere gli ultimi due cuccioli, bene, si parte per il canile!
Gli allevatori responsabili gestiscono ogni fase della riproduzione con grande devozione, adottando tutte le possibili misure precauzionali. Dopo aver svezzato i cuccioli, l’allevatore li cede ai nuovi proprietari, facendo attenzione che questi ultimi siano capaci di prendersene cura adeguatamente. L’allevatore serio, anche dopo la vendita dei cuccioli, si preoccuperà del suo sviluppo fisico e caratteriale e fornirà al nuovo proprietario tutte le informazioni necessarie per una vita sana e felice.
Salute
Il proprietario, proprio come accade negli allevamenti, deve assicurarsi che la sua femmina sia sana sotto tutti i punti di vista prima di accoppiarla. Ciò comporta, che la cagna dovrà essere sottoposta a periodiche visite veterinarie e a tutti i test necessari utili a confermare l’esenzione di malattia ereditarie come la displasia dell’anca, la sordità, malattie oculari e qualsiasi altra patologia genetica associata alla razza. Inoltre, è altrettanto importante che il maschio scelto per l’accoppiamento, sia altrettanto sano.
La maggior parte degli esperti, consiglia di accoppiare la femmina non prima dei due anni di età. A questa età lo sviluppo scheletrico è già completato e non si corre il rischio di sovraccaricare le articolazioni, e tutto l’apparato scheletrico, durante la gestazione; inoltre, alcuni test per il controllo delle malattie ereditarie o delle caratteristiche comportamentali richiedono che il cane abbia un’età minima di due anni per poter ottenere un esito ufficiale. Infine, anche dal punto di vista morfologico, la valutazione sarà più attendibile dai due anni in su. Tutto ciò, suggerisce che è molto meglio attendere che la cagna superi la soglia dei due anni di età, per essere più sicuri che non trasmetta difetti alla progenie e che la sua salute non ne risenta a causa della gravidanza. Per le razze grandi, potrebbe essere opportuno aspettare qualche anno in più, visto che occorre più tempo perché si completi lo sviluppo scheletrico.
Tutte le razze, inclusi i meticci, soffrono di anomalie genetiche che possono essere rilevati, a seconda del tipo, dai raggi-x, da esami del sangue o dalle analisi del DNA. Le malformazioni scheletriche, come la displasia dell’anca o del gomito e la lussazione della patella, possono essere diagnosticate attraverso il controllo ai raggi-x. Questo tipo di anomalie, colpiscono le articolazioni e possono provocare nel tempo la comparsa di artrite dolorosa; spesso i soggetti affetti devono essere sottoposti ad interventi chirurgici molto costosi che spesso non sono del tutto risolutivi, così se il cane è giovane, la sua salute sarà compromessa per tutta la vita. I proprietari che decidono di accoppiare la propria cagna, devono tener conto del fatto, che malattie di questo genere sono ereditarie e quindi c’è la probabilità che vengano trasmesse ai figli.
Altro concetto da non sottovalutare, riguarda gli obiettivi della selezione di razza. L’allevamento di una razza, mira a fissare e mantenere determinate caratteristiche tipiche nel corso delle generazioni, quindi non è opportuno accoppiare dei cani che presentino difetti da squalifica. Questo punto potrebbe interessare poco il semplice privato poco informato riguardo lo standard di razza, ma far riprodurre cani non tipici può portare al diffondersi di nuovi difetti nella popolazione. Per esempio, uno Spitz Americano troppo alto potrebbe generare figli più simili al Samoiedo; una femmina di Akita priva di coda arricciata, caratteristica tipica della sua razza, potrebbe dare alla luce cuccioli con lo stesso difetto; un Boxer bianco, spesso affetto da sordità, potrebbe produrre figli bianchi affetti anch’essi da sordità. I figli, affetti o portatori di difetti, molto probabilmente produrranno discendenti a loro volta e ciò porterà al diffondersi dei loro deficit nella razza in tempi relativamente brevi.
Se invece la cagna che intendiamo accoppiare, presenta difetti minori (es. errato portamento delle orecchie, leggero mancinismo ecc.), questa dovrà essere accoppiata con partner che potrebbero migliorare tali caratteristiche nella generazione successiva. Per esempio, se i denti della femmina non sono ben allineati, il proprietario dovrà scegliere un maschio che abbia i denti perfettamente allineati e che abbia già prodotto figli altrettanto corretti; se invece la femmina è troppo piccola o troppo grande rispetto a quanto richiesto dallo standard, si cercherà un maschio di corretta mole.
Temperamento
Il temperamento del cane è in parte ereditario, così anche se la nostra femmina è un bellissimo esemplare di razza dal punto di vista fisico, non dovrebbe riprodursi nel caso presenti difetti caratteriali. Un Cocker Spaniel, ad esempio, per essere un buon candidato alla riproduzione, dovrebbe essere vivace, dolce, buono con i bambini e abbastanza recettivo all’addestramento; un Pastore tedesco, anche se potrebbe dimostrarsi diffidente verso gli estranei e protettivo nei confronti della sua famiglia e del suo territorio, dovrebbe sempre mostrarsi molto recettivo all’addestramento, buono con i bambini e mai aggressivo; un Alaskan Malamute in certi casi può essere relativamente aggressivo e molto dominante con i suoi simili, ma non deve mai mostrare segni di aggressività verso le persone e deve essere recettivo all’addestramento.
Cani molto timidi o paurosi, eccessivamente dominanti o aggressivi o con livelli di energia anomali per la razza a cui appartengono, possono trasmettere queste anomalie comportamentali ai loro cuccioli. E’ quindi importantissimo, documentarsi a fondo su lo standard di razza, per capire se la scelta di accoppiare la nostra femmina è opportuna o meno.
Scelta del maschio
Solitamente i privati desiderosi di far accoppiare la loro cagnetta, trovano facilmente un maschio, attraverso gli annunci o più comunemente approfittando del cane del vicino visto che è della stessa razza. Tuttavia, la scelta “comoda” del maschio, potrebbe rivelarsi una brutta mossa, dato che il candidato alla monta può non godere di buona salute (soprattutto ereditaria), può avere dei difetti comportamentali o non essere un bell’esemplare di razza.
Il luogo più sicuro in cui è possibile trovare un buon maschio da riproduzione è certamente l’allevamento. Per trovare un bravo allevatore, che sappia guidare il proprietario della futura mamma verso la scelta più corretta, ci si può rivolgere al proprio veterinario di fiducia che potrà fornire i recapiti degli allevamenti di sua conoscenza o della Società specializzata che tutela la razza.
Bisognerà essere disposti a spostarsi un po’, nel caso in cui la razza interessata non sia ben rappresentata nella propria città.
Calore
La maggior parte delle femmine va in calore ogni 6-9 mesi, ma tale intervallo dipende molto dalla razza, dalla salute e da molti altri fattori. La ricerca di un buon maschio per la propria cagna, dovrebbe iniziare qualche mese prima del calore, in modo tale da programmare correttamente l’accoppiamento nei giorni più fecondi.
All’inizio del calore, o ciclo estrale, si nota un ingrossamento della vulva e la sua durata si aggira intorno ai 21 giorni. Durante la prima settimana circa, ci saranno delle perdite sanguinolente, che potrebbero passare inosservate se la cagna si lecca di frequente. Quando le perdite assumono un colore più chiaro, il periodo fertile è imminente, e generalmente va dal 10° al 14° giorno del calore. Alla fine di questa fase, termina il calore e la cagna non sarà più feconda fino all’arrivo del prossimo ciclo.
E’ possibile capire l’arrivo del calore, attraverso alcuni segnali. Per esempio, nelle primissime fasi del ciclo, la femmina potrebbe essere un po’ più irritabile del solito. Inoltre, non accetterà il maschio, arrivando persino ad attaccarlo, fino a quando non entrerà nella fase fertile. Per questa ragione, è importante programmare attentamente l’accoppiamento, basandosi sui calori precedenti o servendosi di esami veterinari specifici, al fine di scegliere i giorni in cui la cagna accetterà il maschio e sarà quindi fertile, soprattutto se bisognerà spostarsi dalla propria città per raggiungere lo stallone.
Alcuni allevatori sottopongono le loro femmine a delle particolari analisi veterinarie, basate sul controllo dei livelli ormonali o sulla struttura delle cellule del sistema riproduttivo, per individuare i giorni esatti in cui c’è una maggior probabilità che il concepimento abbia luogo.
Gravidanza
Una volta avvenuto l’accoppiamento, non resta che aspettare. Solitamente, la gravidanza dura dai 60 ai 64 giorni; la presenza e il numero dei cuccioli nell’utero materno possono essere accertati attraverso i raggi-x o un test ad ultrasuoni, verso la metà della gestazione. Alcuni segnali comunque, possono aiutare il proprietario a capire se la cagna è effettivamente incinta, come l’aumento di appetito e di peso o l’ingrossamento delle mammelle; tuttavia, questi segnali possono indurre in inganno se dovesse trattarsi di una falsa gravidanza.
Il grande numero di cucciolate accidentali e la grande proliferazione di randagi in alcune città, potrebbe farci pensare che sia molto semplice portare a termine la gravidanza, anche senza adottare le giuste misure di sicurezza. In molti casi tuttavia, il tentativo può non riuscire; ad esempio, il caldo eccessivo, uno stato di stress dello stallone, o alcuni problemi di salute possono ostacolare sia il concepimento che lo sviluppo degli embrioni.
In molti casi, le cagne vanno incontro a false gravidanze senza che i proprietari inesperti se ne accorgano. In alcuni casi, la falsa gravidanza deve essere trattata dal veterinario anche se spesso non rappresenta rischi significativi per la salute della cagna.
Le femmine, sia in stato di gravidanza o meno, sono soggette a piometra, un’infezione dell’utero. Un chiaro segnale di piometra è lo scolo vaginale 4-8 settimane dopo il periodo fertile del calore. Tuttavia, se la cervice (il collegamento tra l’utero e la vagina) è chiusa, non ci sarà nessuna perdita, e per questo la situazione potrà aggravarsi seriamente prima che il proprietario si accorga della patologia e che il veterinario possa diagnosticarla. Il trattamento generalmente consiste nell’asportazione dell’utero, anche se in alcuni casi la malattia può essere curata senza intervento chirurgico. E’ consigliabile sottoporre immediatamente la cagna ad una visita veterinaria, nel caso mostrasse segni di stanchezza o perdita di appetito qualche settimana dopo il calore.
Spese pre-parto
Ovviamente, occorre affrontare qualche spesa per riuscire a mettere al mondo dei cuccioli sani. Prima e durante la gravidanza, tali spese consisteranno più o meno in:
- Vari esami per il controllo delle malattie ereditarie a seconda della razza (es. displasia dell’anca e/o del gomito);
- Esami del sangue e analisi del DNA per il controllo di altre malattie ereditarie specifiche per la razza;
- Test comportamentali per essere certi che la femmina sia ben equilibrata;
- La monta, che dovrà essere pagata al proprietario del maschio, o in alternativa la cessione di un cucciolo.
- Le spese del viaggio, nel caso in cui lo stallone sia in un’altra città;
- Test di fertilità (consigliabile);
- Radiografia o ecografia per accertarsi che l’accoppiamento abbia avuto successo.
Aldilà dell’aspetto economico della questione, è importante comunque ricordare ancora una volta, che la riuscita di una buona cucciolata dipenderà molto anche dall’etica professionale dell’allevatore. I cuccioli sono esseri viventi che non scelgono di nascere e che dipenderanno da noi dalle primissime fasi della loro vita in poi, visto che saremo noi a decidere le loro sorti. Un allevatore serio, si preoccuperà di fornire tutte le cure necessarie ai piccoli e successivamente sceglierà attentamente i proprietari ai quali affidarli; il suo carico di responsabilità però, non termina con la consegna dei cuccioli. Dovrà rendersi disponibile con i nuovi proprietari in caso dovessero insorgere delle complicazioni e cercherà di seguirli nel corso degli anni per aiutarli ad affrontare questa nuova avventura nel migliore dei modi. Inoltre, bisogna sempre preventivare il ritorno di qualche cucciolo, se qualcosa dovesse andare storta.
Il parto
Il parto è un processo naturale e per questa ragione molti credono che sia sufficiente predisporre per la loro cagna un posticino alla meno peggio in cui potrà mettere al mondo i suoi piccoli, mentre altri non si curano affatto di questo momento critico pensando probabilmente che la cagna se la caverà certamente senza problemi. Purtroppo però, questa noncuranza si tramuta spesso nella causa di morte prematura dei cuccioli o di serie complicazioni per la salute della madre. Il posto in cui verrà fatta partorire la cagna, dovrebbe essere un luogo tranquillo, confortevole e familiare alla futura mamma che si sentirà a suo agio. Sarà importante assistere al parto per intervenire nel caso insorgessero delle difficoltà e per stabilire se i nati sono in salute o necessitano di cure urgenti.
E’ opportuno adibire la zona parto qualche giorno prima. Questa deve essere abbastanza grande per permettere alla cagna di potersi sdraiare comodamente senza il rischio di schiacciare i neonati, ma non dovrà essere di dimensioni troppo grandi perché i cuccioli, ciechi e sordi alla nascita, avrebbero più difficoltà a raggiungere la mammella.
Circa 24 ore prima del parto, la temperatura della cagna scende di un grado; quindi è bene controllare periodicamente la temperatura per tenersi pronti all’arrivo del parto. Anche la fuoriuscita di latte dalle mammelle può essere un chiaro segnale di parto imminente.
Alla nascita, ogni cucciolo sarà avvolto dalla placenta che verrà rimossa dalla madre in modo abbastanza semplice leccando la membrana e stimolando nel contempo la respirazione del cucciolo. Se la neomamma è inesperta, potrebbe essere necessario intervenire tagliando il cordone ombelicale, pulendo i cuccioli e aiutandoli a respirare; inoltre bisognerà assicurarsi che tutti i cuccioli inizino a poppare.
Solitamente, i cuccioli nascono uscendo prima la testa, ma in alcuni casi potrebbero essere girati. In quest’ultima situazione, il parto potrebbe essere più complicato e la cagna potrebbe affaticarsi più del dovuto. Alcuni allevatori tengono a disposizione degli stimolanti uterini per aiutare la cagna ad espellere i cuccioli, mentre altri preferiscono contattare il veterinario. Un parto normale può completarsi abbastanza velocemente, con intervalli, tra l’uscita di un cucciolo e l’altro, di mezz’ora; in altri casi però, può richiedere più tempo, con intervalli più lunghi come tre o quattro ore.
Successivamente al parto, la cagna manderà la placenta; se ciò non dovesse avvenire, è opportuno contattare il veterinario per accettare la causa della ritenzione. In casi come questo, è preferibile attrezzarsi il più presto possibile per l’allattamento artificiale dei cuccioli.
Le prime settimane
Dopo la nascita, i cuccioli non sono ancora in grado di vedere, sentire, regolare la propria temperatura corporea od evacuare spontaneamente, quindi diventa indispensabile la presenza costante della madre e la nostra supervisione. Durante la prima settimana i cuccioli dovranno essere tenuti al caldo, facendo attenzione a prendere tutte le misure sanitarie necessarie; andranno puliti periodicamente e sarà bene cominciare a manipolarli per abituarli all’odore dell’uomo. Riguardo la temperatura ambientale, esistono in commercio particolari lampade, adatte specificatamente per il riscaldamento della zona parto. La madre stimolerà la defecazione e l’orinazione dei cuccioli, leccando il loro pancino e, come fanno i lupi, ingeriranno i bisogni per tenere pulito l’ambiente. Questo può portare la cagna ad avere diarrea per diversi giorni dopo il parto.
Durante le prime due settimane i cuccioli sono sordi e ciechi, possono emettere dei piccoli squittii e per la maggior parte del tempo dormono o cercano la mammella spostandosi goffamente. Se piangono, è probabile che soffrano il freddo o che abbiano fame, e in alcuni casi possono lamentarsi per qualche dolore fisico. Occorre spostarli da una cassa parto all’altra, per le pulizie giornaliere. Verso le due settimane aprono gli occhi e iniziano a sentire; è normale che ciò avvenga anche un po’ più avanti, ma se dopo il 21° giorno gli occhi sono ancora chiusi sarà bene contattare il veterinario. La capacità di controllare l’espulsione dei bisogni si sviluppa intorno alla terza settimana a cui segue la capacità di termoregolazione.
Dalla quarta settimana i cuccioli iniziano a mangiare da soli alimenti solidi ed iniziano a muoversi meglio coordinati. Si sveglia la loro attenzione e la loro curiosità per l’ambiente che li circonda e diventano sempre più vivaci.
Verso la quinta settimana possono essere svezzati ed è bene che inizino a socializzare in ambienti esterni alla sala parto. In un primo momento, sarà sufficiente collocarli in un recinto apposito per qualche ora dopo i pasti, usufruendo di questo tempo anche per pulire la cassa parto. I cuccioli dovrebbero essere maneggiati ogni giorno, facendo però attenzione alle orecchie, alle dita, al pelo ed ai denti. Possono essere spazzolati con una spazzola morbida o puliti con un panno morbido, anche per abituarli agli eventuali trattamenti di grooming e di handling futuri.
Dalla sesta settimana, i cuccioli iniziano ad arrampicarsi nel box parto tentando di esplorare il mondo esterno, giocano energicamente, vengono facilmente attirati dai giochi e dai suoni a loro disposizione e cominciano a ricercare la presenza umana. In questa fase i piccoli dovranno iniziare a sperimentare nuove situazioni, permettendogli, con le dovute misure precauzionali, di curiosare intorno e di conoscere via via nuovi elementi. Alla sesta settimana avverrà anche il primo controllo veterinario, soprattutto per la sverminazione e il primo vaccino.
Alcuni allevatori separano i cuccioli dalla madre già alla sesta settimana di vita, ma è opportuno attendere ancora una o due settimane (diversi allevatori cedono i cuccioli persino alla nona settimana), per dar modo ai cuccioli di sviluppare al meglio alcuni importanti aspetti comportamentali. Questa fase è piuttosto cruciale, poiché durante tale periodo i cuccioli imparano a controllare la forza del morso e a comunicare con i propri simili ma anche ad integrarsi bene nella nuova famiglia umana. I cuccioli che vengono separati precocemente dalla madre, rischiano di sviluppare alcuni problemi comportamentali come un’eccessiva timidezza, insicurezza o aggressività.
Verso la settima settimana, l’allevatore più attento (e certamente più preparato) sarà in grado di classificare ogni cucciolo in base al suo aspetto ma anche e soprattutto in relazione al carattere. Ci saranno cuccioli dominanti e altri che tendono a sottomettersi facilmente, cuccioli più attenti alle persone, cuccioli più curiosi e intrepidi e cuccioli che promettono meglio riguardo l’aspetto fisico. In base a tali criteri, l’allevatore giudizioso potrà abbinare i cuccioli ai nuovi proprietari. Per esempio, se la nuova famiglia è alla prima esperienza sarebbe meglio affidargli il cucciolo più mite della nidiata; oppure, nel caso in cui il neoproprietario abbia intenzione di gareggiare nei ring di lavoro, potrà essere una buona idea quella di affidargli il cucciolo tendenzialmente più temperato.
Intorno alle otto settimane di vita, i cuccioli attraversano una fase delicata, in cui si mostreranno più timorosi nei confronti di tutto ciò che li circonda; per questo motivo, molti esperti suggeriscono di cedere i cuccioli tra la settima e l’ottava settimana, altrimenti sarà meglio attendere la dodicesima settimana di vita, quando si sarà attenuata questa paura.
Scelta dei nuovi proprietari
L’allevatore responsabile, cercherà di conoscere il più possibile i potenziali acquirenti dei cuccioli, interrogandoli attentamente riguardo il loro stile di vita e i loro progetti per il piccolo quattro zampe; questa vale sia nei casi di cucciolate meticcie dalle quali ovviamente non ci si aspetta nessun introito e sia per quelle di razza paura. Alcune delle domande che l’allevatore dovrebbe rivolgere al futuro proprietario sono:
- Sei disposto ad attenerti alle leggi ed ai regolamenti previsti riguardo il possesso di animali domestici, nella tua città o persino nel tuo condominio?
- Possiedi un giardino recintato?
- Ci sono bambini nella tua famiglia? Che età hanno?
- Possiedi altri animali in casa?
- Saresti disposto a portare il cane in un centro di addestramento in futuro?
- Per quale motivo ti interessa il cucciolo? Vorresti gareggiare in competizioni di bellezza o di lavoro, o vuoi semplicemente un cane da compagnia?
Domande del genere, non vogliono scoraggiare o mettere in difficoltà l’interessato, piuttosto sono utili mezzi di cui dovrebbe servirsi l’allevatore per trovare la soluzione migliore per il cucciolo da cedere.
L’allevatore serio chiederà tutte le referenze necessarie prima di cedere il cucciolo. Successivamente, cercherà di trascorrere del tempo con tutta la nuova famiglia per verificare che il cucciolo si sia integrato bene. Alcuni allevatori richiedono la castrazione o la sterilizzazione del cane, in caso si presentino con l’età eventuali anomalie o più semplicemente nei casi in cui l’animale è destinato ad essere esclusivamente un cane da compagnia. Inoltre, stipuleranno dei contratti per tutelare se stessi, il cane e il proprietario e si renderanno disponibili nel caso il proprietario non può più tenere il cane, a prescindere dall’età. Altro gesto responsabile è quello di microchippare o tatuare i cuccioli per l’identificazione permanente. Alcuni allevatori trattengono il certificato genealogico (pedigree) fino a quando il cane non sarà stato sottoposto alla sterilizzazione, ovviamente se tale intervento è stato accordato in precedenza.
Contratto d'allevamento
Un contratto d’allevamento serve a tutelare entrambe le parti (oltre che il cane) e determina il da farsi per ogni eventualità prevista. Visto che l’allevatore si sforza per ridurre il più possibile la probabilità che insorgano anomalie genetiche nei suoi cani, generalmente un contratto stipulato con il nuovo proprietario, prevede un rimborso parziale della spesa iniziale o la sostituzione del cucciolo, nel caso in qui dovessero svilupparsi patologie genetiche e il proprietario può dimostrarle attraverso la certificazione veterinaria. L’allevatore può anche richiedere, tramite contratto, che il cane ceduto venga sterilizzato o sia sottoposto in futuro a dei particolari controlli veterinari o a dei test comportamentali. Inoltre, si potrà accordare, in forma contrattuale, la restituzione del cucciolo in quei casi dove il proprietario non può più prendersene cura adeguatamente.
Tempo e costi aggiuntivi
Le spese e il tempo da dedicare ad una cucciolata, aumenteranno progressivamente col passare dei giorni. Inizialmente sarà necessario acquistare una cassa parto (volendo, è possibile costruirsela da sé) e una lampada di calore a raggi infrarossi. Occorre inoltre considerare l’impegno emotivo e fisico che comporta una cucciolata.
Altre spese da preventivare sono:
- Controlli veterinari e, se dovessero insorgere dei problemi, l’intervento di parto cesareo;
- Vaccinazioni e sverminazione;
- Un recinto in cui porre i cuccioli in tutta sicurezza, quando vorremo spostarli dalla cassa parto;
- Microchip o tatuaggi.
Il tempo da dedicare alla partoriente ed ai cuccioli potrebbe gravare sugli impegni quotidiani. Occorre preventivare pulizie della cassa parto giornaliere, socializzazione dei cuccioli, selezione dei futuri proprietari e periodiche visite veterinarie per le vaccinazioni o per il soccorso della mamma o dei suoi cuccioli in casi di emergenza. Il tempo da dedicare ai cuccioli non termina con la loro cessione: sarà responsabilità dell’allevatore infatti, assistere il neoproprietario ed aiutarlo a seguire il cucciolo nel migliore dei modi.
Allevare una cucciolate non si limita ovviamente a questi semplici passi; bisogna preventivare i numerosi imprevisti che potrebbero insorgere durante tutto l’arco di tempo e chiederci se possiamo far fronte alle varie difficoltà che, non di rado, richiedono una spesa, in termini sia di tempo che economici, non indifferente. Il proprietario della cagna, prima di procedere con l’accoppiamento, deve chiedersi attentamente se è capace di gestire la situazione in modo responsabile, fornendo ai cuccioli tutte le cure necessarie e una vita degna di essere vissuta.
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