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I Cani e la letteratura PDF Stampa E-mail

Scritto da Francesca Ralli   
Mercoledì 03 Dicembre 2008 07:04

I CANI DI DANTE: Nel primo canto dell’Inferno della Divina Commedia Dante è introdotto al suo viaggio dall’incontro con una lupa, che rappresenta l’incontro con il baratro da affrontare nel percorso esistenziale, nel momento in cui decide di affrontarlo e che presagisce l’avvento del veltro, un levriero, che si identifica con il precursore del secondo avvento di Cristo. Premonizione di rinascita verso una profonda spiritualità.


di Francesca Ralli


...Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, questa mi porse tanto di gravezza con la paura ch'uscia di sua vista, ch'io perdei la speranza de l'altezza. E qual è quei che volontieri acquista, e giugne 'l tempo che perder lo face, che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; tal mi fece la bestia sanza pace,che, venendomi 'ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace. Mentre ch'i' rovinava in basso loco, dinanzi a li occhi mi si fu offerto chi per lungo silenzio parea fioco. Quando vidi costui nel gran diserto «*Miserere* di me», gridai a lui, «qual che tu sii, od ombra od omo certo!».

«A te convien tenere altro viaggio», rispuose, poi che lagrimar mi vide, «se vuo' campar d'esto loco selvaggio: ché questa bestia, per la qual tu gride, non lascia altrui passar per la sua via, ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; e ha natura sì malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo 'l pasto ha più fame che pria. Molti son li animali a cui s'ammoglia, e più saranno ancora, infin che 'l veltro verrà, che la farà morir con doglia. Questi non ciberà terra né peltro, ma sapienza, amore e virtute e sua nazion sarà tra feltro e feltro. ......

Nel canto sesto dell’Inferno un terzo cane viene introdotto da Dante, ed è Cerbero, terrificante presenza per coloro che lo temono nella sua possenza, cane che mangia addirittura una zolla di terra gettata dal sapiente che non lo teme, e si acquieta.
Il significato delle tre gole di Cerbero si riferiscono ad aspetti relativi ai dannati che governa "Ricchezza, Gloria e Potenza" che alimentano la vita del genere umano, e di cui il saggio (Virgilio) si è spogliato.

Cerbero, fiera crudele e diversa, con tre gole caninamente latra sovra la gente che quivi è sommersa. Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, e 'l ventre largo, e unghiate le mani; graffia li spirti, ed iscoia ed isquatra. Urlar li fa la pioggia come cani; de l'un de' lati fanno a l'altro schermo; volgonsi spesso i miseri profani. Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo, le bocche aperse e mostrocci le sanne; non avea membro che tenesse fermo. E 'l duca mio distese le sue spanne, prese la terra, e con piene le pugna la gittò dentro a le bramose canne. Qual è quel cane ch'abbaiando agogna, e si racqueta poi che 'l pasto morde, ché solo a divorarlo intende e pugna, cotai si fecer quelle facce lorde de lo demonio Cerbero, che 'ntrona l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.


IL CANE DI ULISSE: Interessante simbolo di un viaggio e del ritorno, il cane Argo, che Ulisse ritrova stremato dopo anni di peregrinazioni alla ricerca di sè. Il cambiamento è così grande che sebbene il cane ne riconosca le sembianze non riesce a sopravvivere a quell’immensa emozione e muore prima che Ulisse possa carezzarlo.
Forse quel gesto sarebbe stato inutile, o forse avrebbe potuto ricondurre ad un tempo ormai troppo distante dal mutato Ulisse.
L’immagine del mito è rafforzata dall’immobilismo che Ulisse ritrova al suo ritorno, come se il tempo si fosse fermato, a differenza del suo intenso percorso, e che viene simbolicamente figurato dalla tela di Penelope (fatta e disfatta di continuo, opera incompiuta).

 

 

Tratto dalla "Tesi finale del 1° anno del Corso intensivo biennale in Psicologia della Comunicazione - Le barriere della comunicazione" di Francesca Ralli.

Puoi contribuire allo sviluppo del DTG, scaricando e completando il questionario e inviandolo successivamente a Francesca Ralli (l'indirizzo e-mail lo trovi nel file).



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