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Il percorso uomo-cane alla scoperta di se PDF Stampa E-mail

Scritto da Francesca Ralli   
Mercoledì 01 Aprile 2009 14:56

L’obiettivo dello studio è quello di intraprendere il “viaggio” nel proprio istinto, e nella scoperta del proprio se attraverso il progetto di avvicinamento uomo-cane in vista del percorso da intraprendere con il lavoro di entrambi, volto a stabilire un contatto più vicino possibile al branco che riporta l’uomo ad un rapporto più vero con la naturalezza dell’ambiente. Le figure coinvolte nello sviluppo dell’attività integrata, sono il cane, il suo conduttore, l’istruttore, il figurante, lo psicologo, che agiscono in maniera integrata con la mediazione di un osservatore del comportamento, che si pone come “ponte” per l’apprendimento, al fine di misurare il livello di formazione raggiunto per tappe nello svolgimento dell’attività cinofila/psicoterapeutica.

di Francesca Ralli

L’obiettivo è suddiviso per fasi e riguarda:

  1. percorso di consapevolezza verso il rapporto biologico con il cane
  2. abbattimento di barriere “stereotipi” alla comunicazione con il cane
  3. superamento della barriera di comunicazione stabilita con il cane contro il mondo ostile
  4. apertura vero un cambiamento nel rapporto uomo-cane e uomo-uomo.

I punti da sviluppare per convalidare a livello teorico l’applicazione di questo metodo, per stabilire il ciclo di contatto nella relazione tra uomo-cane, partono sempre dall’osservazione del comportamento nella relazione uomo-cane e si sviluppano partendo dall’analisi delle figure di supporto. Per ciascuna figura è necessario dettagliare il ruolo e le attività corrispondenti, oltre ad illustrare il “vissuto” personale rispetto all’esperienza:

  1. l’istruttore : la guida dell’attività in campo, rivolte a stabilire l’armonia nel rapporto uomo-cane
  2. il figurante: rappresenta l’ambiente esterno, per lo studio della difesa dei confini e della reazione allo stimolo
  3. lo psicologo: la guida del conduttore e dell’istruttore nel contatto con l’uomo
  4. il formatore: l’osservatore del percorso uomo-cane, tramite tra psicologo e istruttore.

A seconda del livello di comunicazione con il cane la persona può essere coinvolta nel progetto, e in varie fasi raggiungere l’inizio del percorso cinofilo:

1^ livello: Vorrei un cane ma... (rientrano in questo livello le persone che vogliono essere orientate alla scelta del cane giusto, o le persone che hanno forti blocchi a prendere la decisione).
Il percorso per arrivare al “guado”, ossia alla decisione di prendere un cane, deve partire dal desiderio non appagato, come possibilità inespressa e soffocata di liberazione del proprio istinto, si avvale della teoria che allontana il contatto lasciando il desiderio inespresso giustificato da una serie di difficoltà, del tipo: “la casa dove vivo è piccola” “non ho un terrazzo” “in casa non ci sono mai” “il cane limiterebbe la mia necessità di vacanze e spostamenti frequenti”, oppure “gli animali devono stare in natura e non costretti in casa” “l’idea che sia il padrone a decidere per il cane è una violenza”, attribuendo alla falsa ipotesi di cani liberi in natura la propria impossibilità di passare all’atto decisionale. I sogni restano sogni, la teoria allontana dal contatto.

Il primo livello prevede :

fase a) una fase di preparazione con lo psicologo per definire la decisione. In caso positivo inizia la
fase b) in cui attraverso l’osservazione in campo dei comportamenti e del carattere dei diversi cani, la persona possa attuare una scelta consapevole  il primo livello di conoscenza di se.
fase c) la vita con il cucciolo, con due approcci, quello psicologico e quello etologico, che è una tappa vitale nel percorso cinofilo.
fase d) subentra nel momento in cui la persona decide di iniziare il percorso cinofilo.

Obiettivi personali:

  • risolvere il problema dell’accettazione della diversità
  • lavorare sulle intolleranze e le paure legate alla presenza di un cane
  • rompere il ghiaccio con il proprio istinto

 

2^ livello: Ho un cane ( rientrano in questo livello le persone che hanno un cane ma vivono in un rapporto stereotipato la relazione e desiderano comprendere/comprendersi più profondamente)
Le fasi per questo livello partono dalla scelta di iniziare o meno un percorso con il proprio cane, da osservatori, nel caso in cui non possano o non vogliano coinvolgersi personalmente, o da conduttori, in caso vogliano andare fino a in fondo all’esperienza.
Nel caso di esistenza di un rapporto si deve giungere, con l’aiuto dell’istruttore, a comprendere la natura di questo rapporto intervenendo sul cane e il conduttore per stabilire un approccio diverso, e condurre per gradi ad un’armonia, risolvendo da un lato i problemi del cane (istruttore) e quelli del conduttore (formatore) nel rapporto, e quelli del conduttore che desidera risolvere profondamente il proprio disagio (psicologo).

Obiettivi personali:

  • superare le barriere di chiusura con l’ambiente sterno provocate dalla simbiosi con il cane
  • accettare il cane come diverso da se
  • superare gli stereotipi sul cane
  • conoscersi e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie difficoltà di comunicazione

 

3^ livello: lavoro con il mio cane. Rientrano in questo livello le persone che hanno iniziato il percorso cinofilo senza troppe convinzioni o consapevolezze e desiderano approfondire l’esperienza per trarne i massimi benefici.
Per questo livello l’intervento già in atto dell’istruttore prevede un rafforzamento da parte del formatore per la definizione dei problemi personali di rapporto e dello psicologo.
Interessante sottolineare, ed emerso dall’analisi dei primi questionari compilati da persone che si sono dichiarate interessate al progetto, che su 7 persone coinvolte per il primo workshop sperimentale 3 hanno iniziato psicanalisi ed una è iscritta al terzo anno di psicologia.

le fasi del progetto, per questo livello sono:

  • inizio del ciclo di contatto, lavoro con il cane per i “problemi del cane”
  • la preparazione al primo lavoro agonistico, come determinazione a raggiungere obiettivi personali oltre che del cane. Questo implica la necessaria scoperta di molti aspetti di se.
  • Il lavoro agonistico a vari livelli secondo le predisposizioni naturali del cane e lo sviluppo del conduttore.


Obiettivi personali :

  • Recupero dell’istinto e dell’immediatezza dell’azione-reazione 
  • Accettazione dei momenti simbiotici e di separazione 
  • Accettazione e rispetto dell’individualità nella coppia 
  • Maggior fermezza nello stabilire confini 
  • Percorso dalla passione all’emozione 
  • Modifica nei tempi di apprendimento, dilatazione di spazi e finalità limitate all’azione presente
  • Qui ed ora
  • Progettualità 
  • Capacità di condurre il gioco e divertirsi nel gioco



L’attività cinofila di “difesa e utilità” vede impegnati il cane e il conduttore in una serie di esercizi suddivisi in tre categorie:

  1. prove di obbedienza
  2. prove di difesa (sviluppo dell’istinto)
  3. prove su pista

 

LE PROVE DI OBBEDIENZA

L’obiettivo degli esercizi di obbedienza è di creare un rapporto di reciproca fiducia tra cane e conduttore ponendoli entrambi in una situazione di apprendimento dove cane e conduttore interagiscono nell’azione in stretto contatto.

Il primo livello di condotta prevede l’impiego del guinzaglio che sottolinea l’incertezza di una conoscenza all’esordio, mentre, con il passaggio a stadi successivi, il contatto tra uomo e cane fa sì che non occorra più un oggetto estraneo a “legarli”, ma il rapporto si consolida in una maggiore naturalezza nel vivere il contatto.

La preparazione alle attività cinofile prevede dunque una serie di passaggi chiave, sottolineati dalle conseguenti attività agonistiche, che è importante introdurre subito per chiarire come il flusso armonico del rapporto non possa essere accelerato in alcun modo, ma necessita di tutti gli step necessari all’acquisizione della naturalezza dell’azione.

Vediamo quindi una graduale scomparsa del tramite-guinzaglio nel rapporto, e via via, una maggiore complessità degli esercizi richiesti e necessari, per dimostrare l’unione uomo-cane e la sicurezza, l’armonia e la fiducia che aumentano in entrambi Ad un’analisi superficiale gli esercizi di obbedienza potrebbero sembrare simili, o comunque le differenze poco evidenti, mentre il senso profondo della maggiore armonia acquisita con l’esperienza e la conoscenza reciproca del carattere e delle attitudini, nonché delle abitudini sia del cane che dell’uomo, si pone in grande evidenza nella naturalezza con cui vengono eseguite le prove.
Il riflesso condizionato che agisce sul cane, ha effetti diversi sull’uomo, che spesso usa la sfera razionale in maniera troppo evidente bloccando le azioni spontanee o reagendo in maniera rigida ai comandi previsti.
La conseguenza che si può osservare è l’interruzione del contatto, che si manifesta con il cosiddetto “errore”.

L’istruttore è la guida per entrambi in campo, osserva il cane e la sua reazione agli stimoli, e interviene sul conduttore ponendosi in sostituzione della sua parte razionale, sottolinea gli errori e le cause che li hanno provocati, e agisce per sviluppare il rapporto “azione-reazione” affinché si compia nella maniera più spontanea possibile.

 

PROVE DI DIFESA (SVILUPPO DELL'ISTINTO)

Quello che si evidenzia dall’osservazione delle prove di difesa è la capacità di iniziativa autonoma e indirizzata, nel compiere azioni di autodifesa da parte dell’uomo e del cane. Diverse le modalità, anche in questo caso, correlate strettamente all’attività agonistica e ai livelli relativi.

Il premio per il cane è sempre la manica, ossia la preda, donata dal figurante come atto simbolico della sua vittoria. Dunque dalla separazione dall’uomo e verso la conquista dell’autonomia si rafforza il legame di stima e rispetto, dove il cane ( la parte istintiva) guarda all’uomo (la parte razionale) e l’uno insegna all’altro le modalità di un rapporto basato a questo punto su una comunicazione integrata di codici.

La comprensione dell’importanza strategica degli attacchi non è di facile comunicazione, non è intuitiva e viola lo stereotipo in maniera determinata: far comprendere al conduttore che il cane è eccitato per gli attacchi e che risveglia il suo istinto predatorio, è fargli accettare la relazione “dolore-piacere” attraverso cui nella vita umana si passa all’accettazione del rapporto interpersonale, e della propria maturazione come individuo.

 

LE PROVE SU PISTA

Le prove su pista sviluppano la fiducia nelle proprie capacità istintive, la concentrazione, l’abbandono al fiuto del cane. L’addestramento è svolto in isolamento uomo-cane. ambiente esterno e richiede la determinazione alla pazienza nel progresso della pista, intesa come percorso individuale.

Le prove su pista rappresentano un ostacolo difficilissimo da superare, perché sono le uniche che si svolgono al di fuori del campo di addestramento e, tranne che nei primi momenti di comprensione dell’attività, prevedono che uomo e cane svolgano da soli la pista, entrando in maggiore contatto, del tutto privi di influenze esterne.

Si tratta di un momento magico, dove ci si abbandona completamente all’istinto del cane, e si accetta di farsi guidare nel percorso senza opporre resistenze superando il limite del controllo esercitato sull’istinto.

 

 

 

Tratto dalla "Tesi finale del 1° anno del Corso intensivo biennale in Psicologia della Comunicazione - Le barriere della comunicazione" di Francesca Ralli.

Puoi contribuire allo sviluppo del DTG, scaricando e completando il questionario e inviandolo successivamente a Francesca Ralli (l'indirizzo e-mail lo trovi nel file).

 



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