| Lo status sociale del cane in famiglia, dipende dal luogo in cui vivono i proprietari |
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| Scritto da Cinomania |
| Lunedì 30 Agosto 2010 17:14 |
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Nelle aree rurali, non è affatto raro che il migliore amico dell’uomo venga considerato alla stregua di qualsiasi altro animale, afferma Blouin, e questo non deve sorprenderci dato che nelle campagne, gli animali rivestono ruoli utilitaristici o si insediano nelle proprietà alla ricerca di una tana o di cibo; in tali aree c’è quindi una probabilità più alta di trovare diversi tipi di animali – da quelli da reddito a quelli selvatici. Tuttavia, il luogo in cui vivono i proprietari, sembra non essere così rilevante quando si hanno dei figli La presenza dei bambini, spesso muta il modo di considerare il cane. E’ normale infatti, come ha dichiarato Blouin all’Assemblea annuale dell’American Sociological Association 2010 in cui ha discusso il suo studio, che nel momento in cui subentra la presenza dei figli nel nucleo familiare, si ha meno tempo da dedicare agli animali domestici ed inoltre, l’idea del cane come un figlio, viene riconsiderata dai proprietari/genitori. Di seguito, vengono descritti alcuni risultati dello studio, che ha coinvolto proprietari di animali domestici provenienti dell’Indiana: Spesso, il legame che si crea tra l’animale domestico e il proprietario è molto inteso e l’animale diventa parte integrante della routine quotidiana. Il 93% dei proprietari di cani e il 77% dei proprietari di gatti, sottopongono a visita veterinaria i loro animale almeno una volta all’anno. L’81% dei proprietari di cani e il 67.5% dei proprietari di gatti, trascorrono almeno due o più ore insieme ai loro animali, e solo il 2% dei proprietari dedica ai propri animali meno di qualche minuto al giorno. Molti dei proprietari hanno affermato che la salute dei loro animali è stata una delle loro maggiori preoccupazioni, soprattutto in casi di animali anziani. Alcuni hanno ammesso di aver speso grosse somme di denaro per curare il proprio animale domestico, come vaccini e terapie per la guarigione da malattie anche piuttosto gravi. La frequenza dell’interazione tra proprietario e animale, insieme ad altri elementi, come il numero medio di visite veterinarie a cui vengono sottoposti gli animali nell’arco di un anno, si è mostrata un chiaro indicatore riguardo l’intensità del legame tra le due parti e al modo di considerare gli animali da parte dei proprietari: come un figlio, un compagno di giochi o più semplicemente come un animale utile. Il titolo originale dello studio è "I Can't Be Without a Dog!' Understanding Variations in Interactions and Relationships with Pets." (“Non posso stare senza un cane! Comprendere le variazioni nelle interazioni e nelle relazioni con gli animali domestici”).
Fonte: ScienceDaily Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |




La concezione che abbiamo del cane, può dipendere in modo non indifferente, dalla nostra cultura e dunque anche dai luoghi in cui viviamo o nei quali siamo cresciuti. Secondo uno studio condotto da David Blouin, professore associato del Dipartimento di Sociologia e Antropologia dell’Indiana University South Bend, le persone che tendono a considerare il cane come un bambino, generalmente hanno un background cittadino.