| Origini del cane |
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| Scritto da Roberto Leotta |
| Martedì 10 Giugno 2008 02:52 |
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Le origini del cane domestico (canis familiaris) sono state controverse per lungo tempo, per il motivo che la classificazione basata sui confronti tra i reperti archeologici fossili ritrovati in varie parti del mondo è difficoltosa e per il fatto il cane presenta lo stesso numero di cromosomi degli altri appartenenti al genere canis. di Roberto Leotta Inoltre, tra alcune di queste specie è stata dimostrata interfecondità anche se tra di esse si presentano in natura ‘barriere sessuali’ di origine psichica che, in condizioni normali, impediscono gli accoppiamenti tra specie. Per tutti questi motivi esistevano ipotesi di origine singola (v. lupo) e multipla (v. lupo, sciacallo, coyote). Tra queste ultime, vale ricordare quella di Lorenz, che attribuiva le origini di diverse razze di cani quali le nordiche ai lupi e quelle di altre razze di cani allo sciacallo, in base ai risultati di studi sul comportamento (Lorenz 1978b, 1978a). Altri studi basati su reperti fossili e sul DNA mitocondriale (mtDNA), ipotizzano origini multiple, con relativa diversificazione dal lupo risalente a circa 100 mila anni fà (Savolainen and Lundeberg 2001).
Altre specie dei generi appartenenti alla sottofamiglia dei canini, famiglia canidi e che comprendono tutti i generi di volpi (vulpes, fennecus, alopex, urocyon, lycolopex, pseudalopex, cerdocyon), fino all’otocione (otocyon megalotis) presentano numero di cromosomi variabile da 36 a 76 (Wayne and Vilà 2001). Tratto da "Elementi di Genetica del Cane" di Roberto Leotta. Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa. Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |



