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06 | 01 | 2009
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CAPB Campionato Sociale - Si comunica che il Consiglio Direttivo del 7 luglio 2008, su proposta del Comitato Esecutivo del 20 maggio 2008, ha approvato la richiesta avanzata dall’associazione specializzata in indirizzo, con entrata in vigore a far data 1 gennaio 2009, che prevede l’introduzione della classe intermedia, per i soggetti di età compresa tra i 18 e 24 mesi, nell’ambito del campionato sociale di bellezza, rilevato che la stessa non risulta essere in contrasto con i regolamenti riferiti alle manifestazioni e al Libro genealogico. Fonte: ENCI
Origini del cane PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Leotta   
Martedì 10 Giugno 2008 02:52

Le origini del cane domestico (canis familiaris) sono state controverse per lungo tempo, per il motivo che la classificazione basata sui confronti tra i reperti archeologici fossili ritrovati in varie parti del mondo è difficoltosa e per il fatto il cane presenta lo stesso numero di cromosomi degli altri appartenenti al genere canis.

di Roberto Leotta

Inoltre, tra alcune di queste specie è stata dimostrata interfecondità anche se tra di esse si presentano in natura ‘barriere sessuali’ di origine psichica che, in condizioni normali, impediscono gli accoppiamenti tra specie. Per tutti questi motivi esistevano ipotesi di origine singola (v. lupo) e multipla (v. lupo, sciacallo, coyote). Tra queste ultime, vale ricordare quella di Lorenz, che attribuiva le origini di diverse razze di cani quali le nordiche ai lupi e quelle di altre razze di cani allo sciacallo, in base ai risultati di studi sul comportamento (Lorenz 1978b, 1978a). Altri studi basati su reperti fossili e sul DNA mitocondriale (mtDNA), ipotizzano origini multiple, con relativa diversificazione dal lupo risalente a circa 100 mila anni fà (Savolainen and Lundeberg 2001).
Attualmente, la maggior parte degli studiosi concorda nell’attribuzione delle origini del cane domestico al lupo grigio (Robinson 1990; Wayne and Vilà 2001); ipotesi supportate da studi di genetica molecolare che mostrano un grosso numero di alleli microsatelliti e di sequenze di mtDNA mitocondriale in comune tra le due specie (Wayne and Vilà 2001). Questi ultimi riportano che le differenze nelle sequenze di DNA mitocondriale tra cane e lupo ammontano a circa il 2%, mentre quelle riscontrate tra cane e coyote (il ‘parente’ più simile) sono del 7,5%. È importante notare che differenze del 2% rientrano nell’intervallo di variabilità osservata nelle popolazioni selvatiche dei lupi. Lo stesso numero cromosomico presentato dal cane (78) è condiviso oltre che da tutte le altre specie del genere canis anche da altri generi:

  • il cuone (chrisocyon alpinus),
  • il licaone (lycaon pictus).
Altre specie dei generi appartenenti alla sottofamiglia dei canini, famiglia canidi e che comprendono tutti i generi di volpi (vulpes, fennecus, alopex, urocyon, lycolopex, pseudalopex, cerdocyon), fino all’otocione (otocyon megalotis) presentano numero di cromosomi variabile da 36 a 76 (Wayne and Vilà 2001).





Tratto da "Elementi di Genetica del Cane" di Roberto Leotta.
Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Giugno 2008 03:04 )
 
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