Home Biologia Quel che resta di un cane...
06 | 01 | 2009
Notizie flash
CAPB Campionato Sociale - Si comunica che il Consiglio Direttivo del 7 luglio 2008, su proposta del Comitato Esecutivo del 20 maggio 2008, ha approvato la richiesta avanzata dall’associazione specializzata in indirizzo, con entrata in vigore a far data 1 gennaio 2009, che prevede l’introduzione della classe intermedia, per i soggetti di età compresa tra i 18 e 24 mesi, nell’ambito del campionato sociale di bellezza, rilevato che la stessa non risulta essere in contrasto con i regolamenti riferiti alle manifestazioni e al Libro genealogico. Fonte: ENCI
Quel che resta di un cane... PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinomania   
Venerdì 08 Agosto 2008 13:24

Cani, un tempo domestici, originari dell'Asia orientale e arrivati in Australia 6000 anni fa. Ecco le risposte che cercavano i primi coloni europei.

Lupo o cane, domestico o selvatico, nativo australiano o arrivato da altrove, ma quando e con chi? Il dingo (Canis dingo) era l'unico mammifero placentato, a parte gli uomini, presente in Australia all'epoca dell'arrivo degli europei, nel XIII secolo, e le sue origini hanno sempre suscitato molte domande. Ora, grazie ad una analisi genetica condotta su questi animali da un equipe internazionale, tanti quesiti trovano risposta.


Viaggiatori d'Oriente.
Studiando il Dna mitocondriale, patrimonio genetico presente nel mitocondrio e trasmesso alla prole solo dalla madre, i ricercatori hanno scoperto che l'arrivo del dingo in Australia risale a 6000 anni fa. Anche il luogo di origine è ora chiaro: l'Estremo Oriente è la culla dei dingo. Ma come fecero ad attraversare il braccio di mare che separa il continente australiano dall'Asia?
“L'introduzione di questi cani è associata alla diffusione delle popolazioni Austronesiane - spiega Peter Savolainen, studioso svedese - Queste genti, la cui cultura ebbe origine nel sud della Cina, attraversarono l'oceano con barche e piroghe. I dingo erano domestici compagni di viaggio e arrivarono con gli Austronesiani probabilmente in un unico momento”. Secondo i ricercatori i dingo presenti adesso sul territorio australiano derivano proprio da un piccolo gruppo arrivato fortunosamente e diffusosi nei millenni.


Parentele da cani. Questi animali, bestiole dal mantello fulvo che possono pesare anche 19 kg, sono ora selvatici abitanti di steppe e praterie dove cacciano rettili, uccelli, piccoli mammiferi. All'occorrenza, grazie ai bei denti aguzzi, riescono a uccidere anche canguri, pecore e vitelli. “Abbiamo analizzato dei segmenti del mtDNA di 211 dingo, di 676 cani di tutto il mondo, di 38 lupi e di 19 fossili di canidi - racconta Savolainen - Comparando i dati possiamo dire che i dingo mostrano una parentela più stretta con i cani che con i lupi e che le loro origini affondano in cani presenti in Estremo Oriente”.
Nonostante in passato fossero fedeli amici degli autoctoni australiani, è difficile allevare questi cani che nel tempo hanno adottato una vita selvatica. In alcuni casi i cuccioli vengono cresciuti dagli aborigeni e usati da adulti come cani da caccia. I dingo non sono in pericolo, ma la continua ibridazione con i cani domestici potrà portare alla perdita dei loro caratteri distintivi. Si stima che circa l'80% di Canis dingo sia un ibrido.

 

 

 

Fonte: www.focus.it

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Agosto 2008 13:29 )
 
Sondaggi
Cosa andrebbe rivisto nella cinofilia italiana?
 
Chi è online
 8 visitatori online
Sponsor
Copyright  |  Disclaimer  |  Privacy  |  Contatti  |  Pubblicizzati  |  Sitemap  |  FAQ