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DNA e nuovi indizi sulle origini delle razze PDF Stampa E-mail

Scritto da Cinomania   
Martedì 24 Marzo 2009 01:34

DNA e nuovi indizi sulle origini delle razzeGli scienziati hanno completato un primo confronto genetico tra le razze canine addomesticate. L’analisi di 85 tipologie canine, tra cui il Pechinese, l’Alano, il Border Collie e il Bassotto, ha fornito affascinanti indizi riguardo i legami tra le razze e il modo in cui esse avrebbero avuto origine da cani antenati in diverse parti del globo. Tali indizi potrebbero a loro volta aiutarci a comprendere i meccanismi della rapida migrazione umana. I risultati, riportati nella rivista Science, potrebbe inoltre offrire un primo metodo per determinare una razza canina basandosi su un campione genetico.

La maggior parte delle razze testate, presenta la stessa marcatura genetica nonostante molte razze siano state create solo negli ultimi secoli.

“Se consideriamo che i primi Club ed i primi standard ufficiali di razza sono stati fondati nel 1800, è davvero sorprendete l’elevato grado di  diversità tra le diverse razze” afferma il genetista Leonid Kruglyak del Fred Hutchinson Cancer Research Center.


L’ESPLOSIONE DELLE RAZZE

Kruglyak continua dicendo che le differenze tra le razze canine sono molto più numerose rispetto a quelle trovate tra le popolazioni umane situate nei diversi continenti. La variabilità è talmente grande da consentire la distinzione di un singolo cane di razza, attraverso l’analisi della sua sequenza genetica.

“E’ sorprendente trovare una simile differenziazione, dato che la stragrande maggioranza delle razze moderne hanno origini recenti,” commenta Robert Wayne, biologo evolutivo ed esperto in genetica canina presso l'Università della California, Los Angeles.

Gran parte degli studi effettuati in passato, attraverso l’utilizzo di tecniche genetiche meno avanzate, non hanno permesso di rilevare queste grandi differenze interraziali, afferma Wayne.

Per la raccolta dei dati, la dottoranda Heidi Parker e la genetista Elaine Ostrander insieme ad altri membri del team, hanno contattato tutti i Club di razza degli Stati Uniti. Hanno inoltre visionato numerose esposizioni canine, prelevando un campione di DNA da cinque cani di razza per ognuna delle 85 razze testate.

In oltre due anni di lavoro, con l’assistenza dell’American Kennel Club, il team ha raccolto e analizzato il DNA di 414 cani.


ORIGINI ANTICHE

I risultati hanno rivelato che alcuni gruppi inaspettati di razze, geograficamente diversi (tra cui il Siberian husky, il Levriero afgano, il Chow Chow, l’Akita e il Saluki),  rispetto ad altre hanno maggiori affinità genetiche con l’antenato lupoide del cane moderno. I ricercatori affermano che i cani di queste razze potrebbero essere i migliori rappresentanti viventi del pool genetico ancestrale.

Tale constatazione può essere confermata da alcuni studi secondo i quali, i cani hanno avuto origine in Asia e successivamente, attraverso gli spostamenti dei nomadi, siano emigrati verso il sud dell’Africa e il nord del territorio Artico.

Melinda Zeder afferma che la possibilità di collegare le diverse razze africane e asiatiche ad un antenato comune, permette di rivelare un’interessante correlazione con gli spostamenti della specie umana sul nostro pianeta. Zeder è responsabile del gruppo di studio “Old World archaeology” presso lo Smithsonian Institution di Washington, ed è esperta di addomesticamento animale. “Questo studio potrà fornire una mappa  delle migrazioni umane” dice Zeder.

Questi dati confermano inoltre l’ipotesi che i cani, essendo originari dell’Asia e successivamente emigrati nel Nuovo mondo, non sarebbero stati dunque addomesticati partendo da zero con i lupi del Nord America, afferma Zeder.

Un’altra sorpresa per gli amanti del cane è che alcune delle razze presumibilmente antiche, come il Levriero di Ibiza, il Cane dei Faraoni o l’Elkhound norvegese, non sono compresi in questo gruppo ancestrale. Zeder continua affermando che per molto tempo si è creduto che razze come il Cane dei Faraoni, erano molto antiche e discendenti da antichissime razze raffigurate sui muri delle tombe egiziane risalenti a 5.000 anni fa.

Come dice Kruglyak, in realtà questi cani potrebbero essere stati selezionati in tempi più moderni dalle popolazioni Europee al fine di ricreare quelle razze antiche. Un’altra ipotesi è che gli incroci con altre razze siano stati talmente tanti da mascherarne le antiche origini.

Secondo gli autori comunque, la maggior parte delle razze molto probabilmente ha origini europee piuttosto recenti. Un secondo gruppo include i cani di tipo mastino, come il Bulldog, il Rottweiler e il Boxer. Un terzo gruppo coinvolge gli antenati e i discendenti dei cani da Pastore, come l’Irish Wolfhound, il Collie, il Greyhound e il San Bernardo. Un altro gruppo infine comprende i cani da fiuto come i Terrier, gli Spaniel e i Retriever.


I BENEFICI PER LA SPECIE UMANA

Kruglyak  afferma che il primo obiettivo di questo studio, è stato quello di utilizzare i cani come modelli genetici per studiare le basi delle malattie umane come l’epilessia o il cancro.

Almeno metà delle circa 300 malattie ereditarie nei cani, vengono riscontrate anche negli esseri umani e molte di queste sono più frequenti in alcune razze. Ad esempio il cancro del rene è comune nei Pastori tedeschi e i difetti oculari hanno un’incidenza maggiore nei Border Collie.

Gli studiosi impegnati nella ricerca delle malattie umane, spesso si concentrano su piccoli gruppi di persone che condividono un comune ascendente. Focalizzando l’attenzione su ognuna delle 400 razze canine si potranno individuare molto più rapidamente i geni responsabili delle malattie ed è ovvio che i benefici saranno sia per la specie umana che per quella canina.

 

 

 

Fonte: National Geographic News

Traduzione a cura di Nicola Cacciola



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