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Effetti della selezione artificiale sul cervello canino PDF Stampa E-mail

Scritto da Cinomania   
Martedì 03 Agosto 2010 15:20

Per la prima volta gli scienziati hanno dimostrato che l’allevamento selettivo delle razze canine, non modifica soltanto l’aspetto fisico dei cani, ma è  anche responsabile di importanti modificazioni cerebrali.  I ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud e dell’Università di Sidney, hanno rilevato che il cervello di molte razze a muso corto ha subito una rotazione di 15 gradi, di conseguenza la regione encefalica coinvolta al controllo dell’olfatto è stata fondamentalmente trasferita in una diversa porzione della scatola cranica, rispetto a quella normale.  Le ampie variazioni di forma e dimensione del cranio, sono il risultato di 12.000 anni di selezione a favore di caratteri funzionali ed estetici ricercati dagli allevatori durante le varie epoche.

La scoperta  di tale riorganizzazione cerebrale nel cane solleva questioni importanti riguardo l’impatto che essa potrebbe avere sul comportamento canino.  La ricerca è stata pubblicata nell’Agosto 2010 sulla rivista Public Library of Sciences (PLoS). Gli studiosi impegnati nel “Brain and Ageing Research Program” presso l’Università del Nuovo Galles del Sud,  insieme alla Facoltà di Scienze Veterinarie dell’Università di Sidney, si sono serviti della risonanza magnetica (MRI) per osservare il cervello in diverse razze canine.

Il Dott. Michael Valenzuela, ricercatore presso la Scuola di Psichiatria all’Università  del Nuovo Galles del Sud, afferma che esistono delle correlazioni piuttosto evidenti tra forma e dimensione della scatola cranica e la rotazione del cervello e la posizione del lobo olfattivo nel cane; quando la testa assume una forma piatta – come quella del carlino – l’encefalo ruota in avanti e il centro olfattivo scivola verso la parte più inferiore del cranio.

Bisogna notare, dicono gli autori dello studio, che nessun altro animale ha goduto di un così stretto rapporto con la specie umana come il cane e che non esiste un’altra specie che ha subito un intervento così sistematico e deliberato alla sua biologia attraverso la selezione artificiale come è successo per la specie canina. Il genoma canino, rispetto a quello delle altre specie, presenta un plasticità assai elevata. I cani sono incredibilmente sensibili alla selezione artificiale ed è stupefacente come il cervello canino possa adattarsi a queste modificazioni importanti; si tratta di un aspetto evolutivo mai documentato in altre specie.

L’impatto della selezione artificiale sulla salute delle razze, continuano gli autori, era già ben noto; si conoscono infatti moltissimi disturbi caratteristici di diverse razze, come ad esempio l’encefalite nel Carlino o la displasia nel Pastore Tedesco. Fino adesso però, poco si sapeva riguardo gli effetti dell’allevamento sul cervello del cane.

Il Prof. Paul McGreevy dell’Università di Sidney , coautore della ricerca, fa notare che, sebbene il cane “viva in un mondo di odori”, stando alle ultime scoperte, non è detto che questo mondo di odori sia lo stesso per tutte le razze, anzi è probabile che gli esemplari di razze diverse percepiscano gli odori in un modo totalmente diverso gli uni dagli altri.

Il prossimo passo, afferma il Dr. Valenzuela, sarà quello di comprendere se e come i cambiamenti dell’assetto cerebrale, sono legati o meno anche alle differenze sistematiche nelle funzioni cerebrali del cane.

 

Fonte: ScienceDaily



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