Home Cinognostica Cinognostica: La descrizione
11 | 02 | 2012
Menu Principale
Articoli
Contributi
Recensioni
Utilità
Seguici su...
NEWSLETTER
Join Our Newsletter
Supportaci

Supporta i progetti di Cinomania.net con una piccola donazione.

Importo: 

Statistiche
Notizie flash

Super Dog

Cinognostica: La descrizione PDF Stampa E-mail

Scritto da Renato Fongaro   
Giovedì 19 Marzo 2009 15:20
 
Conoscere una razza non vuol dire saper scegliere il miglior soggetto: tutti e nessuno sono i migliori (ognuno rispettivamente nelle proprie peculiarità). Ciò che distingue un modello buono da uno cattivo è la conformazione. Questo però è un termine che si sente rimescolare da molti cinofili senza conoscerne il preciso senso originale. E’ vero che le parole vengono rivestite di speciali significati a seconda del loro utilizzo nei vari campi e che a volte la nuova versione non sembra apparentemente imparentata con le radici originali; tuttavia, ad un attento esame, si riesce sempre a trovare una connessione di fondo che ne giustifica l’applicazione e, cosa più importante, il nuovo significato diventa di uso comune.
 
 
di Renato Fongaro
 
Sembra quindi giustificato pensare che coloro che hanno usato per primi i termini conformazione e angolazione non tentassero di coniare delle espressioni gergali, ma avessero in mente il loro significato originario. Conformazione, dice il dizionario, “E’ conformità, adattamento; la sagomatura di una cosa per ordinato arrangiamento delle sue parti”. Questo, che è il suo reale significato, ci porta a due considerazioni quando lo applichiamo al cane:
 
  • Il soggetto deve seguire lo specifico modello della razza alla quale viene applicato. Ed un cane può fare questo mentre rimane piazzato (in posa da ring) senza mai muoversi. L’adattamento suggerisce anche una modificazione della struttura che lo metta in grado di conformarsi vantaggiosamente al modello;
  • La nostra seconda considerazione si deve rivolgere alle sue possibilità funzionali (perché un cane non è nato per stare costantemente piazzato). La disposizione delle parti (per quel che necessita il movimento) deve essere tale che il modello risulti efficiente nell’operare.
 
Perciò abbiamo una conformazione stazionaria o statica ed una conformazione funzionale o cinetica (o dinamica). Può essere che le due considerazioni divergano o tendano comunque a separarsi, ma questo normalmente sfocia nella carenza di una con l’esaltazione dell’altra. L’immagine creata da entrambe deve rimanere costante, perciò i due tipi di conformazione devono essere una e la stessa. Sfortunatamente molti dei modelli definiti ai quali i vari allevatori dovrebbero aderire non sono stati messi in riproduzione.
 
Quando le Società di razza elaborano nuovi aspetti fisici, gli appassionati possono pure tagliare via la coda per conformarvisi, ma non si può manomettere il corpo od il meccanismo per il movimento. Perciò è necessario considerare la conformazione non solo come adattamento ad una specifica immagine, ma anche come ciò che fa lavorare efficientemente quell’immagine.
 
Bisogna anche prendere in considerazione le angolazioni e queste, in accordo con il dizionario, si riferiscono agli angoli formati da linee e piani: nel caso del cane, dal suo corpo e dalle parti che lavorano. Generalmente il termine è usato per riferirsi agli angoli formati dalle ossa nell’assieme degli arti anteriori e posteriori tra se stesse e con il piano sul quale il cane sta in posizione normale. Con più precisione l’angolazione è il grado con il quale questi angoli e linee si inseriscono nel desiderato modulo dell’insieme.
 
Ritornando alla conformazione, possiamo dire che la maggioranza delle caratteristiche prese in considerazione sono del tutto relative e che non possono essere giudicate in nessuna altra maniera: un tronco corto per un Setter Inglese potrebbe essere lungo per un Pointer Inglese. Per avere una versione corretta bisogna, secondo noi, considerare il modello rappresentativo della razza e lo scopo o l’intento della determinata caratteristica in esame e quindi proiettarla contro l’insieme.
 
Nella stessa maniera dobbiamo considerare l’uso di espressioni come “coprire il terreno” e che nelle esposizioni non ha lo stesso significato che ha nelle prove di lavoro dove viene abusata. Questa è data dal confronto tra la distanza del terreno dal torace del cane (o dalla linea inferiore del corpo) con quella tra gli assiemi dell’anteriore e del posteriore. Lo spazio sotto il cane può essere considerato come un rettangolo ed il confronto dal dato luogo con il lato corto rileva la quantità di terreno coperto.
 
Si può prendere un Setter Inglese, accorciare le sue gambe di due o tre centimetri ed esso coprirà più terreno di quanto non facesse prima dell’operazione. Al contrario, allungando le gambe verrà ridotta la quantità di terreno coperto. Un corpo lungo aumenta la quantità di terreno coperto, così talvolta si desidererà un coupling lungo e ciò porterà con se i possibili difetti che lo accompagnano.
 
Molto spesso ci sono Pointer Inglesi e Setter Inglesi indicati come troppo lunghi o troppo corti di testa e di collo, eccessivamente alti sugli arti o qualche altro dei molti difetti o pregi stabiliti dalle misurazioni. Si è invece poi riscontrato, misurando, che non era veramente così. Spesso si esamina un cane che sembra avere una testa estremamente lunga, ma in realtà non è così perché è l’accorciamento del collo o la costruzione muscolosa o massiccia che fa apparire lunga la testa nell’insieme in cui è inserita. E’ necessario sempre andare al di là di ogni singola caratteristica prima di sentirsi certi di aver visto giusto. Il cane è dotato di un coupling corto o è troppo alto sugli arti? E’ realmente profondo di corpo o leggermente corto di gambe? E’ la lunghezza del collo e della testa che gli conferiscono un corpo apparentemente compatto? Queste sono questioni legate a misure relative e devono essere considerate come tali. Ma la questione si complica quando il montaggio, con l’adattamento di una parte all’altra, è anche più importante dell’aspetto delle parti individuali, perché è solo in questa maniera che può essere creato un meccanismo operativo.
 
Riportiamo un breve aneddoto, raccontato da Lyon McDowell, in un suo vecchio libro. “Parecchi anni fa, Matt, un vecchio trialer, redarguì aspramente un Giudice di esposizione. Quest’ultimo aveva appena fatto vincere un Pointer condotto da una ragazza il cui abbigliamento le si adattava come se ai vestiti piacesse quel lavoro, su un altro con dei buonissimi risultati in trial, messo dietro di lui. «Ah, la ragazza non ha nulla a che vedere con questo!», si difese il Giudice arrossendo. «Il suo cane era molto meglio angolato dietro, anche se, devo ammetterlo, non era altrettanto buono nell’anteriore.» «E quella» attaccò Matt «era la migliore ragione per rovesciare la tua decisione. Il cane che hai fatto vincere ha troppa angolazione dietro per quella che le sue spalle possono sopportare. Io ho visto fin troppi dei tuoi cani con una eccellente angolazione dietro ed una angolazione normale sull’anteriore surclassati velocemente dai compagni di coppia che erano buoni su entrambi i capi»”.
 
E’ una verità che due mediocri unità che si adattino bene l’una all’altra produrranno migliori risultati di quanto non accada nel caso in cui una sia tanto superiore da rompere l’armonia. Questa è la reale chiave di lettura della conformazione come si applica all’azione od alla locomozione. In realtà si può ricavare una lezione da ogni animale selvatico perché ognuno degli animali che si muove sul terreno può insegnare qualcosa sulla conformazione funzionale. Gli animali selvaggi sono stati allevati e sviluppati per andare incontro alle loro specifiche condizioni di vita dal più grande fattore selezionante che abbia mai operato: la sopravvivenza del più adatto.
 
Molti cuccioli sono costruiti con equilibrio (al di là del loro scopo) perché lo devono essere per rimanere in vita. Molti di loro cadono al momento di determinate prove ed escono dalle procedure di costruzione dell’immagine e, in questa uscita, è possibile trovare le ragioni usualmente nella mancanza di velocità iniziale o nell’impossibilità di mantenerla. Non è difficile determinare le caratteristiche che segnano la differenza ed approfittare di queste nel selezionare le razze inglesi da ferma per allevarle tenendo conto delle caratteristiche a cui si vorrebbe dare risalto.
 
Tutti gli animali, ed i cani da ferma non sono un’eccezione, hanno la tendenza ad autocompensarsi per la mancanza di conformazione nel loro meccanismo di movimento. E gli animali domestici lo devono fare più di quelli selvaggi. Il Setter Inglese che cammina come un granchio oppure porta il passo, sta facendo proprio questo aggiustamento ed un qualsiasi ring di esposizione può rilevare un notevole numero di queste azioni di compensazione.
 
Quando ci si occupa dell’equilibrio stazionario (o statico) e funzionale (o cinetico), è importante rilevare che entrambi gli aspetti non dovrebbero mai essere separati o trascurati. In alcune delle razze da ferma come il Setter Inglese “italiano” da lavoro, ma ancor di più nello Springer Spaniel “italiano” da lavoro, ritroviamo gli esempi nei quali le due componenti si sono divise e forse non si incontreranno mai più di nuovo se non ci sarà la volontà di farlo. In questa situazione si evidenza un fattore di compensazione del modo di vedere umano: un soggetto che taglia un campo per vincere una prova trial può sembrare come il cugino di campagna di quello che incede con sussiego per andare a vincere nel ring di esposizione. Ma il trialer sul campo si pone a confronto di quest’ultimo come un oggetto di bellezza e lo scredita come un cane da salotto. Non si può essere che inclini a considerare più fondata l’opinione a favore del trialer che non quello contro, perché il cane che vince le prove di Grande Cerca deve per forza possedere equilibrio costruttivo. Ma d’altra parte ci si domanda: «A quale prezzo di discostamento dallo standard morfologico F.C.I.?».
 
L’artista, o chiunque possieda occhio per la composizione e l’immagine, apprezza sempre la bellezza per simmetria ed equilibrio. Nessuno si aspetterà che ogni cane sia un campione sul campo: pochi tra loro sono allevati per questo scopo. Parimenti non dovrebbero essere allevati per venire considerati arredamento per la casa.
 
Anche nel ring d’esposizione viene dato un giudizio sulla perfezione dell’animale, sull’adattamento ad un modello che ha quattro gambe, come pure a ciascuna parte di esso: quelle gambe devono armonizzarsi l’una a l’altra ed alla cosa alla quale sono attaccati in una maniera che si avvicina alla perfezione, altrimenti sarà considerato difettoso. Il vecchio contadino era buon profeta quando commentava: «C’era un tempo in qui l’uomo poteva giudicare le cose, ma dal momento che l’Autorità se ne impossessa, non è più possibile sapere a che destino vanno incontro».
 
Una delle prime situazioni nella quale si rivela la mancanza di armonia è nell’andatura: sia con il portare il passo, il battere il passo o la andatura da granchio, sia con una andatura corta, steppata per evitare interferenze tra gli arti anteriori e posteriori. L’andatura normale è ritmata in modo tale che la gamba anteriore si muova una frazione di secondo prima della gamba posteriore. Questo dovrebbe produrre il sollevamento della gamba anteriore che così esce dalla traiettoria della gamba posteriore. Più lunga è la falcata, più veloce è l’andatura e più diventa necessaria questa azione. Se il corpo è troppo corto, il passo troppo lungo o la sincronizzazione non troppo esatta, il cane dovrà pestare di lato e muoversi come un granchio. In queste considerazioni viene coinvolto il coupling che è già in se stesso una cosa relativa.
 
La lunghezza del corpo di un cane è la distanza dalla punta dello sterno alla punta della natica. Per misurarla correttamente si dovrebbe usare una speciale asta dotata di un braccio a squadra fissa ad un capo ed un capo a squadra mobile sull’asta. La misurazione dovrebbe essere effettuata su una linea parallela alla linea centrale del corpo. Il coupling è la distanza tra l’assieme dell’anteriore e l’assieme del posteriore. Un cane potrebbe avere un corpo lungo, ma delle spalle ben inclinate e dei quarti anteriori acutamente angolati, quindi apparire con un coupling corto perché la distanza tra i due assieme è relativamente corta in confronto al corpo intero. Un corpo profondo, senza riguardo ad altre caratteristiche, tende a far apparire il cane con un coupling corto. I corpi esili, quindi, fanno apparire i cani come se avessero un coupling lungo. Un cane dal coupling lungo usualmente avrà spalle raddrizzate e gambe dritte, con una groppa corta ed eventualmente un corpo esile.
 
Al di là delle misure, in un cane tutti ricercano la bellezza espressa dalle proporzioni delle forme, ma è l’unicità del soggetto la vera bellezza. Se non avete occhi di pietra, usateli.
 
Solitamente l’esame di regioni, rapporti e proporzioni va fatto osservando il cane da una distanza di cinque/sei metri, in stazione piazzata e successivamente in movimento; si procede poi all’esame del particolare a distanza ravvicinata concentrando l’attenzione sulle eventuali tare. All’esame visivo può seguire quello manuale per approfondire la natura e la localizzazione delle eventuali tare e, ove necessario, dello stato di mantenimento.





Tratto da “La forma è solo l’espressione plastica della funzione?" di Renato Fongaro
Fongaro’s, Cinotecnia.com e Dogbauer
 


Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti
 
Sondaggi
Cosa andrebbe rivisto nella cinofilia italiana?
 
Advertising
Chi è online
 33 visitatori online
Articoli più commentati
Sponsor
Copyright  |  Disclaimer  |  Privacy  |  Contatti  |  Pubblicizzati  |  Sitemap  |  FAQ