| Giudicare dal punto di vista cinotecnico |
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| Scritto da Renato Fongaro |
| Martedì 24 Marzo 2009 01:49 |
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L'occhio allenato non basta per giudicare dal punto di vista cinotecnico. Partiamo dal principio che nessuno si è alzato la mattina con una idea che poi altri hanno messo in essere (o cercato di farlo). Sia lo standard morfologico come quello di lavoro pongono dei paletti ipotetici di come deve essere (dal punto di vista delle forme) e come si deve comportare un soggetto di quella determinata razza. Dato che ci troviamo su un forum, anticipo che tratterò esclusivamente di Setter Inglese (la mia amata razza). di Renato Fongaro Se possiamo affermare che lo standard morfologico F.C.I. è immutato da sempre, non si può dire altrettanto dell'adeguamento che s'intende fare all'italiana di quello di lavoro. In effetti, tale standard è esposto in modo tale che è impossibile avere dei paletti certi e su ciò fondare una discussione costruttiva che porti da qualche parte (gli aggettivi che cercano di far immaginare al lettore come si deve comportare il cane da lavoro si sprecano). Un altro presupposto importante da tenere a mente è che gli standard sono stati creati per essere migliorati con l'esperienza e lo studio e che quindi, nel tempo, anche coloro che vi debbono aderire possono modificare il loro aspetto. Ma quali devono essere tali modifiche da mettere in atto? Chi ha il diritto di tali modifiche? E con quale metro di convincimento? A me sembra, più che altro, che ciò che si sta mettendo in essere nella selezione sia il ragionamento contrario. La valutazione sul campo dovrebbe portare il corpo giudicante ad avvalorare come positivo le proprietà d'olfatto, la voglia d'incontrare selvaggina e la velocità espressa nella cerca (intesa come "bramosia d’incontro" e corretta costruzione). Poi, in sentore di selvatico, l'espressività. Infine la correttezza. Se per le prime due e l'ultima non ci potrebbe essere nulla da eccepire, un sicuro dibattito aprirebbe il trattare le altre. In effetti, la velocità è espressione del moto e questo è in stretta relazione con la costruzione morfologica (come anche l'espressività). Due soggetti costruiti in modo differente non possono dimostrare gli stessi atteggiamenti e quindi avere la stessa espressività (non volendo approfondire ulteriormente con gli aspetti psicoanalitici di razza). Come si può notare, quindi, la velocità di cerca inficia dei "parametri" di razza (a valle) rendendo non omogenea la valutazione. Se la velocità di cerca venisse parametrata alle battute espresse in un ciclo, ci si renderebbe conto che può essere possibile che un cane che esprime una velocità superiore di un'altro lo fa solo aumentando le battute rispetto al congenere e non perché dotato di una falcata opportunamente lunga. Il concetto è molto più semplice di quello tecnico espresso sopra: 2 uomini di altezza differente, possiedono anche passo di lunghezza differente. Se ambedue muovessero in maniera sincrona i passi, colui che ha una "falcata" più ampia percorrerebbe più strada. Il compagno ovviamente, per stare al fianco, sarebbe obbligato ad aumentare il numero di passi (cioè il numero delle "battute"). Siccome sono le "azioni" (falcate) che affaticano la struttura muscolare (e le altre strutture), percorrendo lo stesso spazio, colui che ha la falcata maggiore si affatica di meno. le variabili in gioco sono: lunghezza della falcata, tempo e spazio. Questo parametro, forse poche volte preso a misura nelle prove, definirebbe l'affaticamento di un cane quando il turno di lavoro si dovesse esprimere in ore di caccia e non in minuti di prova. Solitamente il cane che esprime più battute nell'unità di tempo è quello che può risultare il più energico, spumeggiante e bramoso d'incontrare selvaggina della coppia in esame, quindi valutato più positivamente dell'altro. Infatti, l'occhio è ingannato perché, non essendo dotato di un autovelox, non può rendersi conto dell'esatta velocità con cui il soggetto affronta il campo (specialmente quando i cani si scambiano il terreno da perlustrare), ma ne misura solo l'impeto vedendo muovere rapidamente gli arti. Chi ha avuto l'opportunità di seguire un turno misto tra un inglese ed un irlandese, senza le accortezze di cui sopra avrebbe tratto considerazioni tutt'altro che veritiere. In effetti, la falcata dell'irlandese è molto più ampia e più lenta dell'inglese anche se capace di sviluppare velocità superiori. Quindi l’occhio considera l’irlandese meno impegnato e meno bramoso d'incontrare. Se, come molti dicono ma non applicano, il movimento deve essere il meno affaticante ed il più redditizio possibile (per non generare in fretta la stanchezza), è corretto utilizzare nelle prove un parametro che trae in inganno l'occhio dell'osservatore? Da tale presupposto è ovvio omettere un ragionamento tanto ovvio quanto insensato: ”Il cane con altezza al garrese maggiore, a parità di altre qualità, dovrebbe essere il migliore”. E’ il cane più proporzionato che trasforma l’energia meccanica in spinta con il minimo sforzo. Né le battute, né la velocità sono parametri attendibili. Per quanto riguarda l'espressività nell'azione e negli atteggiamenti definiti "di razza", la stessa velocità di cerca può modificare ciò che si osserva nel momento dell'incontro. La Fisiologia ci corre in aiuto. Paragoniamo due ipotetici soggetti dalla falcata differente. Per mantenere la stessa velocità, come abbiamo già accennato, lo sforzo muscolare messo in atto dal soggetto che possiede la falcata più breve è ovviamente più elevato. Questo comporta uno stress fisico generale superiore al compagno di coppia dotato di falcata più ampia, coinvolgendo in maggior misura tutto l'organismo (respirazione, concentrazione, sensibilità d'olfatto, collegamento col conduttore, ecc). Nel momento dell'incontro colla selvaggina, ammettiamo che i due cani siano dotati delle stesse identiche capacità olfattive, ossia della stessa densità di cellule olfattive per unità di superficie di mucosa olfattoria e che la estensione della mucosa abbia identica superficie, cioè i due cani posseggono identiche capacità di discernimento ed identica potenza olfattiva (questa puntualizzazione si rende necessaria per sfatare la corrispondenza che ancora oggi taluni indicano come canna nasale lunga = miglior olfatto). Come vi immaginate che si comporteranno i 2 cani? Il meno affaticato avrà la possibilità di filare sul vento e fermare con dolcezza, il più affaticato fermerà di scatto con una brusca frenata per poi, in taluni casi (a seconda se gli è stato permesso durante il dressaggio) riaggiustarsi il vento e porsi ben in centro del cono d'emanazione. In effetti, la maggior parte dei soggetti che rimane immediatamente fermo si troverà in posizione "sit" o "down", che è la stessa identica posizione che qualsiasi cane mette in pratica per fermarsi rapidamente (il "sit" lo mette in pratica anche il cavallo quando, ad andatura veloce, viene tirato fortemente per le briglie). Quello a cui è permesso filare sui suoi passi per riagganciare il punto fermerà "sit" o "flesso". Quello che dopo essersi riaggiustato il punto si mette "down"... Bèh, lasciamo perdere. Questo visto dal punto dell’affaticamento in cani di pari olfatto. Ed in cani morfologicamente identici ma con olfatto difforme cosa accadrebbe? L’affaticamento sarebbe comparabile ed il discernimento olfattivo farebbe la differenza. Credete che gli atteggiamenti in presenza di selvaggina possano cambiare dalla situazione precedente? Per me No. Però chi si fa prendere dalla spettacolarità sarebbe umanamente tentato di aggiudicare il turno alla ferma più eclatante e cioè a quel cane che dimostrando gran riflessi (e non fini proprietà olfattive) si è immobilizzato nel più breve spazio possibile. Ma il più eclatante è colui che sarebbe scelto dalla Cinotecnia e messo in riproduzione? Molti dei comportamenti del Setter Inglese sono riconoscibili nell'atto predatorio ancestrale in cui viene eseguita una sequenza di azioni contraddistinta dalla successione di fasi consecutive e concatenate: localizzazione (avventare), avvicinamento (filata), ferma, avvicinamento (nel caso di guidata), inseguimento, morso per immobilizzare. Attraverso la selezione è stato quindi possibile modulare anche l’espressione di schemi motori legati alla socializzazione ed alla capacità di comunicare. In particolare nel Setter Inglese è stato notevolmente influenzato il comportamento agonistico. Sostanzialmente non vi sono grosse differenze nelle modalità con cui i cani competono, ma la variazione è nella facilità con cui i suddetti comportamenti possono essere evocati: alcuni cani hanno per esempio eliminato (o sensibilmente ridotto) la capacità di recepire segnali di sottomissione o di interrompere un’aggressione per preservare la propria integrità (come i cani da caccia in tana). Attraverso la selezione però possono anche comparire repertori comportamentali agonistici nuovi o modificati. Ne sono esempio alcune correnti genealogiche italiane di Setter Inglese che hanno quasi del tutto perso il consenso poiché incrociate con soggetti derivanti dalla Grande Cerca (selezionati per resistenza, elevata competitività e tempra durissima) e dove il cane che ha spiccato o naturale consenso non vince mai. Quindi, selezionare nella direzione della tempra serve solo a cercare di vincere barando o di "coprire" possibili insuccessi nel caso in cui ci si sarebbe dovuti accontentare di un consenso (che purtroppo non porta a risultati). Tali soggetti non dovrebbero passare solo agli ultimi posti dalla classifica del giorno, ma estromessi da qualsiasi selezione perché la tempra durissima, oltre che inficiare le capacità d'apprendimento (sono difficilmente addestrabili) inficia caratteristiche comportamentali trasmissibili e richieste nei cani da ferma inglesi (come il consenso). Ma siccome la tempra durissima permette inoltre di offuscare piccoli errori di morfologia funzionale (sostenendo l'affaticamento) che ai ritmi delle prove subentrerebbero in fretta, si preferisce avere in canile dei soggetti difficilmente addestrabili piuttosto che visibilmente portatori di difetti morfologico-funzionali. Tanto, prima o poi fermerà e l'eclatanza dimostrata riempirà gli occhi ed aprirà la bocca in un corale "ohhhh". Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |



