Home Cinognostica Descrizione delle andature
11 | 02 | 2012
Menu Principale
Articoli
Contributi
Recensioni
Utilità
Seguici su...
NEWSLETTER
Join Our Newsletter
Supportaci

Supporta i progetti di Cinomania.net con una piccola donazione.

Importo: 

Statistiche
Notizie flash

Super Dog

Descrizione delle andature PDF Stampa E-mail

Scritto da Cinomania   
Venerdì 15 Maggio 2009 15:17

Descrizione delle andatureIl Prof. V. Horn nel suo scritto presentato al Congresso mondiale di Dortmund, così si esprime: « La descrizione esatta delle principali andature in generale non è difficile. Passando da un’andatura all’altra ed anche durante i diversi gradi di accelerazione di un’andatura, esistono forme di transizione poco sensibili. Il fatto che l’animale sviluppi diverse maniere di deambulazione è dovuto al bisogno che il soggetto ha di produrre differenti velocità, per cui ad ogni grado di velocità corrisponde un particolare tipo di andatura.
 
 
Il peso del corpo di un cane fermo ed in piedi, ed il suo centro di gravità sono solidamente sostenuti dai quattro arti che formano al suolo una figura geometrica di quattro lati. Quando il soggetto vuole alzare un arto anteriore, bisogna che prima sposti il suo centro di gravità, che in questo caso viene portato all’indietro.
 
« Per questo fatto la base di sostegno diminuisce della metà perché essa diventa triangolare, entro cui dovrà cadere il centro di gravità. Ciò vale anche quando l’animale è in movimento ». Più avanti lo stesso A. continua « quando l’animale cammina più in fretta si determinano delle fasi in cui l’arto anteriore incomincia la levata prima che l’arto posteriore della stessa parte abbia ripreso contatto col suolo. Avremo allora due arti in contatto col terreno invece di tre. In questa frazione di tempo il corpo progredisce diagonalmente od obliquamente fintanto che il terzo arto toccando il suolo fornisca il punto d’appoggio del triangolo di sostegno. Se l’anticipare la levata dell’arto è continuativo si determina una andatura nella quale non vi sono mai più di due arti che toccano il suolo simultaneamente. Questo è il caso per l’ambio (difetto N.d.A.) e per il trotto nel quale il bipede laterale o quello diagonale progrediscono in un movimento sincronizzato. In questo caso non avremo mai una base di sostegno triangolare che sopporti il peso del corpo. L’equilibrio può quindi sussistere solo perché ogni bipede sostenitore entra in azione in tempo per equilibrare l’instabilità causata dal bipede precedente. In altre parole questo tipo di sostegno bipedale è possibile solo se l’andatura è veloce, per cui il tempo della fase di appoggio è inferiore al tempo della fase di oscillazione.
 
« Per un sostegno bipedale ciò significa che vi debbono essere  momenti in cui nessun arto è a contatto col suolo, ossia l’animale è sospeso per aria. Ora se la diminuzione del numero degli arti simultaneamente in contatto col terreno è la condizione necessaria per l’aumento di velocità, bisogna che nei movimenti ancora più rapidi ci siano delle frazioni di tempo nelle quali un solo arto è in contatto col suolo e, tra questi periodi, altri in cui nessun arto poggia per terra. Questo è il caso del galoppo ».
 
Da quanto sopracitato risulta che il trotto presenta un appoggio bipedale diagonale ed una frazione di tempo in cui il cane è sospeso per aria prima che il bipede opposto tocchi il terreno, mentre nel galoppo si susseguono fasi di appoggio di un arto solo con fasi bipedali e tripedali intercalate da fasi di sospensione in aria di tutto l’animale.
 
 
 
 
 
Tratto da “Lezioni di cinognostica” del Dott. Ignazio Barbieri, Edizioni E.N.C.I.


Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti
 
Sondaggi
Cosa andrebbe rivisto nella cinofilia italiana?
 
Advertising
Chi è online
 21 visitatori online
Articoli più commentati
Sponsor
Copyright  |  Disclaimer  |  Privacy  |  Contatti  |  Pubblicizzati  |  Sitemap  |  FAQ