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Cinognostica: Il Tronco PDF Stampa E-mail

Scritto da Renato Fongaro   
Domenica 28 Giugno 2009 21:54

Il tronco comunemente inteso è tutto ciò che del corpo animale resta, ad esclusione della testa, collo, coda e degli arti. Si distingue un piano dorsale ed un ventrale, una estremità craniale ed altra caudale, due facce laterali. Si contraddistingue inoltre una cavità toracica posta nella parte craniale ed una cavità addominale che si prolunga con quella pelvica nella parte caudale.



LA COLONNA VERTEBRALE

La colonna vertebrale si trova nella parte medianosuperiore del tronco e viene divisa in cervicale, dorsale, lombare, sacrale, caudale. Le vertebre del garrese (nove) e della schiena sono in numero di tredici (dorsali e toraciche). Possiedono acetaboli nei quali ruotano le teste delle costole (tredici paia di cui diciotto vere costole, sei costole false e due costole flottanti) ed i processi spinosi decrescono in altezza andando verso la zona caudale. Le otto componenti il garrese hanno i processi spinali più lunghi di tutte per provvedere all’ancoraggio dei muscoli della spalla, lo sviluppo dei quali delimita il garrese. Le cinque vertebre che costituiscono la schiena mostrano un graduale cambiamento della forma delle dorsali a quelle del rene che hanno larghi processi trasversali e sono sette in tutto (lombari). I processi spinosi delle prime dieci vertebre sono inclinati verso il posteriore, i processi spinosi delle ultime due vertebre toraciche e delle vertebre lombari sono inclinati caudalmente. Ricordiamo, come particolare, che successivamente all’undicesima vertebra toracica (anticlinale) i processi spinosi crescono, in modo moderato, nuovamente. Questo punto traccia la divisione tra il sistema dei muscoli tensori anteriori e posteriori. Le vertebre sacrali sono in numero di tre e le caudali circa venti (a seconda della razza). La lunga fila di vertebre, assieme al sistema muscolare, sostiene il peso del tronco e lo scarica sugli arti. Di contro, riceve la propulsione degli arti e la trasmette alla colonna vertebrale per distribuirla al tronco e farlo avanzare. Per scaricare a terra il peso, colonna ed arti sono in continuità in modo difforme: gli arti anteriori sono sospesi da muscoli che dalla parte posteriore della scapola si agganciano al torace ed alla colonna vertebrale, mentre gli arti posteriori usufruiscono di un sistema osseo di continuità (bacino e suoi legamenti). La colonna vertebrale è quindi un arco orizzontale composto di costole che è teso dai muscoli vertebrali ed addominali. In posizione statica quest’arco è teso al minimo in quanto i muscoli che intervengono direttamente o indirettamente sulla colonna si trovano in equilibrio. Durante il movimento, i muscoli del tronco capaci d’inarcare la spina dorsale intervengono nel raccogliere sotto di sé il cane, mentre i muscoli propulsivi degli arti intervengono in concomitanza (più esattamente si dice leggermente sfasati) con quelli che raddrizzano la colonna (generando così un’onda di spinta). Sia durante il moto che in posizione statica interviene anche la forza di gravità che tende a raddrizzare la colonna. La colonna vertebrale non è quindi rettilinea ma presenta delle curve (cervicale, dorsale, lombare). Conoscere le dorsali e le lombari è quindi importante per la valutazione dell’attitudine al lavoro in quanto cifosi e lordosi (tare del dorso) non concedono un movimento utile e poco dispendioso, mentre è facile confondere cifosi ed una ottima curvatura lombare (che è un pregio).

 

PIANO DORSALE DEL TRONCO

La base anatomica è data dalle prime vertebre dorsali. Il piano dorsale comprende le regioni del garrese, del dorso, del lombi e della groppa.


IL GARRESE

E’ una regione compresa fra il collo, il margine anteriore del dorso e lateralmente le spalle. E’ un rilievo della colonna vertebrale in forma di cresta la cui base anatomica è data dalle prime vertebre dorsali. La lunghezza dei processi spinosi di queste vertebre aumenta per poi decrescere. Il punto più alto del garrese (e la verticale che lo congiunge al suolo) rappresenta convenzionalmente la statura del cane o altezza al garrese (misura che si stabilizza intorno ai diciotto/ventiquattro mesi d’età). Quanto i processi spinosi delle vertebre del garrese sono lunghi ed obliqui, tanto più il garrese è elevato.

Il garrese è regione importante per l’inserzione muscolare dei muscoli deputati al movimento e controllo del collo, della spalla e del dorso. I processi spinosi costituiscono inoltre bracci di leva su cui grava la massa della testa e del collo. Il garrese deve essere alto e lungo, con processi spinosi sviluppati in proporzione al peso della testa ed in equilibrio contrapposto a quelli dorsolombari ai quali sono collegati dei muscoli che irrigidiscono la colonna vertebrale. Se il garrese è robusto, lo sarà anche di conseguenza il tratto dorsolombare.


IL DORSO

E’ il tratto di congiunzione tra il treno anteriore e quello posteriore. Il dorso è delimitato cranialmente dal garrese, caudalmente dai lombi, lateralmente dal costato. La sua struttura anatomica è costituita dalle vertebre dorsali e dalle articolazioni vertebrocostali. E’ una regione poco mobile per l’azione antagonista dei muscoli flessori ed estensori che possono irrigidirla. Nello stesso tempo è anche dotata di sufficiente elasticità per svolgere un ruolo attivo nella trasmissione dell’impulso motorio e per attutire le reazioni dal suolo ai visceri.

All’osservazione, la sua linea deve avvicinarsi all’orizzontale, od essere, in talune razze da caccia, leggermente inclinata verso il posteriore: il dorso insellato (detto lordosi) può ritenersi difetto importante nei cani da lavoro. Il dorso convesso (detto cifosi) presenta un profilo tipo volta rispetto all’orizzontale ed anch’esso è da considerarsi difetto. Si deve inoltre notare una buona muscolatura della linea dorsolombare. Per questo si procederà osservando il cane piazzato ponendo attenzione alla lunghezza, direzione e larghezza del dorso. Non è mai superfluo osservare il cane traguardando anche dall’anteriore al posteriore lungo la linea sagittale del dorso (solco mediano) in modo da valutare consistenza e sviluppo dei muscoli spinali e la stessa struttura ossea.


I LOMBI O RENI

La base anatomica è formata da sette vertebre con processi trasversi lunghi. La regione lombare si trova dietro alla regione dorsale ed è limitata posteriormente dal margine anteriore della groppa e lateralmente dai fianchi e dalle anche. Il segmento lombare è costituito da poche vertebre ed è caratterizzato dalla mancanza delle costole con grande sviluppo dei processi trasversi che sopperiscono queste nelle funzione. L’ultimo processi trasverso si articola con il sacro. Dal punto di vista funzionale, questa regione costituisce un ponte sospeso tra il bacino e la colonna vertebrale dorsale e la sua azione meccanica è associata a quella del dorso. La solidità e la flessibilità dei lombi sono relative alla lunghezza, direzione, larghezza e modo di attacco. Una leggera curvatura dei lombi dona maggior agilità e resistenza.


LA GROPPA

E’ la regione che fa seguito ai reni. Lateralmente è delimitata dalle cosce e dalle natiche. La sua base anatomica è costituita da tre vertebre intimamente unite (seguite dalle coccigee in numero variabile da cinque a ventidue), dai due coxali (ileo, ischio e pube) uniti sulla mediana mediante la sinfisi pelvica, formando in basso la cavità pelviche che segue a quella addominale. La sua impalcatura scheletrica (o cintura pelvica) ha il ruolo di riunire gli arti pelvici a quelli toracici tramite la colonna vertebrale promuovendo la propulsione. E’ regione importante per la locomozione grazie all’imponenza delle sue masse muscolari (glutei, psoas, semitendinoso, semimembranoso) e legamenti che, agendo sulle rispettive leve, consentono l’erezione del tronco e della potenza dell’impulso. Una groppa con coda inserita in basso indica un bacino fortemente inclinato. Durante la spinta, l’estensione all’indietro dell’arto pelvico è ridotta e compromette un’efficace azione propulsiva in piano.

All’esame cinognostico la groppa presenta figura trapezoidale, delimitata in avanti da una linea che unisce gli angoli esterni dell’ileo (larghezza anteriore) e all’indietro della linea che unisce le due tuberosità ischiatiche (larghezza posteriore). La linea che unisce i rilievi delle due articolazioni coxofemorali è detta larghezza media della groppa. La sua lunghezza è invece data dalla linea che unisce la punta dell’anca alla punta della natica (dall’angolo esterno dell’ileo alla tuberosità ischiatica). La lunghezza deve sempre essere superiore alla larghezza mentre la direzione può essere orizzontale od avvallata. E’ orizzontale una groppa che forma con l’orizzonte un angolo tra quindici e venticinque gradi. Una groppa che si avvicina od è inferiore ai dieci/quindici gradi obbliga il garretto ad una posizione troppo diritta ed è difettoso.

Si dice avvallata quando la linea che unisce la punta dell’anca con la punta della natica forma con l’orizzonte un angolo compreso tra i trenta e i quaranta gradi. Dal punto di vista estetico è meno pregevole della groppa orizzontale.

Infine vogliamo richiamare l’attenzione del lettore su alcuni muscoli presenti in tale parte anatomica: i muscoli elevatori. I muscoli elevatori prendono attacco sull’ischio. Quando tali muscoli si contraggono, l’ischio viene tirato verso il basso ed il treno anteriore del cane viene sollevato. Questa contrazione diviene rilevante nei cani galoppatori durante, appunto, il galoppo. Cani che possiedono uno scarso sviluppo di tale muscolatura sono dei pessimi galoppatori.

 

PIANO VENTRALE DEL TRONCO

Il piano ventrale comprende le regioni intraascellare, ventrale, inguinale e l’estremità caudale del tronco.


LA REGIONE INTRASCELLARE

Questa regione è limitata dalle ascelle, dal ventre e lateralmente in alto dal costato. Si presenta arrotondata in basso e piatta ai lati. E’ regione importante ai fini del rilevamento biometrico in quanto riferimento preciso per la misurazione del perimetro toracico.


LA REGIONE VENTRALE

E’ regione estesa, da non sottovalutare poiché contiene e sostiene gli organi della digestione. Delimitata lateralmente dalle coste, dai fianchi, posteriormente dall’inguine, dovrà essere proporzionata alla struttura ed al volume del cane. Il suo profilo deve elevarsi gradatamente nella linea inferiore. Nel cane da ferma, il ventre proporzionato deve essere relativamente ampio. Può risultare difettoso per eccesso e quindi voluminoso o peggio cadente quando oltrepassa la linea dello sterno. Può essere anche retratto o levrettato quando risulta cilindrico e rilevato bruscamente verso i fianchi e sino al pube. Altro difetto (tara) è l’ernia ombelicale.

Taluni autori, per una completa descrizione, preferiscono dividere tale regione in sottoregioni (epigastrica, mesogastrica e ipogastrica).

L’esame visivo è solitamente seguito, nel dubbio, dall’approfondimento manuale. Si dice che un ventre è corretto quando si eleva gradatamente dalla regione inferiore dello sterno unendosi armoniosamente al costato ed ai fianchi. Aggiungiamo inoltre che forme diverse dalle citate non sono difetto in razze con particolari funzioni.

LA REGIONE INGUINALE

Corrisponde alla piega dell’inguine e si estende dal ventre alla regione interna della coscia. Deve essere liscia e aderente.


L'ESTREMITA' CAUDALE DEL TRONCO

Come base anatomica troviamo le vertebre coccigee che sono in numero variabile a seconda delle razze. L’estremità caudale comprende l’ano, la coda, il pene (maschio) o la vagina (femmina).

 

IL PETTO

E’ la regione muscolare che chiude anteriormente il torace in avanti, delimitata dalla base del collo, dalle punte delle spalle lateralmente ed in basso dalle ascelle; la sua base anatomica è lo sterno (manubrio) ed i muscoli pettorale superficiale e profondo, che si prolungano dallo sterno fino all’omero ed impediscono agli arti di vacillare. La larghezza è rappresentata dalla parte anteriore dello sterno (da non confondere con l’ampiezza del torace) che ha come base anatomica le prime due costole toraciche. Un buon petto presuppone un buon sviluppo delle masse muscolari; l’ampiezza e lo sviluppo dei muscoli pettorali è d’indizio di buone capacità respiratorie. La sua forma e grandezza devono essere in relazione colla funzione. Per i cani da ferma inglesi il pregio assoluto deriva dal compromesso di un petto di buona ampiezza (che possa contenere un buon volume d’aria per lo scambio gassoso), ben muscolato (resistenza) e che permetta un galoppo potente (Pointer Inglese), leggiadro (Setter Inglese), continuo ed efficace (poco affaticante).

 

FACCE LATERALI DEL TRONCO

Comprendono le ascelle, il costato ed il torace, fianco ed anca.


L'ASCELLA

E’ limitata in alto dal petto, in basso dalla regione sternale, nella parte centrale e laterale dal gomito. E’ ricoperta di sottile e mobile pelle con poco pelo.


IL COSTATO ED IL TORACE

Il costato è una regione situata ai lati del dorso e forma le pareti laterali del torace. In Cinognostica si intende invece per torace “quella zona a tronco di cono leggermente appiattito ai lati che è limitata superiormente dalle vertebre dorsali, in basso dallo sterno, in avanti dal petto, dietro dai fianchi e dal ventre”. Come basa anatomica si prendono a riferimento le tredici vertebre dorsali, le costole ed i relativi muscoli della regione. Il costato, per sua forma, convessità e dimensione, condiziona l’attività respiratoria e motoria degli arti toracici, assecondando tutti i movimenti ritmici di espansione e restringimento della gabbia toracica. Inoltre, per quello che riguarda il Setter Inglese, più lunga è la gabbia toracica e meglio è reclinata indietro la scapola. L’inclinazione della scapola a riposo indica la possibilità d’escussione in avanti ed indietro (durante gli atti respiratori). Partendo dal presupposto che alle varie andature l’escussione è definita da un angolo entro il quale oscilla la scapola (circa trenta gradi sessagesimali al passo, attorno ai trentacinque per il trotto ed inferiore ai cinquanta per il galoppo), una scapola troppo inclinata indietro permette solo una buona proiezione in avanti dell’arto toracico. Siccome la propulsione dell’arto avviene solo quando il piede si trova dietro alla proiezione scapolare a terra, si deduce che la propulsione non sia ottimale perché la levata del piede avviene prima dell’estensione massima dell’arto all’indietro.

L’apprezzamento cinognostico della regione del torace può fornire elementi di giudizio per le capacità attitudinali del cane poiché contiene, nella cavità toracica, organi importanti per l’espletamento delle sue funzioni. La conformazione del torace ha rilevanza per la determinazione del tipo ed in conseguenza dell’utilizzazione attitudinale. Il suo rilevamento biometrico ed il rapporto proporzionale con altri parametri viene impiegato nella formazione di alcuni indici cinometrici significativi. Citiamo, in proposito, l’indice corporale (lunghezza del tronco ∙ cento / perimetro toracico) che esprime l’intensità di massa rispetto alla lunghezza del tronco ed è quindi importante per definire in termini quantitativi il tipo morfologico e l’anamorfosi (il crescente differenziarsi e specializzarsi degli organi).

Sempre al fine di definire il tipo costituzionale, viene usato l’indice toracico (larghezza del torace ∙ cento / altezza del torace) che consente la misurazione dello sviluppo del torace.

Lo studio delle proporzione diametriche e quindi il grado d’intensità di alcuni caratteri commisurato all’intensità di altri, è stato in passato molto proficuo per la determinazione del tipo costituzionale (dolicomorfo, mesomorfo, brachimorfo); oggi, con gli standards di razza, possono essere d’ausilio in quei casi di indubbia tipologia individuale.

L’apprezzamento cinognostico della regione toracica non può prescindere dalla conoscenza precisa di alcuni suoi parametri che qui richiamiamo brevemente:

  • larghezza: è la distanza tra i due punti più sporgenti del costato; la sua misura è legata alla curvatura delle costole;
  • profondità: è rilevabile guardando il cane di profilo e misura la distanza fra la punta della spalla e l’ultima costola;
  • perimetro: è rilevabile con il nostro toracometrico e va misurando passando dal punto più ampio del costato;
  • lunghezza: va misurata dalla punta dello sterno all’ultima falsa costola;
  • altezza: è rilevabile per differenza misurando l’altezza al garrese con la distanza che separa lo sterno dal suolo. Occorre però tenere conto del grado di elevazione delle apofisi spinose del garrese (da sottrarsi) per avere una misura più realistica. Può essere inoltre misurata con il cinòmetro in corrispondenza della quinta vertebra dorsale (faccia anteriore dello sterno).

IL FIANCO

E’ limitato dorsalmente dal margine laterale della regione renale, in basso dal ventre, in avanti dal costato, indietro dall’anca e dal margine anteriore della coscia. Un fianco è pregevole quando corto, leggermente arrotondato e regolare nei suoi movimenti.


L'ANCA

E’ allocata tra la coscia e la groppa con base anatomica il femore. La forma e la direzione sono legati alla conformazione della groppa. In un cane con groppa sfuggente l’anca sarà sempre prominente.

 

 

 

Tratto da “La forma è solo l’espressione plastica della funzione?" di Renato Fongaro
Fongaro’s, Cinotecnia.com e Dogbauer



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