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06 | 01 | 2009
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Autorizzazione esperti giudici esteri a svolgere assistentati con esperti giudici italiani in manifestazioni ENCI - Il Consiglio Direttivo, accogliendo la proposta del Comitato Consultivo degli Esperti ha deliberato di concedere agli esperti giudici stranieri la possibilità di svolgere assistentati in manifestazioni riconosciute dall’ENCI estendendo, per analogia, quanto previsto dall’articolo 19 del Disciplinare del corpo degli esperti del Libro genealogico del cane di razza: “…l’interessato potrà svolgere assistentati anche con giudici stranieri iscritti nell’albo giudici di altre associazioni riconosciute dalla FCI, purché conosca l’idioma del giudice suddetto”. Fonte: ENCI
I Feromoni e la Comunicazione Chimica PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Rossi   
Lunedì 21 Luglio 2008 01:13

caneQualche mese fa, in un precedente articolo dedicato alla comunicazione tra individui specie-specifici , ovvero nel nostro caso tra cani, abbiamo avuto modo di rilevare che la comunicazione tra loro avviene attraverso sistemi di tipo non verbale. In particolare i cani comunicano attraverso la trasmissione di diversi segnali visivi, utilizzando espressioni, posture e rituali, segnali acustici fatti di suoni e rumori, segnali tattili ed infine segnali olfattivi, mediante il rilascio di odori e feromoni. La particolare forma di comunicazione che utilizza il sistema di percezione limbica del sistema nervoso centrale e tramite alcune particolarità olfattive, è definita comunicazione chimica, perché basata sull’emissione e sulla ricezione di sostanze di tipo chimico.

Si tratta del sistema di comunicazione più antico utilizzato dagli esseri viventi e i messaggi che possono essere inviati e ricevuti sono estremamente precisi. Le sostanze utilizzate possono venire percepite anche a distanze notevoli, senza trovare alcun ostacolo alla loro diffusione, in quanto in funzione della loro volatilità, si spostano per via aerea. In caso di emissione di sostanze meno volatili, queste possono permanere nella zona dove sono state emesse, permettendone così la percezione da parte dei soggetti che transitano nella stessa zona anche molto tempo dopo l’emissione del messaggio ad opera del soggetto emittente.

caneDal punto di vista funzionale, è possibile effettuare una prima classificazione: i feromoni eccitatori, capaci di modificare immediatamente il comportamento del ricevente, come ad esempio i feromoni sessuali. Sono sostanze che agiscono quasi esclusivamente sullo stato emotivo, provocando una risposta comportamentale immediata: vedremo perciò il cane che li percepisce, reagire dimostrando forti pulsioni sessuali quali eccitazione e tremore; i feromoni modificatori che intervengono sulla fisiologia e, in particolare, sulle secrezioni ormonali. Producono prima un cambiamento, una trasformazione fisiologica e solo successivamente un cambiamento comportamentale: ne è esempio l’ovulazione simultanea di femmine in gruppi sociali, quali ad esempio le femmine di un allevamento, che manifestano periodi di disponibilità sincroni.

Un’ulteriore classificazione permette di distinguere due grandi categorie di sostanze che intervengono nella comunicazione chimica: i feromoni e gli “odori sociali”. Il termine “feromone” deriva dal greco pherein (trasportare) e horman (eccitazione), e sostituì il primo termine proposto dai ricercatori per queste sostanze, ectormone, che dava l’impressione di una sostanza secreta dall’esterno. Con il termine feromoni vengono quindi indicate tutte le sostanze secrete all’esterno dell’organismo, attraverso specifiche ghiandole, e capaci di modificare il comportamento o la fisiologia del ricevente. I feromoni sono sostanze che hanno un funzionamento analogo a quello degli ormoni, con la differenza che gli ormoni sono emessi dalle ghiandole endocrine, all’interno dell’organismo, e sono preposti alla regolazione delle principali funzioni dell’organismo, come la crescita, il metabolismo e la riproduzione.

caniI feromoni sono sostanze che agiscono analogamente agli ormoni e ai mediatori del sistema nervoso, per i quali esistono dei recettori specifici per la ricezione e delle ghiandole specifiche per l’emissione; essi sono presenti nella vita del cane fin dalla sua nascita. I segnali trasmessi attraverso queste sostanze vengono percepiti dal cucciolo senza richiedere alcuna forma di apprendimento. Già dopo il parto la madre emette un feromone che permette ai cuccioli di riconoscerla e di legarsi a lei. Più tardi, nel periodo di socializzazione, durante la pubertà, iniziano a venire emessi i feromoni sessuali, contemporaneamente agli ormoni sessuali. Queste sostanze sono secrete o rilasciate allo scopo di essere rintracciate da un altro individuo della stessa specie, a cui viene così trasmesso uno specifico messaggio, che viene percepito grazie alla stimolazione di specifici recettori.

La percezione di feromoni provoca modificazioni emozionali e induce, come conseguenza, delle risposte comportamentali. Si tratta di un sistema di comunicazione abbastanza rigido; in base a quello che è il suo stato emotivo e fisico, infatti, il cane emette specifici feromoni in specifiche circostanze. La comunicazione chimica è quasi esclusivamente una comunicazione intraspecifica, tra soggetti della stessa specie, ma può funzionare in modo differente a seconda della morfologia dell’animale, dell’età e del sesso: i giovani maschi, ad esempio, hanno generalmente un senso più marcato dell’olfatto. Dal punto di vista funzionale, è possibile effettuare un’importante diversificazione ovvero quella tra feromoni “allomoni” e “kairomoni”: gli allomoni sono emessi allo scopo di portare un vantaggio allo stesso individuo che li emette, ad esempio una secrezione difensiva; i kairomoni sono emessi allo scopo di portare un vantaggio a chi li riceve, come ad esempio nell’emissione di un segnale di pericolo.

Un esempio di individuazione di kairomoni si può notare nella sala d’attesa dello studio veterinario: l’agitazione di alcuni cani può essere riconducibile alla percezione del feromone di avvertimento di pericolo emesso da un cane agli altri cani che arriveranno sul posto. Andando ad analizzare nello specifico i feromoni del cane, possiamo distinguere: feromoni di adozione, di appagamento, di delimitazione territoriale, di identificazione, di allarme e feromoni sessuali. Tutti questi feromoni trasmettono uno specifico messaggio e ciascuno di essi viene emesso da una specifica struttura. I nostri amatissimi cane dispongono quindi delle seguenti diverse strutture secernenti: Ghiandole periorali : sono posizionate nelle labbra, sulla cute del muso, vicino alle vibrisse e sulle guance; il fatto che producano feromoni ci spiega il perché di tanta attenzione da parte del nostro cane al muso del suo “interlocutore” e alle volte anche alla faccia del suo proprietario. Ghiandole ceruminose: oltre che sull’epidermide, troviamo delle ghiandole sebacee anche a livello delle orecchie, nella parte interna del padiglione auricolare, anche queste preposte alla produzione di feromoni.

caneSembra che queste ghiandole producano feromoni di appagamento, in particolare sembra siano gli individui di rango più alto che emettono questo tipo di feromoni. Infatti si è notata un’azione di leccamento e annusamento di questa zona da parte dei soggetti più sottomessi nei confronti dei soggetti con status superiore. Inoltre nella postura di dominanza il padiglione viene tenuto eretto in modo, sembra, da evidenziare la zona e diffondere meglio le sostanze odorose; ecco il perché di tanta attenzione ed interessamento al cavo uditivo a volte anche l’orecchio del proprietario!! Ghiandole anali: sono ghiandole perianali e sacche anali; la loro esistenza spiega perché i cani hanno una forte attrattiva verso le deiezioni e minzioni degli altri cani che emettono informazioni feromonali. In particolare, le ghiandole anali esistono solo nei carnivori e permettono una comunicazione estremamente sofisticata. Attorno all’ano sono presenti una grande quantità di ghiandole, chiamate ghiandole perianali. La loro struttura è molto simile a quella delle ghiandole sudoripare, di altre specie. Le ghiandole perineali hanno l’unica importante funzione di intervenire nella comunicazione chimica.

Da queste ghiandole vengono prodotte diverse sostanze feromonali: feromoni di allarme, di identificazione, sessuali e territoriali e sono emessi a seconda della situazione in cui viene a trovarsi l’animale. I feromoni di identificazione, contenuti nelle secrezioni anali, sono implicati non solo nell’identificazione dei membri del gruppo, ma anche nella segnalazione del loro rango sociale. Quando i cani defecano in punti alti, infatti, è perché vogliono lasciare un messaggio più evidente, intervenendo così nella comunicazione sociale e territoriale. Ghiandole sebacee: si trovano nel solco intermammario, a livello dei bulbi piliferi, nella parte cutanea dell’ano, e seni perianali; nelle femmine in allattamento, a livello delle ghiandole sebacee della linea intermammaria, vengono prodotti i feromoni di appagamento necessari per determinare l’attaccamento dei cuccioli alla madre. Il feromone di adozione, invece, è disciolto nel liquido amniotico ed è in grado di indurre la madre a mettere in atto le cure parentali, favorendo il legame di attaccamento ai cuccioli.

caniQuesta molecola scompare in media tre – cinque giorni dopo la nascita del cucciolo. I feromoni di adozione sono contenuti, oltre che in soluzione nel liquido amniotico, anche nella saliva, nelle urine e nelle feci. Alcune di queste ghiandole sebacee sboccano invece nei canali piliferi, per cui i muscoli erettori del pelo, ad esempio in situazioni di paura o di stress, contribuiscono alla produzione di feromoni di allarme che accompagna il segnale visivo della piloerezione. Ghiandole caudali : Un’altra importante zona di produzione feromonale è rappresentata dalle ghiandole sopra e sotto-caudali, da cui vengono secreti steroidi sessuali, feromoni di identificazione e di delimitazione territoriale. La posizione di queste ghiandole motiva lo scodinzolio del nostro cane che, con il movimento vorticoso della coda aumenta la diffusione di comunicazione feromonale e lo unisce al segnale meccanico di allegrie e di gioia. Altresì la coda portata retratta sotto la zona ventrale riduce l’emissione feromonale e nell’analisi della visione della postura meccanica di comunicazione indica sottomissione, timore, paura.

Ghiandole podali: sono diffuse nei cuscinetti plantari e nella cute della regione interdigitale e sono quelle che emettono feromoni quando il cane raspa il terreno dopo minzione e defecazione. Questo comportamento è ricollegabile quindi ad un vero e proprio marking che può comunicare ad esempio il proprio ruolo gerarchico. Per manifestare territorialità su un’area, un cane potrà dunque sia urinare in diversi punti del territorio che raspare il terreno, diffondendo così dei feromoni attraverso l’urina e i cuscinetti plantari. I feromoni emessi comunicheranno ad eventuali estranei, la territorialità del nostro cane in quell’area.

cani Il cane vive essenzialmente in un mondo di odori, cosa del tutto inconcepibile per un essere umano. Un odore che nell’uomo può occasionalmente riportare alla mente un ricordo, nel cane diventa un segno indelebile e recuperabile in qualsiasi momento dalla sua memoria a lungo termine. Un cane ricorda e riconosce un oggetto, una persona o un luogo, più per l’odore che lo accompagna che per la sua forma, la sua figura o i suoi colori. L’olfatto viene inoltre utilizzato per la caccia, per orientarsi, per comunicare tra individui, per scambiarsi informazioni individuali e per indicare le preferenze alimentari. In quest’ultimo caso, l’olfatto viene addirittura prima del gusto, per cui se l’odore non è gradito, il cane rifiuterà di assaggiare. Per concludere in modo esaustivo è necessario far riferimento anche ai così detti “odori sociali”; queste sono invece sostanze secrete dalle ghiandole sebacee e dalle mucose. Al contrario dei feromoni, gli odori sociali prevedono un apprendimento da parte del cane, perché uno specifico odore dovrà essere associato ad un individuo. Sembra che gli odori sociali intervengano nell’identificazione della madre da parte dei cuccioli durante il periodo prenatale, neonatale e all’inizio del periodo di transizione, durante i quali i piccoli, ancora ciechi, cominciano a effettuare l’identificazione della madre tramite l’olfatto.

Tuttavia, come già abbiamo avuto modo di rilevare, gioca un ruolo ancor più importante il rilascio del feromone di appagamento (D.A.P.) che è corresponsabile del legame di affezione tra i cuccioli e la madre. Grazie a questo feromone, il cucciolo si tranquillizza quando è vicino alla madre e subisce il processo di attaccamento che sarà poi fondamentale per il suo corretto sviluppo comportamentale. Infatti, durante le sue prime esplorazioni dell’ambiente, il cucciolo riceve stimoli che provocano reazioni emozionali, la sua prima risposta a questi stimoli è quella di ricercare il contatto con la madre e la presenza dell’apaisina ha la capacità di stabilizzare il suo stato emotivo. Quindi il comportamento di ritorno dalla madre nelle situazioni di pericolo, viene rinforzato positivamente.

cuccioliE’ grazie a questo feromone che il cucciolo, nel corso del periodo di transizione mette in atto il tipico comportamento esplorativo a stella. Al momento del distacco la madre cessa la produzione di apaisina, il giovane cane è sottoposto ad uno stato di stress che lo porta a ricercare l’appagamento nel contatto con altri cani. E’ in questa fase che si sviluppa l’attaccamento al gruppo sociale e gli studi sulle interazioni sociali e gerarchiche tendono a dimostrare che la presenza dell’apaisina prodotta dal dominante favorisce l’attaccamento al gruppo sociale dopo il distacco del cucciolo dalla madre. Tornando agli odori sociali, queste sostanze giocano un ruolo fondamentale nella creazione di un odore di gruppo. Infatti, analizzando un gruppo di individui, si è evidenziato che tutti i membri presentano delle componenti odorose in comune, che permettono di riconoscere i soggetti appartenenti al gruppo stesso. Per quel che riguarda la composizione chimica, gli “odori sociali” sono sostanze poco conosciute perché estremamente variabili e complesse, costituiti da diverse componenti chimiche, non tutte ad oggi identificate. Un’ultima curiosità è data dall’uso di profumi da parte dell’uomo. Il profumo pone un problema notevole nella comunicazione con gli animali in generale. Infatti, per produrre un aroma, i vengono usati degli “agenti fissatori”.

I principali agenti fissatori generalmente utilizzati, contengono feromoni. Quando mettiamo del profumo, applichiamo quindi sulla nostra pelle una sostanza contenente dei feromoni. Questo può modificare le reazioni del cane, anche se non è ancora noto con precisione in che misura. Quando il cucciolo impara a riconoscere i diversi odori propri a ogni membro della famiglia, l’impiego del profumo può disturbarlo, soprattutto se l’aroma viene cambiato spesso. Tuttavia il suo sistema olfattivo è altamente sofisticato e occorrono grandi quantità di profumo per infastidirlo.

 

 

Testo di Luca Rossi, Direttore tecnico CSdC Italia
www.lucarossi.com

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Luglio 2008 01:27 )
 
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