Home Etologia La relazione cane-padrone: la leadership
06 | 01 | 2009
Notizie flash
Autorizzazione esperti giudici esteri a svolgere assistentati con esperti giudici italiani in manifestazioni ENCI - Il Consiglio Direttivo, accogliendo la proposta del Comitato Consultivo degli Esperti ha deliberato di concedere agli esperti giudici stranieri la possibilità di svolgere assistentati in manifestazioni riconosciute dall’ENCI estendendo, per analogia, quanto previsto dall’articolo 19 del Disciplinare del corpo degli esperti del Libro genealogico del cane di razza: “…l’interessato potrà svolgere assistentati anche con giudici stranieri iscritti nell’albo giudici di altre associazioni riconosciute dalla FCI, purché conosca l’idioma del giudice suddetto”. Fonte: ENCI
La relazione cane-padrone: la leadership PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Rossi   
Mercoledì 03 Settembre 2008 01:47

La relazione cane-padrone: la leadershipE’ stato come un lampo, inaspettato, che ha squarciato d’un tratto il cielo sopra la mia testa! Era il penultimo giorno della prima settimana del corso per allievi istruttori del Centro Studi del Cane Italia, a fine mattinata... Avevo addosso tutta la stanchezza di un tour di studio estremamente gratificante ma molto impegnativo….

Quando ecco che compare sullo schermo in aula una frase: “la linea rossa”, quel principio secondo il quale, attraverso l’esercizio della leadership, ovvero l’instaurazione di regole comportamentali tese alla gerarchizzazione nei branchi, si riesce a calmare e dare sicurezza a quei cani che sono impauriti e che non riescono a trovare un posto sereno nel mondo. ”Il MOMO perbacco, il MOMO accidenti, il MOMO evviva!!!” mi trovo ad esclamare.

Stabilire i ruoli: la LeadershipSi evviva, perché finalmente dopo tanto vagare con il mio cucciolone impaurito alla ricerca di qualcuno che mi dicesse come fare per tranquillizzarlo e permettergli di vivere più sereno, ecco che mi si è aperto uno squarcio coloratissimo nel cielo e una gioia profonda ha colmato il mio cuore. Basta meccanizzare, basta ripetere gli esercizi fino alla nausea sia mia che sua, basta con inutili atteggiamenti compassionevoli, basta con tutto questo… che pur mi era stato consigliato da improbabili addestratori… Solo poche regole chiare ed impartite con ferma dolcezza. Non era necessario che io togliessi subito tutti i privilegi accordati al mio cane sino al quel momento….bastava solo intervallarli qualche volta si e qualche volta no e soprattutto mai gratuitamente, ovvero chiedendogli sempre di fare qualche piccolo esercizio prima di acconsentire, anche se sempre più raramente, ed accordargli ancora i suoi tanto agoniati privilegi.

Gli permettevo così di fermarsi e PENSARE… sì, pensare a cosa gli stavo chiedendo, a cosa desideravo da lui e metterlo in condizione di non sbagliare accrescendo così in lui l’autocontrollo e la sicurezza. Era necessario costruire assieme sequenze di lavoro mirate e specifiche, esercizi orientati all’autostima, alla consapevolezza corporea, allo sviluppo cognitivo e all’instaurazione di un corretto rapporto gerarchico: la leadership . Il vocabolario italiano attribuisce il seguente significato al verbo EDUCARE: ex-ducere ovvero portare fuori risorse innate, cioè contenute nel bagaglio etologico, accrescendo altresì le facoltà intellettuali.

Tali risorse permettono infatti di relazionarsi correttamente con altri soggetti conspecifici e con le persone, consentono di adattarsi più facilmente a situazioni pressanti e di sfruttare al meglio le proprie capacità cognitive ed emotive. L’umanizzazione eccessiva del cane, e talvolta veri e propri rapporti conflittuali e competitivi, portano spesso all’instaurarsi di problemi nell’ambito della gerarchia del branco-famiglia.

Educazione del cane: la LeadershipMolte persone pensano che educare un cane voglia dire punirlo, sottometterlo o dominarlo con la forza, ma questo concetto è appannaggio di vecchi modelli di training. Dunque, più che parlare di dominanza o sottomissione di un cane in una famiglia umana, è utile riflettere sulla capacità di controllo dei padroni nei riguardi di quelle che sono le risorse più importanti per il cane: il cibo, lo spazio, il gioco ma anche e soprattutto la possibilità di interagire con i padroni stessi. Educare è un esperienza profonda attraverso la quale si crea un forte legame tra due esseri viventi, ma richiede indiscutibilmente una condizione: la consapevolezza del proprio ruolo.

Bisogna inoltre tener presente che un corretto rapporto con l’animale , che non dia adito a fraintendimenti ed insicurezze, è fondamentale in tutte le situazioni. Molto spesso le persone si sentono in difficoltà all’idea di dover dimostrare al loro cane di essere in grado di controllare le varie situazioni. Il nostro cane invece ha bisogno di sapere che è parte della nostra famiglia e che in essa ha un ruolo. Le principali difficoltà nell’educare il nostro cane stanno anche nel fatto che parliamo una lingua diversa; è nostro compito però, cercare di trovare quegli strumenti che ci consentano di comunicare in modo efficace, ovvero un vocabolario comune, fatto di verbale e paraverbale, così da riuscire ad instaurare una sana e corretta collaborazione.

Educazione del caneUlteriore presupposto fondamentale dell’educazione in generale è la motivazione, cioè quell’ insieme di processi interni reversibili responsabili del cambiamento del comportamento. Se non c’è la volontà di apprendere, ma soprattutto se non ci mostriamo ai nostri cani come capi coerenti e quindi degni di rispetto, non ci rimarrà che la costrizione ed otterremo sicuramente risultati mediocri. Ritengo che, per riuscire ad instaurare un rapporto etologicamente corretto con il proprio cane, non si debba transitare nè nell’antropomorfismo nè tanto meno in atteggiamenti vessatori autoritari, che nulla hanno a che fare con l’autorevolezza che il nostro animale ci richiede per poter trovare la sua collocazione gerarchica all’interno della famiglia. Ecco che bisognerebbe, forse, cominciare a pensare al cane come animale e come tale dotato di dignità, differente dalla nostra, in quanto fondata su esigenze e modalità di comportamento diversi. I rudimenti della gerarchizzazione vengono appresi dai cuccioli durante il periodo di socializzazione, sia rapportandosi tra di loro attraverso il gioco, sia con la madre sempre pronta a sedare le risse troppo accese o gli atteggiamenti indisciplinati.

L’attività ludica è senz’altro tra i metodi più efficaci per educare il nostro cane; tuttavia, non è bene lasciare che il cane cessi per primo di giocare con noi: infatti noi, in qualità di capo-branco, siamo i detentori del controllo delle iniziative. E’ tra le prerogative assolute del buon leader decidere quando dedicarsi al gioco e quando interromperlo dettando così i tempi dell’inizio e della fine delle sequenze. Queste metodiche servono per costruire, e a volte ricostruire, l’asse portante del nostro rapporto con il cane , la LEADERSHIP.

Come abbiamo già detto, la leadership l’insieme di regole dettate dal capo che permettono al nostro cane di trovare la collocazione gerarchica all’interno del nostro branco famiglia.

Ciò che è indispensabile per ogni cane è di avvertire la COERENZA da parte del suo leader ed è altresì importante sottolineare che il rispetto del cane va raggiunto attraverso la nostra dimostrazione, nella sua lingua, di AUTOREVOLEZZA e non di autoritarismo; infatti se osserviamo in natura, la violenza fine a se stessa non viene praticamente mai agita. E’ opportuno enunciare di seguito i comportamenti “chiave” indispensabili per ottenere un rapporto armonioso con il nostro beniamino.

PRENDERE LE DECISIONI per il branco ovvero mantenere nelle mani del leader il potere decisionale rispetto alle direzioni (condotta al guinzaglio), al controllo delle iniziative (start e finish nel gioco, nelle coccole…)

RISOLVERE I PROBLEMI ovvero mostrarsi sempre coraggioso e fermo nelle decisioni. Quando un cane mostra paura e diventa insicuro, è sbagliato attuare atteggiamenti compassionevoli ; è invece opportuno mostrarsi risoluti nel voler risolvere il problema e incoraggiare il cane ad affrontarlo insieme a noi, affidandosi alla nostra tutela.

DIMOSTRARE AFFETTO ED ATTENZIONE: le carezze e le coccole rafforzano la coesione nel gruppo e questo infatti avviene anche in natura, ma il capobranco deve far attenzione a mantenere il controllo dell’iniziativa anche in questa occasione.

ESSERE PROPOSITIVI: il leader ha la prerogativa di decidere ma deve altresì essere foriero di iniziative. Ecco che allora è necessario e molto piacevole sperimentare con il proprio cane giochi nuovi, passeggiate in posti mai esplorati prima, dare dei piccoli problemi da risolvere come ad esempio nascondere del cibo o il gioco preferito sotto un birillo o dentro ad una scatola, ed osservare come il cane si attiva per trovare la soluzione.

Tutte queste situazioni hanno molteplici risvolti positivi:

1)ci rendono interessanti agli occhi del nostro cane che ci vedrà sempre nelle vesti di qualcuno che porta situazioni divertenti.
2) attivano la mente del cane alla ricerca delle soluzioni possibili di fronte ad un problema, e questo gli servirà sia per mantenersi attivo mentalmente ma anche per rinforzare l’autostima
3) permettono a noi di conoscere meglio il nostro cane e di farlo crescere equilibrato utilizzando risorse quali la curiosità PRETENDERE : una volta impostati gli esercizi e le regole per il rispetto del ruolo gerarchico, è fondamentale mostrarsi sempre coerente.

E’ infatti molto probabile che, spesso, il nostro cane ci metta alla prova ovvero cerchi di mettere in discussione il nostro ruolo: è necessario dunque mostrarsi sempre risoluti e fermi riprendendo il controllo della situazione. E’ evidente quanta pazienza e voglia di imparare sia indispensabile per potersi porre nei confronti nel proprio cane in maniera corretta; ricordiamoci sempre tutte le regole che un buon leader deve rispettare e far rispettare, per mantenere un equilibrio armonioso all’interno del branco- famiglia. Ciò che sembra tanto facile e scontato, ossia avere un buon rapporto con il proprio cane, non è poi così ovvio: molto spesso il troppo amore e l’amore “sbagliato”, possono procurare grossi danni di relazione.

Per questo motivo, chi desiderasse diventare un padrone responsabile e consapevole, ma soprattutto un buon capo-branco, potrà frequentare con estrema soddisfazione i prossimi corsi per Allievi Istruttori del Centro Studi del Cane Italia in programma dal 17 al 23 ottobre oppure dall’11 al 17 novembre. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.centrostudidelcane.com, sezione eventi.

 

 

 

Testo di Luca Rossi, Direttore tecnico CSdC Italia
www.lucarossi.com
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Settembre 2008 02:12 )
 
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