| Il Reiki: l’energia vitale universale |
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| Scritto da Manuel Codo |
| Mercoledì 17 Dicembre 2008 07:55 |
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Stregoneria, magia, guarigione con imposizione delle mani? Con sempre maggior insistenza anche in ambito cinofilo si sente parare di “Reiki”. Ma cos’è in realtà questo Reiki e in che modo può essere d’ aiuto ai nostri cani? Con questo articolo, vorrei accompagnarvi per mano nel mondo del Reiki raccontandovi la storia di questa antica disciplina giapponese fino ad arrivare al suo utilizzo oggi nel settore cinofilo sfruttando le mie esperienze che hanno voluto unire due mondi a me cari: il Reiki e i cani. ORIGINI DEL REIKI Il Reiki ha origini antichissime ma deve la sua rinascita e riscoperta a Mikao Usui, un monaco giapponese che insegnava in una piccola università cristiana di Kyoto. Alcuni studenti , durante una lezione, gli domandarono come mai non si trovassero riferimenti ai metodi di guarigione utilizzati da Gesù Cristo per compiere i suoi miracoli e se lui fosse in grado di spiegarli e di mostrarli loro. Usui ammise che non sapeva loro rispondere e decise quindi di intraprendere un cammino alla ricerca di quella risposta; partì e iniziò un percorso ricco di studi teologici negli Stati Uniti, spostando poi la sua attenzione verso l’India ed il Tibet ma senza successo. Rientrato in Giappone, si dedicò all’approfondimento del Buddismo dato che, secondo questa religione, anche il Buddha compì guarigioni miracolose. Fu così che un giorno, continuando nella sua ricerca, in un tempio trovò in un antico testo (un sutra datato 2500 anni prima) qualcosa che riguardava la risposta a cui auspicava; lo prese con se e decise di ritirarsi in completo isolamento per leggere approfonditamente quel sutra alternando la lettura alla recita dei mantra e alla meditazione. All’alba del ventunesimo giorno di isolamento, Usui ebbe una visione che segnò il momento della nascita del metodo di guarigione Rei-Ki Usui. Il maestro Usui, infatti, si rese conto che dopo quella visione poteva essere in grado di curare moltissimi disturbi che lo affliggevano o che affliggevano altre persone solo col l’imposizione delle mani. Diverse sono le testimonianze a proposito di queste guarigioni e della gravità delle malattie guarite, ma questo articolo non vuole illudere o ferire chi ha sofferto o soffre di patologie gravi, pertanto non riporterò alcuno dei casi curati dal maestro Usui o da uno dei suoi discepoli. L’obbiettivo di Usui fu, comunque, quello di diffondere il più possibile questa scoperta utilizzandola non solo per il benessere fisico ma soprattutto per quello psicologico ed interiore.
La parola giapponese Reiki si compone di due sillabe: Rei descrive l’aspetto illimitato ed universale di quest’energia, mentre Ki è ogni parte individualizzata del Rei, ovvero la forza vitale che ha preso una specifica forma e permea individualmente tutto ciò che esiste. Il Reiki è quindi l’Energia Vitale Universale. Ogni persona dispone di Energia Vitale Universale: essa è il dono che la creazione ci ha dato. Attraverso l’armonizzazione Reiki l’ingresso a questa fonte di vita viene spalancato e disponiamo di una rinforzata possibilità di poter percorrere con consapevolezza la via del cuore, ovvero la via della trasformazione verso l’equilibrio e l’armonia. Il Reiki ci permette infatti di riequilibrare le forme energetiche che ognuno di noi dispone riportando un equilibrio sia mentale che fisico; riarmonizzando corpo, mente e spirito attraverso l’assimilazione cosciente dell’energia cosmica equilibrata, il Reiki facilita una centratura consapevole del proprio essere ed un’evoluzione individuale attraverso il piano del cuore. Il metodo Reiki consente, attraverso delle iniziazioni, o armonizzazioni, di diventare canale attivo di energia equilibrata ripristinando quella connessione energetica tra l’umano e il cosmico: in altre parole, l’uomo ha in un certo senso "dimenticato" la sua essenza spirituale e con essa la sua capacità di conoscersi, di riequilibrarsi, di guarire. Un esempio lampante di come l’autoguarigione sia una proprietà innata dell’uomo che si è persa nel tempo è questo: se ognuno di noi cade e si fa male ad un ginocchio procurandosi delle lesioni anche profonde, la prima cosa che si tende a fare è quella di portare le mani al ginocchio ferito nonostante, dal punto di vista medico, sia assolutamente sbagliato perché toccare la parte dolorante procurerebbe altro dolore e potrebbe portatore infezioni. Eppure, in maniera incondizionata, l’uomo tende a mettere la mano sulla parte dolorante: quante mamme posano la mano sulla pancia dei propri figli che presentano dolore ventrale? Questa è la spiegazione e l’origine del Reiki e della imposizione delle mani. Ora capisco benissimo che avvicinandosi ad una pratica orientale un lettore tipo di queste pagine si porrà decine di domande e di scrupoli trovandosi di fronte a concetti inusuali. Personalmente credo che l’atteggiamento giusto verso questo tipo di disciplina, e comunque in generale l’atteggiamento giusto verso qualsiasi forma evolutiva di qualsiasi settore, debba essere da una parte critica, con dubbi e domande, ma dall’altra parte debba rimanere mentalmente aperta e libera da pregiudizi perché questo tipo di disciplina richiede la formazione di una nuova mentalità che difficilmente può convivere con quella che fino ad ora ci può aver accompagnato nella vita ponendoci davanti a fenomeni nuovi e concreti che però difficilmente riusciamo a spiegarci e a negare.
I principi della disciplina Reiki posso essere tranquillamente utilizzati anche con gli animali e , di conseguenza, anche con i cani.
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