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Autoeducazione: Il cane si educa da solo PDF Stampa E-mail

Scritto da Nergio   
Giovedì 15 Gennaio 2009 00:25

Il cane si educa da solo Durante la coabitazione con il tuo cane, hai l'opportunità di osservare che, molti dei suoi naturali comportamenti, tornerebbero molto utili per una buona convivenza, se fosse possibile controllarli a comando. Beh, l'esperienza degli educatori insegna che, non solo è possibile ma consigliabile. Come saprai, il cane per eseguire un comando ha bisogno di uno stimolo, sia esso verbale o gestuale, al quale risponde come riflesso condizionato. Partendo da questo semplice principio, devi unicamente osservarlo e, ad ogni atteggiamento positivo, dovrai generare immediatamente un suono e/o un gesto in modo tale che vengano associati all'azione in corso.


di Nergio

I suoni ed i gesti generati con costanza, nel tempo si trasformeranno in stimoli e, al loro riproporsi, il cane metterà in atto il comportamento corrispondete come riflesso condizionato. Questo metodo di educazione però, pur ottenendo ottimi risultati nel tempo, risulta molto lento e farraginoso, richiedendo un impegno ed una attenzione costanti da parte dell'educatore che, alla lunga si potrebbe scoraggiare. Se il sistema non è consigliabile per raggiungere rapidamente dei risultati, è però l'ideale fissativo dei comandi già conosciuti ed inoltre, se usato con attenzione ed opportunità, risulta ottimo per ottenere riflessi comportamentali non facilmente riproducibili. Se durante l'educazione mirata è importante premiarlo, allo scopo di fornirgli una buona ragione o un rinforzo positivo, in questo caso non è necessario in quanto, la buona ragione o il rinforzo, l'ha già avuti da uno stimolo naturale non controllato.
Ricordati che l'autoeducazione non è un'alternativa all'educazione guidata, ma può essere un ottimo e quanto mai utile complemento.

Alcuni esempi di comportamenti e di possibili comandi corrispondenti:

  • quando si siede di sua iniziativa, "seduto"
  • quando si sdraia di sua iniziativa, "terra"
  • quando abbaia, "abbaia"
  • quando smette di abbaiare, "zitto"
  • quando fa le feste a qualcuno, "amico"
  • quando si avvicina all'ora dei pasti, "provoca un rumore con la ciotola"
  • quando lo porti fuori, "provoca un rumore con le chiavi"
  • quando si muove nella direzione giusta, "andiamo"
  • quando si ferma da solo, "fermo"
  • ......................... e così via

 

Si potrebbe continuare all'infinito e, se vuoi rafforzare l'autoeducazione, puoi sempre far seguire al comando una opportuna gratificazione. Attenzione però, nel momento in cui ti rendi conto che il cane avvia un comportamento allo scopo di avere una gratificazione, devi immediatamente intervenire in proposito, rifiutando i premi quanto basta per evitare di farsi educare da lui, invertendo i ruoli.


 
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