Oggetto del messaggio: Re: behavioristi e cognitivisti
Esperto
be' direi sostanziali...ma andando a grandi linee, tralasciando i contesti storici e le applicazioni, possiamo dire che il comportamentalismo (behaviorismo) studia i comportamenti manifesti in quanto solo questi possono essere studiati con metodi scientifici (all'inizio del secolo scorso i comportamentalisti affermarono che l'uomo è ciò che manifesta); il cognitivismo metta l'accento invece su ciò che sta dietro il comportamento e identifica in questo (e quindi i processi mentali) l'oggetto di studio. questo, ripeto è un sunto da cui poi ad oggi, si sono sviluppata tutte le più grandi teorie psicologie e neuropsicologiche. oggi non esistono più cognitivisti o comportamentalisti puri, ma nei progetti di ricerca a secondo di ciò che si vuole studiare, si usano paramentri più in senso o nell'altro.
Oggetto del messaggio: Re: behavioristi e cognitivisti
Tacrec
ma quando si parla di metodo gentile...è sempre una sorta di cognitivismo o ci sono anche educatori che pur non usando metodi gentili non sono sulla stessa linea di pensiero?
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Cita:
se una ragazza mi dice una cosa del genere, normalmente ha un che di stuzzicante... chissà perché detto da te invece spaventa da morire...
Oggetto del messaggio: Re: Behavioristi e cognitivisti
Esperto
teoricamente il metodo gentile dovrebbe prendere spunto da quelle che sono le teorie cognitiviste, ma è difficile fare una netta differenza adesso. tipo: se vuoi insegnare il seduto al cane (o qualsiasi altro comando) lavorerai sul rinforzo positivo e questo è puro compartamentalismo (stimolo-risposta-rinforzo). insomma oggi non ci sono più posizioni nette e quindi non è vero che metodo gentile fa rima con cognitivismo ed educazione vecchio stampo fa rima con comportamentalismo. Tra l'altro credo che il metodo gentile nasca proprio dalla combinazione dei due.... poi è ovvio il cervello del cane funziona molto sul rinforzo ed anche il metodo gentile lo usa, quindi si potrebbe dire che al suo interno ha fatto proprie anche le teorie dei comportamentalisti. credo anche un altra cosa, a mio parere i due termini (prettamente legati alla psicologia) vengono usati con un senso distorto perchè molti professionisti non ne conoscono la vera natura...è un etichetta che si appiccica punto. Ma le due teorie sono immense ed hanno profondamente cambiato la concezione dell'organismo, ma vanno sapute leggere perchè non sono una all'antitesi dell'altra. vanno studiate del complesso, nell'epoca, andrebbero letti i libri che sono stati scritti dai teorizzatori. E' un po' un bagaglio che ti fai che ti entra quasi nel DNA, proprio perchè queste due correnti teoriche si studiano fin dal primo anno di università, per noi è l'ABC. insieme a queste metterei anche la Gestalt che sui cani non si usa ma cui io faccio riferimento SEMPRE quando mi occupo di relazione uomo-animale.
Oggetto del messaggio: Re: Behavioristi e cognitivisti
Cucciolo
Ciao, se posso inserirmi in questa discussione..Condivido quanto hai espresso gessidi, in quanto ho sempre pensato che le tecniche di educazione moderne prendessero contributi da diversi orientamenti, nello specifico comportamentismo e cognitivismo. Per questo sono rimasto un po' perplesso, quando parlando con un educatore cinofilo a proposito di un corso che vorrei seguire mi ha chiesto se l'approccio usato è beaviourista o cognitivista.. Io sinceramente non capisco come si possa fare questa distinzione di approccio nel cane dal momento che come dicevi tu, per insegnare un comando usi il rinforzo (comportamentismo), e sicuramente riconosci il ruolo dei processi mentali nell'elaborare le informazioni provenienti dall'ambiente (cognitivismo), per cui da ciò si evince che i metodi di educazione moderni si basano su contributi tratti da entrambi gli orientamenti. Da un po' di tempo sento parlare di un approccio chiamato cognitivo-zooantropologico. Ho letto un articolo a riguardo, ma sinceramente mi sembra di leggere cose che in realtà conosciamo già in altri termini. Cosa ne pensi gessidi? I sostenitori di questo approccio, a quanto ho capito ritengono l'orientamento addestrativo volto all'acquisizione di competenze, come antropocentrico, ovvero il cane viene plasmato in base alle esigenze della società. Di conseguenza propongono una visione pedagogica, cinocentrica che presta particolare attenzione al rispetto delle fasi evolutive del cucciolo, in modo da favorirne l'inserimento sociale tendendo conto delle sue peculiari caratteristiche etografiche. Ma io non riesco a capire dove stia l'elemento di novità.. La conoscenza delle fasi di sviluppo, delle modalità espressive e interattive a me pare che ci vengano già dall'etologia. Le moderne tecniche di educazione, pur non definendosi come approccio zoo-antropologico, già focalizzano l'attenzione sul rapporto uomo-cane, non sono antropocentriche in quanto non sottovalutano la necessità di conoscere l'etogramma del cane, riconoscono l'esistenza di processi mentali che influiscono nell'apprendimento, e utilizzano il condizionamento operante che è la base del comportamentismo. Quindi, per concludere..Approccio zoo-antropologico, è un termine nuovo per definire qualcosa di già esistente (prima forse noto come approccio etologico?)? Anche se ammetto che approccio etologico non comprende la componente UOMO del rapporto... Oppure esprime un reale elemento di novità che non ho colto?
Oggetto del messaggio: Re: Behavioristi e cognitivisti
Esperto
guarda Fabry...apri un mondo e come moderatrice ti devo fermare, non perchè la cosa non sia INTERESSANTISSIMA , ma sennò andiamo OT e Nico (il "proprietario del forum)MI LINCIA!!!!! cmq in sostanza ti ripsondo in breve: io la penso esattamente come te...nomi nuovi per qc che già esiste e che forse è più dell'etologia stessa, ma affonda le radici nelle stessa psicologia (la nostra scienza si interessa a molte cose tra cui le relazioni come portatrici di sapere e vissuti....e tra queste non possiamo scordarci della relazione uomo-animale) questo proprio in 2 parole sennò davvero rischierai di assaggiare la MANNAIA BANNERISTICA DI NICO ma se vuoi possiamo aprire un nuovo topic dove confrontarsi...che ne dici?!
Oggetto del messaggio: Re: Behavioristi e cognitivisti
Cucciolo
vabbé come dire che Pavlov e Skinner siano i padri della psicologia cognitivista...
mai sentito parlare di rappresentazioni? di piani prossimali? di accreditamento? di arousal? di eustress e di distress? di mappe cognitive? di matrici relazionali? di alterazione del Bias?
ecco cosa diciamo noi zooantropologi ecco cosa vuol dire un approccio cinocentrico... implementare anziché modellare un comportamento
Oggetto del messaggio: Re: Behavioristi e cognitivisti
Esperto
assolutamente attilio, conosciamo quello di cui parli, solo che lo mettiamo in rapporto con ciò che è stato, sappiamo da ciò che nasce. il cognitivismo non ci sarebbe mai stato se non ci fosse stato il comportamentismo, è un po' il gioco delle scatole cinesi...se non ci fosse stato Skinner non ci sarebbe stato nemmeno Freud... mi verrebbe da chiederti se hai mai sentito parlare di approccio cognitivo-comportamentale, di comportamentismo logico, di gestalt...ma sicuramente sai di cosa sto parlando. I comportamenti vengono modellati oggi giorno, ogni singolo istante, dall'ambiente ed un essere vivente vive in questo continuo modellamento che è vitale; i nostri comportamenti fincanche le nostre cellule si modellano ....
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