Un saluto cordiale a tutti.
Da quasi 30 anni seleziono e allevo molossi e cani da presa. Da venti mi occupo esclusivamente di Dogo Argentino, conosciuto dopo una lunga permanenza per lavoro nel suo paese di origine, la cuna, come dicono gli argentini, del dogo.
Confesso di non avere simpatia per le expò, specie se riguardano razze come il dogo, funzionale alla caccia e non all'immobilità e staticità su un ring. Tuttavia con il tempo ho imparato ad accettare anche chi pratica questa attività, nel rispetto di scelte libere e consapevoli.
Ora, il problema è proprio legato alla consapevolezza che a volte manca del tutto, originando confusione e risultati scarsi. Concordo sul fatto che un cane lo conduce meglio chi lo ha fatto, lo ha educato fin da piccolo, lo ha cresciuto con amore, lo comprende ed è a sua volta compreso.
La relazione cane-uomo è di tipo ancestrale, riguarda più la sfera onirico rappresentativa, l'incontro di due Io che si rappresentano a vicenda.
Questa idea l'ho maturata nel corso di anni e anni di vita condivisa con i cani, che mi ha portato anche a organizzare la mia esistenza in modo differente, rinunciando a tante cose, vivendo quasi esclusivamente per i miei cani (ne ho avuti anche 50 in alcuni momenti).
Allevare è pratica seria e complessa, ma ancor più difficile è selezionare, perchè c'è differenza tra allevatore e selezionatore.
Di allevatori improvvisati tanti, a iosa, di selezionatori pochissimi.
Un mio grande maestro il dott. Ciceri, che chi pratica e ama le razze da caccia non può non conoscere, mi avvisava delle grandi difficioltà che avrei incontrato e dell'importanza di selezionare in modo corretto e attento.
Le expò sono per me spesso l'essenza ridicola di una razza, un vero vilipendio, con esemplari premiati senza meriti da giudici incompetenti. E' vero, un privato ha scarse possibilità di imporsi anche con un esemplare eccellente, se non appartiene al gruppetto di afecionados o al club del quartierino.
I clubes cinofili sono nella maggior parte dei casi governati da incapaci ma anche capaci, questo sì, di fare interessi privati per ottenere cariche o denaro.
La cinofilia italiana è ora allo sbando, se si pensa che hanno anche commissariato l'ENCI.
Chi crede più in queste istituzioni? Chi crede più alle expò, sempre più deserte (parlo dei molossi in particolare)?
Quando scelgo uno stallone, per mia abitudine e uso, lo faccio sulla base di un principio semplice ma ormai quasi dimenticato: è un razzatore o non lo è?
Oggi molti scelgono lo stallone solo per i titoli ottenuti e questo conduce inesorabilmente alla rovina.
Giuseppe