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MessaggioInviato: 17/07/2010, 12:28 
#1 
 Oggetto del messaggio: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
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Il 10 luglio hanno compiuto 100 anni gli Ordini delle Professioni Sanitarie, istituite con la Legge n. 455 datata appunto 10 luglio 1910. Sabato la Federazione degli Ordini dei veterinari ha celebrato il centenario della costituzione assieme con quella dei medici-chirurghi e dei farmacisti. Il giorno prima invece, con una sessione del Consiglio Nazionale dedicata al randagismo. Da programma, tra i relatori i nomi di Francesca Martini e Carla Bernasconi; tra gli interventi programmati quelli di Federico Coccia, Gianluca Felicetti e Carla Rocchi (come potevano mancare?!...) Su 30giorni (il mensile del medico veterinario) era gia' stata pubblicata una "Formula augurale all'indirizzo degli Ordini veterinari italiani" di Francesca Martini, nella quale il sottosegretario evidenziava la figura del veterinario "che, negli ultimi anni, ha assunto con competenza e responsabilita' il compito etico di tutela del benessere degli animali e di promozione della corretta relazione uomo-animale." Lodava pertanto "le numerose iniziative intraprese dall'Ordine (...) per rinnovarsi dinanzi alle nuove sfide cui e' chiamata a confrontarsi una professione veterinaria che voglia dirsi efficace ed al passo coi tempi" e citava quali sfide da supportare con la formazione continua, la "modernizzazione della veterinaria, la lotta alle nuove emergenze sanitarie, la complessita' della filiera zootecnica, la lotta al randagismo e la tutela del benessere animale". ANMVI, gia' venerdi', sottolineava in un articolo che "il tema del randagismo (...) e' certamente cruciale per l'evoluzione del rapporto uomo-animale nel secondo secolo di vita delle istituzioni veterinarie". Ce n'e' a sufficienza per supporre che qualcuno veda nel randagismo il futuro della professione veterinaria. Se tale supposizione fosse fondata, come lo e' gia' per associazioni che esistono unicamente perche' esiste il cane randagio, come si potrebbe mai pensare che ci sia effettivamente la volonta' di cancellare il fenomeno? Aldila' dei proclami sui numeri del randagismo che vengono sempre piu' spesso diffusi dai media, sul sito del Ministero della Salute i dati che fanno riferimento all'anno 2007 parlano di 92.882 ingressi di cani nei canili sanitari, quelli della Commissione XII sulla ripartizione 2008 delle disponibilita' del fondo istituito con la legge 281/9, di 86.669 ingressi, nella ripartizione 2009 di 105.969. I dati ci dicono anche che per il fondo sono stati destinati complessivamente 4.871.525 euro nel 2008 e 3.801.681 euro nel 2009. E questi sono solo i soldi destinati dallo Stato; ci sono poi quelli destinati dalle varie amministrazioni locali. Gia' nel 2005 l'associazione ANTA scriveva: "Dopo l'entrata in vigore della Legge quadro la 281/91, sui cani si e' determinato un valore aggiunto, soprattutto monetario, visto che quello affettivo pur limitato era gia' presente; da quel momento e ferma restando la continua nascita dei cani, accidentali e non voluti, si e' visto un incremento esponenziale di canili, per lo piu' privati, che "casualmente" ha visto anche l'incremento dei cani randagi ma, in questo caso, voluto ed organizzato". Che sia "voluto ed organizzato" questo non si sa, ma che ci sia e' indubbio! E la denegata ipotesi che qualcuno possa pensare di predisporre su questo fenomeno apposite figure professionali non solo fa presupporre che manchi la volonta' di estinguere la "fonte di lavoro", ma fa temere che tutto cio' vada per l'ennesima volta a discapito dei cittadini e soprattutto delle categorie piu' deboli. Ricordiamo la polemica scatenatasi a fine 2009 sul canile di Ventimiglia, gestito anche quello da un'associazione animalista. Il sindaco Gaetano Scullino era arrivato amaramente a constatare che quanto pagava al giorno per un cane fosse superiore a quanto pagava al giorno per un bambino del Nido e che per pagare alcune spese arretrate, avrebbe dovuto stornare la cifra dai servizi sociali.

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Renato Fongaro http://www.fongaros.it


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MessaggioInviato: 12/11/2010, 20:29 
#2 
 Oggetto del messaggio: Re: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
Cucciolo
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Ciao Renato, non ci conosciamo, seguo il forum da qualche mese ma, lo ammetto..scrivo poco. Arrivando al tuo messaggio, non ho capito dove vuoi andare a parare, se ce l'hai coi veterinari, con gli animalisti, con la martini o con le istituzioni. L'articolo che citi indica semplicemente gli obiettivi futuri che si prefigge la professione veterinaria (la lotta al randagismo, cosi come le emergenze sanitarie ecc.) tanto che la rivista tratta di argomenti e problematiche inerenti la professione veterinaria ed è rivolta esclusivamente a veterinari. Sicuramente gente che cerca di lucrarci sopra ce n'è e ci sarà sempre ma non facciamo di un'erba un fascio. E' vero i cani nei canili costano tanto ma come pensi di poter combattere il fenomeno del randagismo se non parlandone prima ed organizzandoti in tal senso poi? Non credi che sia ora di cambiare strategia rispetto al passato magari puntando di più sulle adozioni responsabili? magari ricevendo informazioni sulla gestione del cane già alla prima vaccinazione? rilevando situazioni problematiche durante una semplice visita dal veterinario in modo da intervenire prima che il cane finisca in canile? E poi quali sarebbero queste apposite "figure professionali"? i veterinari esistono da tempo, cosi come gli istruttori ecc e fortunatamente ora si inizia a parlare di collaborazione tra più figure professionali. E per quanto riguarda la volontà di abbattere il fenomeno, per fare un paragone grossolano allora non si dovrebbe più parlare di alcuna malattia del cane, ad es. la filaria, perchè se poi si riesce veramente ad eradicarla non ci sarebbe più lavoro per i veterinari?


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MessaggioInviato: 15/11/2010, 9:51 
#3 
 Oggetto del messaggio: Re: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
Esperto
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Scusa fedex (o come ti chiami realmente), ciò che hai letto è stato solo riportato. In ogni caso, il latore non sembra avere tanto le idee confuse: l'Italia è sempre stato il Paese del "se ne discute" per capire come "magnà e come dare da magnà agli amici", non per essere risolutivi. Il fondo della pignatta comincia ad essere lucido... C'è rimasto poco da grattare....

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Renato Fongaro http://www.fongaros.it


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MessaggioInviato: 15/11/2010, 12:11 
#4 
 Oggetto del messaggio: Re: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
Giovane Campione
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Dubbioso
renato spero che magnà non si riferisca ad un dialetto di una regione in particolare......


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MessaggioInviato: 15/11/2010, 13:49 
#5 
 Oggetto del messaggio: Re: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
Esperto
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Parsi, "magnà" è diventato internazionale come pizza e mafia. In Italia tutti magnano!!!

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Renato Fongaro http://www.fongaros.it


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MessaggioInviato: 15/11/2010, 14:34 
#6 
 Oggetto del messaggio: Re: E' nel randagismo il futuro dei veterinari?...
Giovane Campione
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Non connesso


Dubbioso
figurati era comunque una precisazione


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