Oggetto del messaggio: A Verona "colloquio" in carcere fra Cani e proprietari
Moderatore
Pensate sia segno di civiltà, o lo considerate negativamente? La polizia penitenziaria, unica voce, per il momento, contraria, si dice preoccupata. Paventando che tale iniziativa peggiori, ulteriormente, i già gravi problemi delle carceri italiane.
08-08-2011 CARCERI: A VERONA DUE DETENUTI RICEVONO VISITA DEI PROPRI CANI
(ASCA) - Roma, 8 ago - Hanno ricevuto la visita dei propri cani, depressi per la loro lontananza. E' successo a due detenuti alla Casa circondariale di Montorio Veronese che hanno potuto di nuovo accarezzare i due amici a quattro zampe, un pastore tedesco, Shony, e una meticcia, Bricola, grazie alla disponibilita' del direttore del penitenziario, Antonio Fullone.
''Esprimo tutto il mio plauso e la mia soddisfazione per la lungimiranza del direttore Dott. Antonio Fullone della Casa Circondariale di Montorio nella mia citta' di Verona - ha commentato in una nota il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini -, che sabato scorso ha concesso a due detenuti di incontrare i propri cani, un pastore tedesco e una meticcia, in un apposita area verde protetta all'interno del carcere. Questo rappresenta un atto di grande umanita' e civilta' nei confronti dei detenuti e la comprensione del segnale ormai tangibile che i nostri cani rappresentano un affetto concreto e durevole per le persone tanto da venire a far parte del nucleo familiare . In tal senso scrivero' una lettera al collega Francesco Nitto Palma neo Ministro della Giustizia affinche' promuova la diffusione di queste buone prassi nelle carceri italiane''. Anche l'Enpa, ente nazionale protezione animali, attraverso il presidente nazionale Carla Rocchi ha espresso ''profonda gratitudine'' al dottor Fullone per avere ha permesso ai due cagnolini di ''riabbracciare'' dopo molto tempo i loro proprietari. ''Con la sua decisione - commenta Carla Rocchi - il dottor Fullone si e' reso protagonista di un gesto di profonda sensibilita' e grandissima civilta'. Purtroppo, la detenzione viene scontata non soltanto dai diretti interessati ma anche dai loro quattrozampe, i quali, all'improvviso e senza un perche', si trovano incolpevolmente privati della compagnia e dell'affetto dei proprietari. Proprio l'incontro con i loro animali puo' essere, ne sono certa, un ausilio nel percorso riabilitavo delle persone detenute''.
Contrarieta' e' stata invece espressa dall'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp). ''Come poliziotti e operatori della sicurezza e del reinserimento sociale non possiamo che dirci contrari ai provvedimenti che vorrebbero, sic et simpliciter, i cani in cella con i padroni per evitare le ansie da abbandono degli animali - ha commentato Leo Beneduci, Segretario Generale -. L'esiguita' degli spazi, le gravissime carenze del personale e l'inigienicita' degli ambienti depongono a sfavore di consimili iniziative che andrebbero ad amplificare i gia' consistenti disagi della detenzione nelle attuali carceri italiane''.
Oggetto del messaggio: Re: A Verona "colloquio" in carcere fra Cani e proprietari
Cucciolo
Mi sembra un gesto importante. Se io fossi in quella situazione, e da anni non avessi la possibilità di vedere il mio cane, sarei felicissima di poterlo riabbracciare, e probabilmente mi darebbe uno stimolo in più per cercare in tutti i modi di uscire il prima possibile da lì. Concordo anche con la polizia penitenziaria, far fare vita da carcere anche ai cani, non lo concordo. Ma ciò non toglie che si possano organizzare incontri settimanali come con i famigliari. Se poi invece si ripensasse alle carceri in modo più ampio, allora sì! Spazio a cani, gatti e pure cavalli (tra l'altro se non ricordo male c'è proprio un carcere dove ne hanno adottati un po' e sono molto utili per la riabilitazioni di alcuni soggetti).
Oggetto del messaggio: Re: A Verona "colloquio" in carcere fra Cani e proprietari
Esperto
concordo con bebah....un conto è far fare degli incontri tra cani e proprietari, che alla fine non è che richiedono qualcosa in più dei colloqui tra parenti; altra cosa ovviamente è lo stazionamento degli animali all'interno nelle celle. oltre a problemi sanitari, credo che si potrebbe andare incontro anche problemi di prdine sociale all'interno del carcere, che cmq è una comunità penitenziaria.
Oggetto del messaggio: Re: A Verona "colloquio" in carcere fra Cani e proprietari
Cucciolone
io penso più al cane che è stato privato del suo padrone senza colpa e non al detenuto che ha volontariamente messo in pericolo il suo rapporto con il cane facendolo soffrire; poi come sempre è la società che deve farsi carico di tutti i problemi...se fossimo un po più responsabili tutti
Oggetto del messaggio: Re: A Verona "colloquio" in carcere fra Cani e proprietari
Cucciolone
Si pensa sempre troppo poco a chi "subisce" il carcere da innocente (moglie, figli, cani...). La pena è essere privati della libertà, penso però che la dignità andrebbe lasciata integra per il bene di tutti, e questo significa anche mantenere i rapporti coi propri cari. A parte questo, non so quanto sia positivo far incontrare il cane al padrone una volta ogni tanto, penso che per l'animale la sofferenza di lasciarlo ogni volta sia maggiore rispetto al non vederlo mai, non è che razionalizza la cosa come le persone. In carcere col padrone? No... non è certo un posto di villeggiatura, non lo trovo giusto per il cane.
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