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MessaggioInviato: 29/10/2008, 19:05 
#1 
 Oggetto del messaggio: L'informazione ed i mercati
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Molto spesso si sente dire che il prezzo che si è pagato per un determinato bene non corrisponde alla effettiva qualità percepita dal consumatore. Questo accade perchè il mercato non è sempre perfetto, se così fosse ci troveremmo in uno stato di perfetta concorrenza e quindi il prezzo tende a diventare omogeneo nei vari mercati. l'informazione gioca un ruolo fondamentale nella determinazione del prezzo e quindi nelle oscillazioni tra domanda ed offerta. se la domanda e l'offerta godono dello stesso grado di informazione ci toviamo in un mercato di perfetta concorrenza ed il prezzo esprime al meglio la qualità del bene. spesso però l'informazione tende dal lato dell'offerta ed in questi casi ci troviamo in condizioni di monopolio o oligopolio. in questi casi è possibile creare un valore aggiunto che viene mantenuto fino a quando le condizioni di asimmetria informativa restano tali. osservare in che mercato ci troviamo ci fa capire quanto il prezzo si allontana dalla qualità ma, se riusciamo ad ottenere un livello di informazioni adeguato, aumenterà la nostra forza contrattuale e quindi i nostri accordi godranno di maggiore beneficio.

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"Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significa essere amato."
ARTHUR SCHOPENHAUER (1788 - 1860)


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MessaggioInviato: 30/10/2008, 1:31 
#2 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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Ok
Grazie per il post Leandro!

Sarebbe bello e soprattutto utile, se facessi qualche esempio relativo all'azienda cinofila ;-)

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MessaggioInviato: 30/10/2008, 8:57 
#3 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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Ho avuto qualche mese fa una esperienza diretta.
Due clienti che nello stesso periodo cercavano un cucciolo, uno di pastore tedesco e l'altro di golden retriver.
Il pastore tedesco, acquistato in allevamento riconosciuto e cresciuto li per 3 mesi come da mie disposizioni, con pedigree, assicurazione, mangime per una settimana, varie ed eventuali € 500,00.
Cucciolo di Golden introvabile; il cliente è disposto a prenderlo anche da un privato pur di averlo in tempi brevi (sono scelte); morale, lo trovo, genitori con pedigree ma non lastrati, cane consegnato a 60 giorni e non a 90 come io vorrei, alla modica cifra di € 1100 ..... eh?!!!!!!???!!!!
Cerco di fargli capire che non sono disposto a spendere quei soldi per il tipo di garanzie che mi da' e lui, dall'altra parte, mi risponde:" sono cani molto ricercati perchè non se ne trovano e quindi se non lo prende lei al prezzo che le ho chiesto lo venderò ad un'altro" ... "lo tenga pure, nessun problema!!!" è stata la mia risposta.
Tanto per farci una risata, dopo qualche mese, alla nascita dei cuccioli, mi ha richiamato dicendomi che aveva ancora un cucciolo perchè la cucciolata era numerosa e che sarebbe stato disposto a scendere a 800 euro ......
" La ringrazio ma lo tenga pure!!!!!!!!".
Manuel

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MessaggioInviato: 30/10/2008, 23:28 
#4 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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L'esempio di manuel è lampante!!! in condizioni di perfetta informazione, come nel caso del pastore tedesco, la transazione si conclude ad un prezzo che è la sintesi di una serie di trattative che includono assicurazione, pedigree, mangime, etc.(quindi qualità e garanzie). quando invece il bene tende a scarseggiare sul mercato, come nel caso del golden abbiamo poche persone che riescono, grazie alle informazioni possedute, ad essere determinanti sul mercato, e quindi a stabilire il prezzo. questo vuol dire che, anche se la transazione non è andata a buon fine con manuel, probabilmente il prezzo finale sarà stato comunque 1100 € per quel golden. sembra assurdo, ma basta cambiare mercato per raggiungere l'accordo. in questo caso manuel godeva di un buon potenziale di informazioni ed ha preferito non acquistare. se effettivamente quel golden avesse avuto il valore di 1100€ difficilmente avremmo avuto una proposta di 800€ dopo qualche mese poichè il prezzo sarebbe scaturito dalla effettiva rarità del golden (mentre dopo pochi mesi si è avuta una numerosa cucciolata). probabilmente la parola "introvabile", unita alla parola "fretta", in riferimento alla razza golden viene valutata 300€ ma, avendo capito manuel il fondamento delle valutazioni, gode di informazioni che gli consentono di effettuare acquisti di qualità. quindi, in riferimento ai mercati, possiamo dire che manuel effettua le sue trnsazioni in un mercato concorrenziale mentre il proprietario dei golden si propone in un mercato di oligopolio, entrambi effettuano transazioni sugli stessi beni ma in mercati differenti.

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MessaggioInviato: 31/10/2008, 1:33 
#5 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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Ok
A questo punto mi sorgono due domande:
In termini di marketing, l'allevamento che si propone in un mercato di oligopolio gode di maggiori privilegi rispetto all'allevamento che affronta l'elevata concorrenza?
Quali sono, se ci sono, i paletti che il primo allevamento deve porsi nella valutazione di un'offerta? Cioè, da un punto di vista strategico, l'imprenditore è libero di formulare qualsiasi prezzo, o deve comunque attenersi a dei parametri di valutazione, basati chessò su un confronto (in questo caso con allevamenti di altre razze) piuttosto che sulla domanda complessiva di un determinato bene (in questo caso il cane)?

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MessaggioInviato: 31/10/2008, 17:51 
#6 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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avevo scritto ieri ma si è cancelato tutto :'(

Cita:
In termini di marketing, l'allevamento che si propone in un mercato di oligopolio gode di maggiori privilegi rispetto all'allevamento che affronta l'elevata concorrenza?


certo. l'allevatore, in un mercato di oligopolio, gode della possibilità di un'offerta ad un prezzo più elevato rispetto a quello che opera in un mercato concorrenziale, ma naturalmente i privilegi durano finquando esistono mercati con asimmetria informativa.

Cita:
Quali sono, se ci sono, i paletti che il primo allevamento deve porsi nella valutazione di un'offerta? Cioè, da un punto di vista strategico, l'imprenditore è libero di formulare qualsiasi prezzo, o deve comunque attenersi a dei parametri di valutazione, basati chessò su un confronto (in questo caso con allevamenti di altre razze) piuttosto che sulla domanda complessiva di un determinato bene (in questo caso il cane)?


se parliamo di oligopolio, l'imprenditore riesce a formulare i prezzi con un margine superiore perchè riesce a sfruttare la mancanza di informazioni. queste ultime sono intese come delle vere e proprie barriere che possono essere di vario tipo: ad esempio le barriere legali, naturali, economiche, tecnologiche, etc. conosciamo tutti le barriere legali nel mercato delle sigarette, dove la legge consente l'offerta solo allo stato; quelle naturali sono appunto tutte le barriere che la natura presenta, come ad es. le zone balneari, di montagna, zone che presentano particolari privilegi etc.; le barriere economiche sono quelle che riflettono la difficoltà di entrare in un determinato mercato a causa degli ingenti investimenti economici richiesti e dal differimento dei recuperi; le barriere tecnologiche riguardano invece informazioni che riguardano la tecnologia e quindi la ricerca, la qualità, l'innovatività, etc. si parlava di asimmetrie informative nel caso di manuel, ma in quel caso ci troviamo di fronte a barriere di informazione pura che durano solo nel breve periodo ed in determinati mercati. se parliamo di strategia che un imprenditore/allevatore deve attuare nel medio-lungo periodo, bisogna considerare su quale vantaggio competitivo punta l'allevatore. la valutazione della domanda complessiva e di quella di settore rientrano in un vero e proprio piano di marketing strategico (considerando anche altre variabili) ed il prezzo dovrebbe essere l'espressione della pianificazione strategica messa in atto. se l'oligopolio si basa su una effettiva qualità del bene, è possibile avere successo nel lungo periodo anche se il prezzo è elevato, perchè questo sintetizza una serie di percezioni che il consumatore apprezza. ho inziato con il topic del marketing operativo perchè si riferisce alle prime tecniche usate dal marketing, ma, per capire bene come funzionano le azioni finali, è necessario comprendere bene come funzionano gli studi che rientrano nel più recente marketing strategico. aprirò un topic specifico sull'argomento per approfondire le strategie che il management utilizza per essere efficace in un determinato mercato ed i punti di forza sul quale fonda il proprio vantaggio competitivo.

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MessaggioInviato: 31/10/2008, 20:05 
#7 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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Ok
Grazie Leo e complimenti per la preparazione! Apri tutti i topic che desideri, perchè considero la materia economica importantissima nel settore cinotecnico. E' un argomento un tantino trascurato dai più e le conseguenze sono abbastanza lampanti: non esistono riferimenti tipici ai quali l'imprenditore cinotecnico, ma anche l'utente, può affidarsi durante le varie fasi di un progetto. E così tanti allevamenti chiudono battenti dopo pochi mesi, alcune pensioni non riescono a superare le spese aziendali e l'acquirente ha a che fare con un settore dove l'offerta è spesso disomogenea.

L'unica cosa che ti chiedo è di fare qualche esempio pratico relativo alle attività cinotecniche, per meglio comprendere le tue spiegazioni. ;-)

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MessaggioInviato: 31/10/2008, 23:39 
#8 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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Lo studio delle barriere all'entrata rientra in un alveo più ampio di studi relativi al mercato. cerco di analizzare dal punto di vista dell'azienda cinofila:
-tra le barriere legali che si possono incontrare in questo settore, abbiamo tutte le regolamenazioni dell'enci e le leggi relative all'imprenditore agricolo. ad esempio per poter emettere i pedigree bisogna effettuare le denunce (modello A e B), per poter avere il riconoscimento dell'affisso bisogna soddisfare determinati requisiti, etc. mentre le leggi relative all'imprenditore agricolo regolamentano tutte le attività ed i requisiti di allevamento (numero di capi posseduti, ampiezza del terreno, etc.).
possiamo dire quindi che non esistono elevate barriere legali per quanto riguarda questo tipo di attività poichè bisogna conoscere i regolamenti esistenti ma è abbastanza semplice poter entrare nel mercato seguendo questo requisito.
-le barriere economiche abbiamo detto che sono i limiti che un imprenditore, in questo caso agricolo, incontra al suo ingresso nel mercato. anche in questo caso non esistono grandi barriere in entrata poichè, con minimi investimenti iniziali è possibile avviare un'attività cinotecnica. i recuperi sono abbastanza veloci e possono avere un rendimento piuttosto elevato se consideriamo questa attività esente da rischi. un'attenta ed approfondita valutazione dei rischi peculiari dell'attività cinofila potrebbe ridurre il numero dei fallimenti.
-penso che le barriere naturali non siano di forte rilevanza in questo settore perchè sono state ormai superate dalla grande abilità dell'uomo all'adattamento in luoghi spesso inaccessibili.
-barriere tecnologiche. probabilmente queste sono le barriere più sottovalutate in questo settore ma che, studiate bene, potrebbero creare il vero vantaggio competitivo di un allevamento. l'utilizzo delle sempre più sofisticate tecnologie potrebbe consentire una migliore gestione degli scarti e delle problematiche peculiari dell'allevamento, come ad esempio la possibilità di conoscere i portatori di geni indesiderati attraverso test specifici.
per poter stabilire bene la causa dei fallimenti delle attività che mi hai citato dovremmo fare un approfondito studio dei vari punti di forza e di debolezza del settore, ma posso anticipare che una delle cause principali potrebbe essere dovuta al fattore tempo che emerge solo in un secondo momento. è facile pensare che da una fattrice nascano più cuccioli quindi se acquisto una fattrice al prezzo esemplificativo di 500€, con un parto recupero 500€ per x cuccioli nati. difficilmente viene considerato il tempo necessario per le cure relative al mantenimento della fattrice e della cucciolata, ma soprattutto difficilmente si considerano i rischi. potrebbe succedere, infatti, che non nasca nessun cucciolo o, ancor peggio, la perdita della fattrice. è da considerare anche l'imprescindibile fattore sentimentale che spinge l'imprenditore ad effettuare le sue scelte seguendo questo parametro rispetto a quello economico. alcuni punti chiave sui quali l'imprenditore agricolo può basare il suo vantaggio competitivo sono le parole che ormai sentiamo dire sempre più spesso e cioè: orientamento alla qualità ed ai bisogni del cliente, una continua ricerca finalizzata allo sviluppo e all'innovazione per conoscere e soddisfare i bisogni latenti del consumatore.

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MessaggioInviato: 18/11/2008, 14:43 
#9 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
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In qualsiasi settore il mercato è libero pertanto ognuno può proporre il prezzo che vuole.
Ci sono 2 tipi di allevatori: coloro che lo fanno come attività e coloro che lo fanno come extra lavoro,ovvio che chi è professionista deve emettere fattura di vendita ed è più soggetto a controlli.
Viene considerato allevatore amatoriale colui che arriva ad avere fino a 30 cuccioli,dopo di che "dovresti" passare a fare l'allevatore professionista.
Comunque sia il fisco italiano per ogni transazione o vendita vuole la sua fetta in tasse sia amatoriale che professionista.
Non è cosi difficile restare nell'ombra e sfornare più cuccioli,basta intestare una o più fattrice ad un familiare e puoi aumentare questo numero apparendo sempre allevatore amatoriale.
Tutto questo discorso perchè è uno dei motivi per cui puoi trovare prezzi diversi per una cane della solita razza.
Mi pare evidente che chi sta a determinate regole,compra o costruisce dei box regolari,ha scarichi a norma di legge,presenta i suoi cani alle expo e spende una barcata di soldi ecc. possa avere un prezzo più alto di chi risparmia e magari si nasconde al fisco sulle vendite..
Va detto che anche se non sempre è cosi....con il professionista il cliente dovrebbe avere più assicurazione sulla qualità del prodotto che nel nostro caso è il cucciolo di cane.
Comunque anche nella cinofilia i prezzi solitamente sono in linea,anche se in qualche caso puoi trovare qualcuno che ti chiede 1000,00 euro per un cucciolo e l'altro che te ne chiede 300,00 in meno per un altro della stessa razza.
A mio modesto parere uno che acquista un cucciolo di cane specialmente per la prima volta dovrebbe sempre andare accompagnato da qualcuno competente in materia che sappia ben vedere le certificazioni dei genitori,linee di sangue ecc.


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MessaggioInviato: 09/03/2009, 22:05 
 Oggetto del messaggio: Re: L'informazione ed i mercati
Giovanissimo
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si pero e vero quello che scrivete pero e anche vero che tutto dipende da altri fattori
1 la tipicita dei soggetti
2 il periodo che son pronti
3 la richiesta di mercato ,calcolando l,offerta .

ci son clienti e clienti ce chi sa e chi non sa . ma se uno a dei bei soggeti detta legge punto chi a dei soggeti mediocri sta nel limbo del mercato .


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