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Buongiorno "persona adirata" immagino di capire, nei limiti del possibile, pur non avendo vissuto direttamente sulla mia pelle nulla di simile... il motivo di tale firma!
Ma se da un lato "immagino" solo lontanamente quello che ha passato, dall'altro "rispetto" enormemente il suo pensiero, anche se espresso con parole dure verso chi, a suo dire, si ostina a difendere le razze cosiddette "pericolose"
E spero che, alla fine di questa mia breve lettera, lei possa arrivare a considerare come possibile, pure questo mio modo di vedere le cose.
Entro solo ora nel merito della discussione ed ho avuto modo di leggere anche le risposte di altre persone estremamente preparate, oserei dire "formate", dal punto di vista "cinofilo".
Direi che molto di quello che si poteva dire è già stato detto, sono stati portati esempi, casi significativi, numeri e statistiche inconfutabili che ci dicono purtroppo nuovamente, che siamo in mezzo a tanta disinformazione corretta e le notizie prodotte, sono spesso usate, seppur nella gravità oggettiva dell'accaduto, come strumento da "scoop" giornalistico.
Non ho nulla da aggiungere a quanto scritto nelle repliche postate prima della mia, se non l'esortazione di tutti gli intervenuti ad "ordinare" quanto detto in una sorta di Vademecum di comportamento che definisce in maniera sintetica le REGOLE dell'essere "UN CINOFILO", diamo un significato alla parola "cinofilo" termine di cui si abusa spesso e volentieri. Partiamo dalle origini, dal momento in cui un umano "pensa" di poter diventare il compagno di vita di un cane..., fino alla "formazione" dell'allevatore stesso che "pensa" di poter dignitosamente "crescere" e poi "sviluppare" la razza secondo invisibili criteri deontologici che, a mio modesto parere, dovrebbero fondarsi su semplici principi che..., per non farla tanto lunga, "elevano" l'animale cane a: - essere vivo autonomo, - essere pensante in grado di elaborare pensieri e trovare soluzioni, - essere in grado di provare ed esternare emozioni tutte sue, - essere che ha dei bisogni che necessariamente non coincidono con le ns aspettative, - essere che può lavorare con gioia ma anche non avere voglia di lavorare alcuna, - essere che ha delle reazioni tutte proprie in relazione agli agenti esterni, - essere che non deve necessariamente e sempre muoversi a comando come un robot. - ..................................................................., ecc.
Noi tutti dovremo essere in grado di riconoscere la diversità di "indole" tra le razze, capire i contesti in cui si verificano i fatti. Riconoscerne i segnali, spesso macroscopici, che il suo comportamento continuamente ci invia. Imparare a dialogare con strumenti che lui riesce a codificare: sguardo, gestualità, voce... ed è qui che si dovrebbe sviluppare il contributo degli esperti, perchè le cose da dire sarebbero davvero tante sulla "cultura cinofila".
Bisogna assumere la consapevolezza che, anche dopo aver svolto tutto col massimo dell'impegno e dell'attenzione, nessuno potrà mai garantirti che questo o quel cane non morsicherà mai qualcuno nella sua vita. Capita bene la cosa e assunta questa consapevolezza saremo "pronti", nella quasi totalità dei casi, ad anticipare e quindi a scongiurare gli eventi spiacevoli e a convivere pacificamente e costruttivamente in questa società... comandata e piegata alle esigenze dell'uomo.
La "formazione" delle persone porterebbe alla predisposizione mentale corretta sia nell'approccio che nel "vivere" il cane; cosa che funzionerebbe, in linea di principio, verso tutti gli animali in generale... e qui si potrebbero aprire capitoli interi di argomentazioni a sostegno ma... ora si corre il rischio di mettere troppa carne al fuoco.
Concludendo, al fine di arrivare ad un famoso "dunque": rimbocchiamoci le maniche e diamo voce e luce ad un insieme di atteggiamenti, azioni importanti che partono da coloro che amano il mondo dei cani (ma non solo...), e in primis da ognuno di noi!
Vorrei limitarmi a dare una fondata speranza alla ns amica "adirata", affinchè tragedie come la Sua non debbano verificarsi più, o almeno a ridursi tantissimo come numero di casi.
Sarebbe un vero peccato che per colpa della mala-informazione e mala-educazione, noi tutti si perdesse quell'enorme patrimonio di calore e, mi passi il termine, "umanità" che i cani ci regalano ogni giorno... anche se, purtroppo, il vero senso della parola "umanità" riferendosi all'animale uomo, ha dimostrato troppe volte di non aver alcun significato.
Cordialmente e sempre con molto Rispetto. Espada
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