| Parametri genetici: Una breve introduzione Non-Statistica |
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| Scritto da Liz Hare |
| Venerdì 30 Maggio 2008 12:15 |
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I “Parametri Genetici” rappresentano dei sistemi statistici che usiamo quando parliamo di caratteri quantitativi. Una statistica è semplicemente qualcosa che desideriamo misurare. Queste sono caratteristiche che variano continuamente come il peso, il grado di displasia, la produzione di latte e sono più complesse da studiare rispetto ai semplici caratteri ereditari come la presenza o l'assenza di PRA.
Stiamo andando ad esaminare infatti un'intera gamma genetica piuttosto che una risposta di tipo si-o-no. Utilizziamo dunque probabilità e statistiche per descrivere l'eredità dei caratteri complessi. Quando affermo che questa non è un'introduzione alla statistica, intendo dire che ho intenzione di non entrare nello specifico come formule e gergo, ma di affrontare questi concetti nel modo più semplice possibile. La prima cosa sulla quale poniamo la nostra attenzione, quando studiamo un singolo carattere, è la varianza dei valori della caratteristica all'interno della popolazione. La varianza è rappresentata da un valore numerico che risponde a due domande: quanto il valore di un carattere varia (cioè se tutti gli animali hanno un valore simile per quel carattere o se questo varia molto) e le relative frequenze con cui tali valori si verificano nella popolazione. Possiamo “suddividere” la varianza utilizzando modelli statistici in porzioni che dipendono da fattori di tipo diverso. Generalmente è solito calcolare quale proporzione della variabilità è dovuta ai fattori genetici e quale proporzione è dovuta ai fattori ambientali (come la nutrizione o la cura materna). Da questo, noi possiamo elaborare una statistica molto comune a chi si interessa di genetica: l'ereditabilità di un carattere. L'ereditabilità è la proporzione della variabilità totale dovuta ai fattori genetici piuttosto che a quelli ambientali. Se ad esempio la misura dell'ereditabilità di una cucciolata fosse 0,30, diremmo che approssimativamente il 30% della variazione è dovuta ai fattori genetici e circa il 70% è causato dai fattori ambientali (in questo caso stagione, età e parità della fattrice). Se volessimo, potremmo suddividere a sua volta, la variabilità genetica in componenti caratterizzati dall'azione degli alleli (epistasi; varianza additiva) e alla dominanza di certi alleli su altri (varianza di dominanza). Ma il concetto di ereditabilità, è quello che vedrete più comunemente in studi riguardanti i caratteri complessi dei cani, dalla displasia dell'anca, alla sordità, alla capacità di cacciare. Talvolta, utilizziamo un modello per studiare la variazione di più caratteri. Questo ci fornisce le informazioni descritte sopra, ma aggiunge qualcosa di nuovo e di interessante. In questo modo possiamo osservare la covarianza genetica tra due o più caratteristiche. In che modo i valori del carattere 1 sono relativi ai valori del carattere 2? Per quale ragione dovrebbe interessarci? Spesso i caratteri sono correlati tra loro e tale covarianza è parecchio importante. Ad esempio, ci aspettiamo di vedere una correlazione positiva tra le due misure di displasia dell'anca ottenute dai metodi OFA e PennHip. Probabilmente se sceglieremo di migliorarne una, anche l'altra migliorerà. I caratteri però, qualche volta sono correlati negativamente: quando uno sale, l'altro scende. Se proviamo ad accoppiare femmine di piccola mole, ma desideriamo ottenere figli più grandi, andremo incontro a delle complicazioni, dato che probabilmente i caratteri interessati sono correlati negativamente. La ragione per la quale è importante tenere a mente le possibili correlazioni, dipende dal fatto che queste non sono sempre così evidenti come quelle descritte qui. Dunque quando si va a selezionare più caratteri, è importante considerare la loro covarianza.
Originale in lingua inglese di Liz Hare, PhD Testo tradotto da Nicola Cacciola
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