| Genetica Mendeliana |
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| Scritto da Roberto Leotta |
| Sabato 12 Luglio 2008 12:04 |
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Gregor Mendel formulò le leggi che portano il suo nome intorno al 1865. Gli interessi di Mendel erano rivolti al settore dell'ibridazione, o incrocio, di razze pure diverse nelle piante. Mendel ebbe un approccio alla ricerca diverso da quello dei suoi predecessori. Egli lavorò con una singolaspecie di pianta piuttosto che avere a che fare con la complessità dell'ibridazione interspecifica. Scelse una specie coltivata di frequente, il pisello da giardino. Prima di sperimentare con qualsiasi varietà, Mendel verificò che quella varietà fosse pura per i caratteri che gli interessavano. di Roberto Leotta Si soffermò su poche caratteristiche ben definite nelle piante, produsse e coltivò un gran numero di figli in ciascuna di diverse generazioni e ripeté isuoi esperimenti molte volte prima di pubblicare i risultati. Infine, Mendel applicò la sua preparazione matematica alla grande base di dati che aveva accumulato e cercò di spiegare i suoi risultati in termini statistici. Di conseguenza fu capace di dedurre molto riguardo al funzionamento del materiale ereditario all'interno delle cellule molto prima che esistesse qualsiasi conoscenza delle basi fisiche dell'eredità. Il suo metodo rimane un superbo esempio di approccio scientifico allo studio dell'eredità (Van Vleck et al. 1999). L'eredità nelle piante è più facile da studiare che non negli animali. Le piante sono spesso capaci di fecondazione spontanea, generalmente producono un numero di figli superiore di quanto facciano le specie domestiche e l'intervallo di generazione (tempo nel quale i genitori hanno figli e questi raggiungono l'età riproduttiva) è rapido. Comunque, le conclusioni che Mendel trasse dal suo lavoro sono applicabili sia alle piante che agli animali. Mendel lavorò con caratteri cosidetti a eredità semplice, ma le sue deduzioni sono le fondamenta sulle quali è stata costruita la conoscenza dell'eredità relativa anche ai caratteri complessi. E' quindi opportuno indagare sulle conclusioni che Mendel ha tratto dai suoi studi, usando caratteri animali che vanno in parallelo con i caratteri con cui Mendel ha lavorato, come base dalla quale capire la genetica degli animali domestici. Adesso c'è una terminologia genetica così ampia che è difficile immaginare le condizioni in cui ha lavorato Mendel. Lo sviluppo della terminologia scientifica ha una funzione importante, dato che consente a parole semplici e descrittive di rimpiazzare spiegazioni impacciate. Per far familiarizzare lo studente con questa terminologia, sono stati introdotti in questa trattazione i termini appropriati, anche se Mendel non li aveva a disposizione quando riportò i suoi risultati. Tratto da "Elementi di Genetica del Cane" di Roberto Leotta. Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa. Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |



