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06 | 01 | 2009
Notizie flash
Autorizzazione esperti giudici esteri a svolgere assistentati con esperti giudici italiani in manifestazioni ENCI - Il Consiglio Direttivo, accogliendo la proposta del Comitato Consultivo degli Esperti ha deliberato di concedere agli esperti giudici stranieri la possibilità di svolgere assistentati in manifestazioni riconosciute dall’ENCI estendendo, per analogia, quanto previsto dall’articolo 19 del Disciplinare del corpo degli esperti del Libro genealogico del cane di razza: “…l’interessato potrà svolgere assistentati anche con giudici stranieri iscritti nell’albo giudici di altre associazioni riconosciute dalla FCI, purché conosca l’idioma del giudice suddetto”. Fonte: ENCI
Genotipi e Geni Letali, Disvitali e Subletali PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Leotta   
Venerdì 03 Ottobre 2008 01:30

Le variazioni di forma e funzione a cui possono andare incontro i geni producono alterazioni tali rispetto alla normalità, che variano da semplici riduzioni della vitalità e longevità fino alla morte dell’individuo in stadi precoci della vita. Alcuni geni inducono alterazioni di processi fisiologici, altri provocano anomalie estese ed altri portano alla morte l’individuo con modalità non ancora chiarite in vari momenti della vita, anche ad età avanzata.


Una distinzione delle anomalie genetiche rispetto alla gravità, riportata da (Hutt 1985) è:
  • disvitali o semiletali; non sono causa di morte per tutti gli individui ma soltanto per alcuni, e la percentuale di letalità è fortemente influenzata dalle condizioni esterne. Questi geni riducono l’efficienza fisiologica temporaneamente o permanentemente,
  • subletali; tutte quelle che non siano letali alla nascita o immediatamente dopo, ma che inducono il decesso prima dell’età riproduttiva. Tra queste vi sono diversi esempi nel cane quali il nanismo ipofisario (Willenberg et al. 1975), il cranioschisi (Pullig 1952). Altri autori chiamano i geni che causano la morte in età più avanzate dopo la nascita letali ritardo,
  • letali; dovute a geni che causano la morte prima della nascita o immediatamente dopo.

 

Alcuni alleli provocano la morte di un individuo se vengono ereditati in condizione omozigote (sia dominanti che recessivi) ed altri, fortunatamente più rari, anche in dose singola (gene completamente dominante, letale nell’eterozigote). La diminuita prolificità per riassorbimento embrionale, aborto o mancata vitalità con conseguente morte precoce dopo la nascita o prima del raggiungimento della pubertà, può essere dovuta a cause accidentali (o carenze occorse durante la gravidanza) o a causa di anomalie genetiche, ed è importante distinguere tra le due (perché le prime non sono ereditarie), anche se non sempre è possibile, specialmente in caso di eventi isolati.

Uno dei primi indizi che una anomalia è dovuta a cause ereditarie è che essa ricorre in cucciolate diverse ottenute da animali tra loro parenti. Si dice che l’incidenza è di tipo familiare, anche se non sempre il fatto è dovuto a cause ereditarie, perché la mortalità condivisa nell’ambito della famiglia potrebbe essere dovuta alla condivisione di un particolare ambiente ostile comune ai membri della stessa e quindi, come riporta (Robinson 1990), il termine intende che l’anomalia “si presenta all’interno di famiglie e può essere genetica, ma la situazione necessita di una investigazione approfondita”.

L'allele per il bianco dominante nei cavalli è un esempio di ciò che è stato chiamato gene letale. In questo caso, l'allele deve essere in condizioni di omozigosi per esprimere il suo effetto letale. In dose singola, tale gene ha un effetto marcato sul fenotipo degli eterozigoti in quanto sopprime la formazione del colore ed i soggetti che lo presentano risultano bianchi. Il genotipo letale ha drastici effetti sullo sviluppo dell'individuo, causando considerevoli anormalità e morte dell'embrione. La precoce morte degli embrioni fa sì che non tutti i risultati del concepimento siano visibili, cosicchè il rapporto fenotipico dei figli di 2 : 1 (con una riduzione del 25% della prolificità attesa, più facilmente evidenziabile quando l’accoppiamento avviene in una specie politocica come la canina) è quello che risulta alla nascita da accoppiamenti di eterozigoti per questo tipo di allele. Un esempio analogo, di morte a livello embrionale è quello relativo ad una serie di alleli che determina il colore del mantello delle volpi (Hutt 1985). La volpe comune, detta anche volpe argentata (ww), rappresenta il tipo selvatico. Il gene Wp è un mutante dominante che allo stato eterozigote (Wpw) dà volpi platino, quasi completamente bianche, mentre allo stato omozigote (WpWp) è letale. Dall’accoppiamento di volpi platino si hanno 25% omozigoti, nati morti (o assenza di nati per riassorbimento embrionale) : 50% di volpi platino : 25% di volpi normali.

Le possibilità, riportate in tabella, sono:

 

 

Progenie possibile

 

Ciò mostra una limitazione all'uso di tali tabelle, poiché l'indicazione della letalità non proviene dai risultati possibili, ma dai rapporti fra i figli, essendo questi differenti da ciò che ci si aspetterebbe con una coppia di alleli e dominanza semplice. I rapporti indicano che tutte le volpi platino sono eterozigoti, mostrando il fenotipo dominante, ma portando l'allele recessivo per il colore. Come mai, allora, hanno figli con un rapporto di 2 platino: 1 argentato invece che 3:1? La conclusione è che un terzo dei platino attesi non compare tra la progenie vitale. Poiché tutti i test di accoppiamento indicano che gli animali platino sono eterozigoti, i cuccioli platino mancanti devono essere platino omozigoti (WpWp). Questi ultimi vanno perduti verosimilmente in utero (per riassorbimento embrionale), cosicchè il rapporto genotipico di 1 WpWp : 2Wpw : 1ww non si esprime mai fenotipicamente. Alcuni geni letali fanno sì che l'embrione nasca ma è così anormale che nasce morto o muore subito dopo. Il rapporto fenotipico alla nascita ottenuto dagli accoppiamenti di eterozigoti per tali loci è di 1 omozigote anormale : 2 eterozigoti : 1 omozigote normale. Un esempio di carattere di questo tipo è il gene letale "amputato" che è stato trovato in bovini e pecore. Questo allele influenza lo sviluppo delle estremità in modo che gli eterozigoti hanno gambe più corte del normale.

Nei cani è presente un analogo gene dominante letale, Sl, (Skeleton Lhetal) scoperto nei Cani da Pastore Australiani, che provoca una sindrome di difetti scheletrici che includono palato fesso (schisi palatina), assenza di dita o dita soprannumerarie, arti raccorciati, prognatismo e collo torto. I cuccioli maschi muoino entro pochi giorni dalla nascita, mentre le femmine sopravvivono e possono presentarsi normali o con solo piccoli difetti scheletrici (Sponenberg and Bowling 1985).

La maggioranza dei geni letali sono completamente recessivi e l’eterozigote è il ‘portatore’ del gene, così che è indistinguibile dall’omozigote normale. In caso di accoppiamento tra eterozigoti quindi il rapporto fenotipico atteso è di 3 normali : 1 anormale invece dei già discussi rapporti 2 : 1 e 1 : 2 : 1. Se l'anormalità recessiva agisce nei primi stadi della gestazione, non saranno osservati figli anormali perché il rapporto fenotipico tra i nati vivi sarà 3 : 0. La presenza del gene letale si dedurrà dalla più bassa fecondità mostrata dagli accoppiamenti che sono capaci di produrre il genotipo letale.

Riassumendo, possiamo classificare i geni letali in tre gruppi:

  1. Geni letali dominanti, [che provocano la morte quando sono presenti in singola dose (eterozigote)], che quindi si auto-eliminano e sono di scarso interesse;
  2. Geni dominanti o parzialmente dominanti, letali allo stato omozigote con eterozigote distinguibile; in questo caso se il genotipo omozigote muore durante la vita embrionale o alla nascita non ci sono problemi riguardanti la possibilità di impiego dei soggetti in riproduzione. L’impiego degli eterozigoti (qualora il gene producesse fenotipi desiderati) produrrà risultati diversi se accoppiati inter-sé (con un rapporto di 2 eterozigoti : 1 normale) o con individui normali (con un rapporto di 1 eterozigote : 1 normale). Se l’omozigote è vitale (vedi merle bianchi), l’uso degli eterozigoti è indicato solo con gli individui normali. In entrambi i casi si osserva una minore prolificità.
  3. Geni letali recessivi che producono la morte allo stato omozigote e quindi non rilevabili dal fenotipo dell’eterozigote (portatore); in questo caso il rilevamento dei portatori è indispensabile e può essere attuato nelle modalità descritte più approfonditamente nella sezione successiva.

 

 

 

 

Tratto da "Elementi di Genetica del Cane" di Roberto Leotta.
Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Ottobre 2008 01:54 )
 
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