| Inbreeding e Diversità genetica |
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| Scritto da Cinomania |
| Lunedì 09 Febbraio 2009 13:29 |
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L'INBREEDING E' DAVVERO NECESSARIO? Molti allevatori sono ancora convinti che l’inbreeding sia l’unico sistema di successo e che grazie ad esso si possano facilmente identificare ed eliminare i problemi genetici dalle loro linee di sangue. Vengono spesso citati allevamenti di successo, che hanno utilizzato ampiamente l’inbreeding, ignorando il fatto che la maggior parte delle cucciolate migliori, provenienti da questi stessi allevamenti, presenta spesso pochissima consanguineità. Questa gente inoltre, sembra non tenere in considerazione il fatto, che molti studi condotti sua una grande varietà di specie, hanno dimostrato che gli individui altamente inbred hanno vita più breve e presentano dei deficit riguardanti la fertilità; l’insieme di tali problematiche costituiscono la cosiddetta depressione da inbreeding. La depressione da inbreeding è dovuta, in parte, all’immissione di alleli recessivi nocivi, provenienti da un ascendente condiviso da entrambi i genitori. Nella specie umana, i disturbi legati a questo tipo di problema sono rari, e la loro incidenza è generalmente più alta in piccole popolazioni isolate. Anche nella specie canina l’uomo ha creato popolazioni di questo tipo, limitando lo scambio genetico tra razze pure. Comunque, se la selezione di una razza è avvenuta attraverso l’utilizzo di un gruppo abbastanza ampio e diversificato di capostipiti (e se l’allevamento ha seguito dei percorsi corretti), non c’è alcuna ragione per la quale la qualità di vita dovrebbe essere scadente.
CIOCCOLATO INGLESE Un inbreeding basso non significa abbandonare ogni speranza di produrre ottimi cani. In Inghilterra, Julia Taylor (Greekmyth) alleva da molti anni Barboni standard marroni, con particolare attenzione ad evitare l’immissione di alleli provenienti dalle linee di sangue del North America. Nel 1976, Roy Flower importa Greeykmyth Olympia che accoppierà con la sua Campionessa Am., Can., Bmda., Mex., Dom., (FCI) Int. Stormy Lane To Sir With Love – un eccellente esemplare marrone con una linea di sangue principalmente Bel Tor. I due cani condividono solo 20 ascendenti in oltre 10 generazioni. Uno dei figli fu Stormy Lane Send In The Clowns (detto Abby). Abby risultò avere un basso coefficiente di inbreeding (COI) pari a 1.2% e visse ben 16 anni! Nel 1979, Abby fu accoppiato con Greekmyth Hercules (Lute). L’accoppiamento diede un 100% di individui marroni, tra i quali la capostipite Cadbury's Chocolate Clown (Caddy) di Fran Fischer. Attualmente Fran possiede cani discendenti di settima generazione da Caddy, e ha programmato con molta attenzione gli accoppiamenti, scegliendo soggetti complementari ai suoi cani, e allo stesso tempo, riducendo al minimo la consanguineità. Nel 1995, Fran accoppia la pronipote di Caddy, Cadbury's Kate Hepburn (COI 2.7%), con El's Total Package (Bucky), un maschio nero portatore di marrone. Qualche tempo dopo Fran mi confida di aver avuto alcune perplessità su tale accoppiamento. La genealogia di Bucky era principalmente costituita dalla linea di sangue Wycliffe black. Comunque lei aveva visto in Bucky delle ottime qualità, e dato che con Kate condivideva pochissimi ascendenti, avrebbe mantenuto ancora basso l’inbreeding (5.4%). Questa combinazione si rivelò un successo incredibile. Una delle figlie più importanti è BIS Ch. Cadbury's Ruby Tuesday (marrone) la quale condivide importanti successi insieme a fratelli e discenti sia marroni che neri. Il lavoro di Fran Fischer non è stato facile. Il notevole successo della linea Wycliffe black ha spinto quasi tutti gli allevatori ad utilizzare questa o altre linee strettamente consanguinee, creando un collo di bottiglia genetico; dunque la stragrande maggioranza delle popolazioni attuali, presentano rapporti di consanguineità più stretti rispetto a quelli tra cugini di secondo grado. In effetti alcuni Barboni standard hanno diversi patrimoni genetici, ma il loro numero è molto limitato. Se questi vengono accoppiati ai cani attuali, è come aggiungere un cucchiaio di pittura bianca in un gallone di pittura nera – l’effetto non sarà notato.
LA GENEALOGIA DI DANNY Ridurre il COI Un altro ottimo Barbone con un basso coefficiente di inbreeding è stato Ch. DeNevillette Dapper Dan detto Danny (1981-95) di Connie Rodgers. Il padre di Danny era il nero Ch. Gervais Tabu e la madre era la bianca Ch. Alekai DeNevillette Wahine. Nonostante in molti avessero previsto un disastro dal mix di queste due linee e di questi colori nel pedigree di Danny, questo soggetto non solo visse a lungo e ottenne considerevoli risultati, ma ha prodotto più di 180 discendenti titolati. La linea di Danny, dal lato di padre, raggiunge il celebre Barbone tedesco nero Ch. Anderl von Hugelberg (1923), così come la maggior parte dei pedigree dei Barboni neri. L’inbreeding e il linebredding, in particolar modo su Sir Gay (1949), sono stati utilizzati molte volte e nella linea Country Gentleman (Gentry) il COI ha superato il 40%.
![]() Successivamente il coefficiente di inbreeding è stato ridotto ad un livello ragionevole, attraverso una serie outcrossing parziali, o come io preferisco considerarli, accoppiamenti assortivi intelligentemente programmati. Uno degli accoppiamenti più importanti è stato quello tra Ch Winshire's Country Gentleman (Gentry) e Jocelyene Marjorie. Il padre di Marjorie era Wycliffe Virgil, il quale aveva ascendenti in comune con Gentry (questo è ciò che io considero un outcrossing parziale), mentre la madre condivideva con Gentry solo alcuni parenti in generazioni molto indietro. Il basso coefficiente di inbreeding di Marjorie dimostra ancora una volta che la consanguineità non è necessaria per produrre dei buoni cani. Lei ha ottenuto il titolo di “Best Puppy” nel 1965 al Poodle Club of America Specialty e il BOB nel 1968. E’ stata inoltre la madre di 17 campioni.
SFRUTTARE IL PATRIMONIO GENETICO Nella prima metà del ‘900, è stata fatta una prima distinzione tra Barboni grandi e piccoli (senza includere i Toy, che sono poi diventati una razza a parte), dove la taglia probabilmente andava dai 14” ai 24”. I cani inglesi erano generalmente più piccoli di quelli tedeschi. Il risultato è che oggi i Barboni standard sono per il 60% circa tedeschi e i Barboni nani portano una più alta proporzione di patrimonio genetico inglese. Anche se adesso sono considerate due varietà distinte e separate, i Barboni standard e i nani hanno, ad eccezione della taglia, lo stesso standard di razza. Se non esistessero misure di riferimento, in teoria sarebbe impossibile distinguere le due tipologie. Cosa succede se incrociamo queste due varietà? Si otterranno piccoli Barboni standard, perché ci sono pochi soggetti standard vicini al limite minimo di taglia e molti soggetti nani vicini al limite massimo di taglia. Sebbene tali incroci non siano frequenti, hanno permesso un limitato flusso genetico tra le due varietà. (C’è stato anche uno scambio tra le varietà toy e nano). Data la restrizione del pool genetico nel Barbone standard nero, causata dalla popolarità dei cani Wycliffe, oggi è quasi impossibile trovare un partner nero che non sia un cugino. Dopo un attento esame, l’allevatore finlandese Pirkko Ranta-aho ha presentato al Finnish Kennel Club, la richiesta di poter accoppiare la sua femmina standard nera, Helen (21”), con un maschio nano (17”). La richiesta è stata accolta e nell’Ottobre del 1998, sono nati sei cuccioli neri. All’età di due anni misurano 19 pollici al garrese. Presentano tutti ottimo temperamento, costruzione e movimento. Seguiremo da vicino i loro progressi.
L’INIZIO DELLA LINEA WYCLIFF: MICHELLE E DILEMMA Il grande successo di Jean Lyle con il suo allevamento Wycliffe, è iniziato nel 1952 con l’acquisto di un cucciolo dal celebre allevamento Carillon a New York, di nome Carillon Michelle. Michelle era la figlia di Santo-Labory, un soggetto svizzero nero (in parte miniature) importato intorno al 1950, e di Carillon Jestina. Anche se alcuni ascendenti di Jestina erano svizzeri, i genitori di Michelle condividevano pochissimi antenati e il suo coefficiente di inbreeding era solo 1.9%. Michelle fu accoppiata quattro volte. Il suo primo accoppiamento avvenne con Petitcote Domino nel 1954, e produsse Wycliffe Jacqueline: la miglior riproduttrice di tutti i tempi nel Barbone standard (21 campioni su 41 figli). Fu nuovamente accoppiata con Domino nel 1955 e nel 1956, producendo altri 4 campioni e nel 1957 venne accoppiata con Carillon Dilemma. Dilemma (COI 7.6%) era figlio di Robin Hill of Carillon (COI 1.4%), una mezza sorella di Michelle. Questo esemplare è stato il discendente più importante di Annsown Sir Gay, producendo 33 campioni su 347 figli. Oltre che a Michelle, Dilemma venne accoppiato con Jacqueline e con due sue figlie.
ASCENDENTI UNICI La maggior parte dei cani sopra descritti, hanno un COI basso dovuto alle linee differenti dei due genitori (nonostante i genitori potessero essere loro stessi altamente o moderatamente inbred). Ci sono anche alcuni soggetti i cui genitori sono poco inbred, ma attualmente questi sono troppo pochi per capire se esistano differenze significative, relative alla salute e alla longevità, tra i due gruppi. Il numero possibile di ascendenti unici in ogni generazione. La seguente tabella mostra il numero di individui in ogni generazione e il numero cumulativo fino alla decima generazione.
![]() Gran parte dei Barboni standard hanno 300-400 ascendenti unici in 10 generazioni. Il livello più basso che ho riscontrato nei pedigree è 79 e il COI approssimativamente di 70%. Il più alto è 700-800 con un COI al di sotto del 5%. Tra tutti i pedigree che ho esaminato, quello di Cafe Rubio de Beau Raccoon di Dorothy Dehn, ha il numero più elevato di ascendenti unici come indicato nell’ultima colonna della tabella. Si tratta di un pedigree davvero notevole. (Il suo COI è 3.34%).
Dr. John B. Amstrong, Ph. D. Con i ringraziamenti a Kathleen Armstrong Testo tradotto da Nicola Cacciola
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