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Ereditarietà della coda e delle orecchie PDF Stampa E-mail

Scritto da Cinomania   
Lunedì 08 Febbraio 2010 07:37

Ereditarietà della coda e delle orecchieMolti studiosi hanno tentato di risolvere il problema della eredità delle code corte o geneticamente mozze, concludendo in genere che la coda corta è dominante o incompletamente dominante rispetto alla lunghezza normale, che il gene è letale nella condizione omozigote, così i cuccioli con coda naturalmente mozza che sopravvivono sono sempre eterozigoti. Comunque nei Breton, in cui i geni della “coda mancante” non hanno effetti letali, l’eredità di questa condizione si fa risalire a molteplici fattori e non ad un gene singolo (Lienhard, 1932).

Pulling (1953 a, 1957), trovò che nei Cocker Spaniel sia la mancanza di coda o anuria, che la coda corta con uno o più flessi, o brachiuria, erano ereditate come caratteri recessivi ed i due geni erano probabilmente indipendenti tra loro, cioè non allelici. La coda a nodo nei Bulldog e Bulldog Francesi è ritenuta dominante rispetto alla normale coda dritta e si afferma che il carattere coda lunga (dominante), oppure corta, è controllato da un’altra coppia indipendente di geni (Stockard, 1941); ma Whitney (1948) trova troppo semplice tale spiegazione. Anch’egli non riscontra una eredità mendeliana semplice del portamento della coda o della sua lunghezza negli incroci tra razze, e le code degli animali della F1 erano di tipo intermedio tra quelle dei genitori. Probabilmente sono coinvolti molti fattori, come confermano la maggior parte degli incroci di Stockard e come propone anche Sailer (1954), che in un articolo di rassegna sulle malformazioni caudali afferma che di otto forme anormali, cinque sono ereditarie. Esse sono: assenza delle vertebre caudali, mancanza di coda, coda a moncone, coda corta, coda tozze e molle; la coda a moncone è ordinariamente causata da un gene dominante autosomico a penetranza incompleta, gli eterozigoti per il quale sono identici agli omozigoti. Alcune ricerche sull’eredità della condizione detta “coda mozza” o “Stub” (St), condotte da Curtis et al. (1964) nei Beagle, suffragano l’ipotesi di un singolo fattore dominante autosomico con penetranza ridotta. Gli accoppiamenti selettivi condotti in questa razza per ottenere code più corte hanno fatto si che le generazioni che si succedevano presentassero un numero medio di vertebre caudali progressivamente minore, finché, proseguendo le pratiche di incroci tra consanguinei e di selezione, sono comparsi anche due esemplari con spina dorsale bifida.

 

L’eredità delle dimensioni e del portamento dell’orecchio sono di grande importanza per gli allevatori di cani da esposizione e anche da lavoro, dal momento che il portamento dell’orecchio è una delle poche caratteristiche esteriori che hanno importanza nei Border Collie ed in un certo senso anche nei Terrier da lavoro, nei segugi e nei cani da ferma. Anche la consistenza delle orecchie, spesse o sottili, è considerata con attenzione da parte degli allevatori di cani da caccia per la sua supposta connessione con il senso dell’odorato, ritenendosi che orecchie lunghe e sottili siano legate ad una buona capacità olfattiva.

La ricerca più completa sull’argomento fu portata a termine da Iljin che postula una serie di tre geni allelici:

  • Ha (orecchie semi-erette da “terrier”)
  • H (orecchie pendenti come nei segugi)
  • h (orecchie erette)

L’Ha è completamente dominante sull’H e h, mentre H è solo parzialmente dominante sull’h, avendo l’eterozigote Hh orecchie semi-erette, mentre un gene indipendente determinerebbe il tipo di orecchio del Borzoi e un altro tipo di orecchio pendente sarebbe recessivo rispetto a quello eretto. E’ probabile però che l’effetto di ciascun fattore che influenza il portamento dell’orecchio dipenda dalle dimensioni a dalla consistenza dell’organo e di conseguenza si incontrano anche dei tipi intermedi oltre a quelli descritti da Iljin; l’ipotesi di questo Autore deve quindi considerarsi troppo schematica e questi caratteri dipendono certamente da diversi fattori che forse agiscono modificando i geni già indicati. Kelley (1949) osserva che i cani del suo allevamento dotati di orecchio eretto generavano una discendenza uguale, quindi questo carattere può ritenersi recessivo semplice.

Quanto alla piccola dimensione dell’orecchio del Pastore Tedesco notiamo che essa è dominante rispetto al grande orecchio del Pointer e che il più piccolo orecchio triangolare dei Pointer è dominante su quello più grande del Kurzhaar (Marchlewski, 1930 a). Il portamento dell’orecchio pendente è imperfettamente dominante su quello eretto negli incroci fra razze diverse; ma entro la razza del Pastore Tedesco l’orecchio eretto pare sia incompletamente dominante su quello piegato (Humphrey e Warner). Stockard (1941) ammette che l’orecchio eretto del Pastore Tedesco sia dovuto a molteplici fattori e che in certi incroci il suo portamento sia indipendente dalle dimensioni; le orecchie pendenti sembrano dominanti su altri tipi di portamento. Un caso sorprendente osservato da questi Autori si ebbe reincrociando con un Boston Terrier, la F1 Boston Terrier x Bassotto: il cane ottenuto aveva le orecchie larghe del Bassotto ma erette come nel Boston Terrier. Nel suo lavoro del 1949, Hauck non trova correlazione tra dimensione e grado di erezione dell’orecchio, da un lato, e ampiezza e profondità della fossa del processo postorbitale dell’osso frontale, dall’altro, come d’altra parte non esistevano differenze di razza o di sesso a questo riguardo.

 

 

Tratto da “Genetica del cane” di Marca Burns e Margaret N.Fraser, Olimpia Editore


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