| Caccia ai geni responsabili dei tratti morfologici nel cane |
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| Scritto da Cinomania |
| Martedì 09 Marzo 2010 11:57 |
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La morfologia della specie canina mostra una vastissima variabilità. Tre le centinaia di razze, si osservano differenze importanti per quanto riguarda la taglia, la forma, la tessitura e il disegno del mantello e dei suoi colori. Lo studio del genoma canino, è ormai sul punto di chiarire definitivamente i meccanismi molecolari che regolano tali differenziazioni nei mammiferi. In un articolo pubblicato su PLoS Biology, il 2 Marzo 2010, i ricercatori del National Human Genome Research Institute (NHGRI) descrivono i progressi scientifici nella comprensione dei meccanismi genetici che regolano la morfologia canina. Esistono più di 300 razze canine al mondo, tra cui 170 riconosciute all’America Kennel Club e fanno tutte parte della stessa specie: Canis Familiaris. Gli autori affermano che il genoma del cane possiede caratteristiche uniche, tali da renderlo particolarmente adatto per gli studi genetici e sostengono inoltre che le razze possono essere suddivise in cinque gruppi principali, derivati dalle antiche popolazioni dei loro antenati. “Lo studio della variabilità nella specie canina, ci aiuta a comprendere meglio i meccanismi del genoma da cui dipendono i tratti condivisi da più specie, comprese alcune malattie dell’uomo”, afferma l’Autrice Elaine Ostrander (Ph.D), Direttrice del Cancer Genetics Branch dell’NHGRI. Nell’articolo in questione, si evidenziano le caratteristiche uniche delle popolazioni canine e come esse possono fornire degli utilissimi approcci per gli studi genetici. Inoltre, si sottolineano i progressi ottenuti nello studio del genoma canino, che hanno fatto luce su alcuni meccanismi genetici che controllano le caratteristiche proprie di certe razze. Per esempio, la ricerca dei geni responsabili di alcune importanti caratteristiche possedute da più razze (come gli arti corti) è più semplice data la diversità genetica osservata tra le razze E’ inoltre più semplice identificare i geni letali nei cani, piuttosto che nella popolazione umana in cui si registra una più grande variabilità genetica. Sono diversi i meccanismi osservati nello studio del genoma canino, capaci di produrre grandi differenze somatiche tra le razze e di generare quindi nuove varianti genotipiche, non letali, che potranno poi essere selezionate e fissate dagli allevatori. Nell’articolo si parla inoltre di interessanti scoperte riguardo alcuni geni responsabili di particolari caratteristiche, dagli arti corti del Bassotto e del Corgi, alla differenza nella grandezza dello scheletro e alla tessitura e ai colori del mantello. “Le combinazioni di diverse pratiche di allevamento nella storia della selezione del cane e le probabili capacità di subire mutamenti molecolari di adattamento, hanno reso il genoma canino, un modello straordinario per lo studio genomico”, afferma Abigail Shearin, studentessa alla Facoltà di Veterinaria all’Università della Pennsylvania.
Questo progetto è supportato dal Program of the National Human Genome Research Institute e dal Howard Hughes Scholars Program.
Fonte: ScienceDaily Traduzione a cura di Nicola Cacciola Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |



