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06 | 01 | 2009
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SIT: corso di aggiornamento per esperti giudici - Si informano gli esperti giudici interessati, che la Società Italiana Terriers organizza in località Ivrea, presso il Centro Fiere Adriano Olivetti – P.zza Mascagni – ex Area Montefibre, per sabato 18 ottobre 2008, un corso di aggiornamento per esperti giudici. La conferenza sarà tenuta dall’esperto giudice e handler inglese specializzato nella razza Airedale Terrier Kevin Brown (UK). Alla conferenzaseguirà un dibattito. Fonte: ENCI
L’altro lato della cino-politica PDF Stampa E-mail
Scritto da Manuel Codo   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 18:21

........E adesso la vittoria sta per diventare definitiva, perché al governo è arrivata una dei loro: Francesca Martini, 47 anni, leghista. È lei il nuovo sottosegretario alla Salute che ha la delega a riscrivere le regole di questa guerra silenziosa. Sarà perché è bionda, sarà perché è tosta, sarà perché si è subito schierata con i cani, sarà perché si muove - parole sue - "come un caterpillar" - fatto sta che l'hanno già soprannominata "il nostro pitbull col rossetto".

Da http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/circello-cani/cani-killer/cani-killer.html

 

“Non è tutto oro quello che luccica ... l’altro lato della cino-politica”

di Manuel Codo

Quando le riferisco il paragone con Sarah Palin, la grintosa vice di John McCain, lei fa una sola precisazione: "Io non uso il rossetto". Ma si capisce che la metafora non le dispiace affatto. Perché lei non ha nulla contro i pitbull. Anzi. Da quando ha varcato il portone del ministero, di fronte all'isola Tiberina, è diventata il loro avvocato nel Palazzo. È a loro che ha riservato il suo primo annuncio, l'abolizione della lista dei cani pericolosi. "Confermo: l'elenco sparirà. Perché le razze pericolose non esistono. Esistono razze storicamente più reattive, ma questo non vuol dire che siano più pericolose".

Adesso, alla vigilia dell'emanazione della sua ordinanza (e di un disegno di legge che seguirà a ruota), il sottosegretario leghista anticipa un'altra novità, un altro passo avanti sulla strada della liberazione dei pitbull: la museruola presto non sarà più obbligatoria. "Responsabilizzeremo i proprietari" spiega. "Se uno sa che il suo cane è reattivo e mordace, allora userà la museruola. Altrimenti no. Chiaro?". Chiarissimo.

Il vento è cambiato, al ministero della Salute, e presto lo scontro si accenderà nelle aule parlamentari, chiamate ad approvare le nuove regole. Quelle attuali non piacciono a nessuno: troppo crudeli per gli animalisti, troppo permissive per i loro avversari. Oggi, in base all'ordinanza ministeriale firmata nel 2006 dal ministro Livia Turco, i proprietari di 17 razze "a rischio di aggressività" hanno l'obbligo di "applicare sia il guinzaglio sia la museruola ai cani, sia quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico sia quando si trovano nei locali pubblici e sui pubblici mezzi di trasporto".

Ora, se riuscite a ricordarvi qual è l'ultima volta che avete visto un pitbull con la museruola, o se vi viene in mente un'occasione - una sola - in cui avete visto i vigili multare chi non teneva il suo rottweiler al guinzaglio, potete farvi da soli un'idea del potere deterrente delle nostre regole.

"Il problema vero - commenta la veterinaria Maria Cristina Osella, specializzata nella diagnosi e nella terapia dei disturbi comportamentali dei cani - è che non tutte le razze dei cani sono uguali. Può essere sbagliato creare liste di proscrizione, ma la genetica non è acqua. Uno degli effetti della selezione genetica compiuta dall'uomo è che in alcuni cani la soglia di reattività è diventata sempre più bassa, rendendoli più pericolosi di altri. Poi ci sono cani che hanno un apparato muscolare, una potenza mascellare e una agilità straordinaria che consentono loro di saltare con un balzo alla gola di un uomo. E dunque per i cani di taglia medio-grossa, quelli che sono in grado di provocare ferite gravi o addirittura la morte, è indispensabile stabilire regole rigide".

Ogni anno, accusa il Codacons, vengono denunciati 70 mila casi di aggressioni compiute da cani. Certo, la maggior parte sono morsi da infermeria, piccole ferite inferte da piccoli cani. Ma le aggressioni dei molossoidi (come i pitbull e i rottweiler) sono in aumento, e non solo in Italia. E quando le vittime sono le più indifese, i bambini, l'orrore supera i confini nazionali: due anni fa, nel giro di poche settimane, vennero azzannati e uccisi da un rottweiler o da un pitbull una bimba di cinque mesi a Londra, un bambino di 14 mesi nel Sussex, Inghilterra, un neonato a Cuxhaven, Germania, e un bambino di quattro anni a Houston, Texas.

Queste sono le storie che finiscono sui giornali. Poi ci sono episodi minori, di cui resta traccia solo nei registri degli ospedali, e nella vita di chi è sopravvissuto: la ragazzina di undici anni ridotta in fin di vita da un cane corso di 50 chili (Belgirate, 1° febbraio 2007), la bambina di sei anni sfigurata al volto, dal naso alla fronte, da un rottweiler che aveva rotto la catena (Cisterna di Latina, 21 agosto 2002), la venticinquenne che pattinava tranquilla e se l'è cavata con cento punti di sutura quando è stata assalita da due rottweiler fuggiti da una villa (Padova, 9 dicembre 2006).

Il fatto che a provocare la tragedia sia quasi sempre il cane di casa, lo stesso che fino a un istante prima era sempre stato "buonissimo, dolcissimo e affettuosissimo", è forse l'elemento più inquietante: possiamo passeggiare tranquilli, quando vediamo venirci incontro, liberi come l'aria, questi cani che in un momento d'ira sono capaci di uccidere persino i loro padroni?

"Non esistono cani cattivi, esistono solo cattivi padroni", è la risposta che danno i difensori dei pitbull. Ma chi sono i padroni dei pitbull? "La maggior parte - spiega Giuseppe Bossi, un appassionato cinofilo che con la moglie Floriana dedica da tre anni tutto il suo tempo libero al volontariato nel canile comunale della Via del Mare, a Roma - sono persone che vogliono sentirsi forti ostentando il loro cane. Il pitbull diventa lo strumento del loro machismo, o della loro prepotenza. E dunque più il cane è aggressivo, più loro sono contenti. Pazienza se ci vanno di mezzo gli altri cani. L'anno scorso, a Primavalle, un pitbull ha ucciso sei cani, uno la settimana: il padrone continuava a lasciarlo sciolto.

Poi, certo, ci sono i proprietari più responsabili e coscienziosi. Ma neanche loro sono sempre in grado di controllare il loro animale. Un mio vicino di casa aveva un rottweiler, che gestiva con grande scrupolo. Una persona attentissima. Finché un giorno il cane tentò di assalire un bastardino che gli passava vicino, il padrone lo tirò indietro per impedirglielo e quello gli si rivoltò contro furiosamente, all'improvviso. Lo azzannò al braccio e non voleva saperne di mollare la presa. Sangue, urla, botte: niente. Per fortuna una persona riuscì ad infilare un bastone nel collare del rottweiler, torcendolo finché il cane non si staccò dal braccio".

L'esperienza, insomma, consiglierebbe di adottare qualche rimedio. Già, ma quale? In Germania, dopo che un pitbull ha ucciso un bambino di sei anni che stava andando a scuola, ad Amburgo, i cani pericolosi sono stati messi al bando. La Francia, che ha vietato il possesso dei "cani d'attacco", ha inasprito l'anno scorso le pene per i proprietari: se il cane uccide un uomo, fino a dieci anni di carcere.

La Gran Bretagna ha proibito dal 1991 alcune specifiche "razze pericolose": la prima è il pitbull. Seguono il Dogo Argentino (un cane che è perfettamente in grado di uccidere un puma), il Fila Brazileiro (creato nell'800 per dare la caccia agli schiavi in fuga dalle fattorie, sbranandoli) e il Tosa Inu (micidiale cane giapponese da combattimento). Fuori dall'Europa sono ancora più drastici: in Australia e in Canada, dal 2005, è obbligatorio sterilizzare gli esemplari già esistenti per arrivare gradualmente alla scomparsa di queste razze.

Forse è proprio alle severissime regole adottate al di là dell'Oceano che si è ispirato il senatore Andrea Fluttero (Pdl), quando ha scritto la sua proposta di legge sui cani "potenzialmente pericolosi". Una proposta che va nella direzione opposta a quella del sottosegretario Martini, e che vieta la vendita dei cani "potenzialmente pericolosi" e rende obbligatoria la loro immediata sterilizzazione. "Io adoro il mio cane - dice Fluttero - ma prima di tutto vengono le persone.

Proprio come la legge vieta il commercio, la riproduzione e la detenzione di una tigre o di un coccodrillo, sarebbe giusto prevedere lo stesso divieto per quelle razze di cani che mettono a rischio l'incolumità pubblica. E non mi vengano a dire che un chihuahua è uguale a un pitbull. Il primo se mi morde può farmi un graffio, il secondo può uccidermi. C'è una certa differenza, direi...".

Ma non dite al sottosegretario Martini che forse - forse - sarebbe il caso di fare qualcosina di più, per evitare di esporre i nostri figli al pericolo di trovarsi un giorno o l'altro davanti a un pitbull che, potenzialmente, può ucciderli. Lei vi risponderà, come ha fatto con me, che questo pericolo non esiste. Neanche potenzialmente. "Potenzialmente, anche lei adesso potrebbe darmi un pugno. Ma io non pretendo che lei vada in giro con le mani legate. Potenzialmente, anche un uomo può uccidere un altro uomo. Cosa facciamo, mettiamo al bando la razza umana?". Una risposta che toglie anche l'ultimo dubbio: è proprio lei, questa leghista bionda di Verona, il nostro "pitbull col rossetto".

“Ecco, è fatta, finalmente siamo riusciti ad ottenere il tanto atteso risultato!!!” Questo il tono della maggior parte delle dichiarazioni a caldo da parte dei proprietari di cani dopo aver letto quanto riportato dal sottosegretario alla Salute Martini, l’unico politico che, a mia memoria, si stia occupando in maniera concreta del “problema” cinofilo in Italia. Ma dov’è la verità in tutto questo? Sarà proprio così come la situazione ci viene sempre presentata e raccontata? Io, nonostante sia un amante dei cani, mi permetto di dissentire di molte parti dell’articolo nonostante diversi siano i punti interessanti … e vi spiego perché.

"Responsabilizzeremo i proprietari" spiega la Martini. "Se uno sa che il suo cane è reattivo e mordace, allora userà la museruola. Altrimenti no. Chiaro?"
Certo, è come dire ... se ti senti di guidare la macchina a 300 km/h perché credi di essere bravo fallo pure .. o se credi di non sentirti ubriaco dopo una serata passata al pub a bere con gli amici mettiti pure alla guida … quando poi scoprirai che non sei né un piccolo Villeneuve né un Highlander e ti verranno a recuperare stampato contro un pilone in cemento armato … allora capirai e capiremo che non eri poi tanto in grado di valutarti. Tutte le società, siano esse composte da uomini o animali, hanno delle regole ben definite che volenti o nolenti devono essere rispettate, leggi valide per tutti sulla base del tangibile e non del pensiero del singolo individuo.

E ancora "Ora, se riuscite a ricordarvi qual è l'ultima volta che avete visto un pitbull con la museruola, o se vi viene in mente un'occasione - una sola - in cui avete visto i vigili multare chi non teneva il suo rottweiler al guinzaglio, potete farvi da soli un'idea del potere deterrente delle nostre regole."
Vero, e allora la domanda nasce spontanea e quindi cosa serve fare tutti gli anni ordinanze nuove se poi nessuno le rispetta? Cosa serve fare un processo a un delinquente e condannarlo per poi mandarlo a casa perchè il carcere è pieno? Emanando leggi nuove non cambierà niente se nessuno non si metterà nell'ottica del controllo.

Le leggi, seppur vecchie e nate per altri motivi, ci sono e forse sono anche troppe perché oggi ogni singolo comune ha facoltà di emanare ordinanze in materia di “detenzione degli animali” e quindi, ognuno di noi, prima di affrontare un viaggio dovrebbe telefonare ad ogni comune che attraverserà per sapere se dovrà accedere sul territorio con guinzaglio e museruola o se, nelle peggiori delle ipotesi, non potrà nemmeno sostare sul territorio comunale come accadde qualche anno fa a Cesena dove nessun Pit Bull e Rottweiler poteva mettere zampa sul territorio comunale!

"Il problema vero - commenta la veterinaria Maria Cristina Osella, specializzata nella diagnosi e nella terapia dei disturbi comportamentali dei cani - è che non tutte le razze dei cani sono uguali. Può essere sbagliato creare liste di proscrizione, ma la genetica non è acqua. Uno degli effetti della selezione genetica compiuta dall'uomo è che in alcuni cani la soglia di reattività è diventata sempre più bassa, rendendoli più pericolosi di altri. Poi ci sono cani che hanno un apparato muscolare, una potenza mascellare e una agilità straordinaria che consentono loro di saltare con un balzo alla gola di un uomo. E dunque per i cani di taglia medio-grossa, quelli che sono in grado di provocare ferite gravi o addirittura la morte, è indispensabile stabilire regole rigide".
E come no?! Vorrei vedere se il mio barboncino mordesse un occhio di suo figlio strappandoglielo se direbbe le stesse cose: è vero che un cane grosso e muscoloso possiede un potenziale piu' alto ma tutti i cani hanno i denti e tutti sono in grado di mordere, la soluzione non è quindi capire chi potrebbe fare piu' o meno danni, ma prevenire qualsiasi tipo di morsicatura. La dott.ssa sarà sicuramente un’ottimo veterinario ma l’errore stà ancora una volta nel limitarsi a guardare il cane e non il nucleo sociale composto da cane e uomo; e chi lo dice alla dott.sa che il problema morso non è legato solo ai punti di sutura che ti danno in ospedale ma al fatto che, ad esempio,la fobia che segue un morso è un problema psicologico che puo’ essere anche trasmessa a livello fetale dalla madre alla figlia in grembo ... e vi sembra poco?

E ancora: L'esperienza, insomma, consiglierebbe di adottare qualche rimedio. Già, ma quale? In Germania, dopo che un pitbull ha ucciso un bambino di sei anni che stava andando a scuola, ad Amburgo, i cani pericolosi sono stati messi al bando. La Francia, che ha vietato il possesso dei "cani d'attacco", ha inasprito l'anno scorso le pene per i proprietari: se il cane uccide un uomo, fino a dieci anni di carcere.
Ma che mezza verità è questa? E’ vero che in Francia si ha dato il via all’eliminazione delle razze ritenute “pericolose” ma questa è una goccia nel mare! Gli stati uniti, molti paesi scandinavi e la Germania in primis hanno promosso e istituito la patente obbligatoria per tutti coloro che hanno un cane, patente rilasciata dalle istituzioni per le istituzioni e i numeri parlano chiari ... meno problemi e cani piu' educati.

Ma non c’è solo la patente, si parla di monte regolate, di controlli sui riproduttori, di cuccioli venduti con l’obbligo di frequenza di un corso di addestramento, di autorizzazioni e abilitazioni per ogni singolo elemento della famiglia che vuole portare il cane a passeggio, ecc.
Sì, un attimo, tutto bello ma torno coi piedi per terra e mi ricordo che stiamo parlando dell'Italia, il paese dove piu' della metà dei cani nemmeno sono chippati e vaccinati!!!! Piu’ controlli significano meno problemi, meno randagismo e meno combattimenti clandestini. Allora diventa inutile trovare una soluzione ogni anno o, peggio ancora, ogni volta che un cane morde; qui bisogna iniziare da capo, responsabilizzando i padroni fin da subito, dall'acquisto, lavorando sulle persone e non sulle liste dei cani piu' o meno "pericolosi", bisogna investire sui padroni per far capire loro che il cane non è un bambino, che lavorare col cane porta ad avere cani educati, che lavorare col cane porta a conoscere il cane, che il cane che scondinzola non significa che sia sempre "buono", che il cane "morde" e morde se portato a determinate condizioni. Bisogna insegnare ai nostri figli che urlare al cane, tirargli la coda, dargli degli schiaffetti sulla testa o fissarlo negli occhi è il modo migliore per innervosirlo.
Dire e dimostrare al padrone che la museruola non è uno strumento di tortura se portata nel modo corretto ma che puo' servire a mantenere un equilibrio fra cinofobi e cinofili nella società odierna formata da universo uomo e universo cane, gruppi ben distinti con regole differenti ma che devono convivere sempre piu’ a stretto contatto.
Bisogna iniziare con la formazione dei padroni, insegnar loro i messaggi lanciati ogni istante dal cane, insegnar loro che è comodo andare dal toelettatore per non sporcarsi le mani ma che dietro quelle mani sporche non abbiamo solo ottenuto un risultato estetico ma abbiamo rinforzato un rapporto di leadership col cane.

Leader che? …. Leadership, sì perché tutto si evolve e perché siamo nel 2008 e la scuola classica di addestramento si è evoluta, che se il cane lascia i suoi bisogni in casa non serve a niente mettergli il naso dentro, che uno schiaffo sul sedere del cane col giornale arrotolato non conta e che quando il cane monta una gamba ad un uomo non ha bisogni sessuali ma lancia un messaggio ben diverso ma altrettanto preciso: io sono il capo!!! Spesso ci si dimentica che il problema in questi casi non è il cane o la cinofilia in generale, ... il problema è che oggi il cane non è piu’ una esclusiva delle campagne ma è un abitante della città, città che non è ancora pronta e preparata ad accogliere e gestire il cane.
Manca la “Cultura Cinofila”, questo è il vero e grande problema e non se un pit bull è più cattivo e potente di un Amstaff o di un Rottweiler.
I numeri e i dati parlano chiaro e sono i meticci i cani che mordono di più in Italia ... ma qualcuno ha sentito parlare di ordinanze sui meticci? E sui pastori tedeschi?

E peggio ancora, qualcuno ha mai fatto notare a tutte queste persone che decidono chi inserire nelle liste nere che l’11 settembre a Ground Zero c’erano anche dei Rottweiler a cercare di estrarre persone dalle macerie, che in Italia il cane brevettato in protezione civile col punteggio più alto è tuttora un American Pit Bull Terrier, che tantissimi sono i Rottweiler, i Pit Bull, i Dogo Argentini presenti fra le file di Croce Rossa, Protezione Civile, Polizia di Sato, ecc. Mosche bianche o semplicemente cani in mano a persone responsabili? Basta distinzioni, basta pregiudizi, è ora di passare al concreto. Allora io dico sì alla museruola, sì al patentino e sì a quant’altro è necessario a dimostrare che il cane è l’unica vittima di questo sistema e l’uomo il solo responsabile di questo problema.

 

 


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 09 Ottobre 2008 01:29 )
 
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