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Malattie trasmissibili dagli animali all’uomo PDF Stampa E-mail

Scritto da Cinomania   
Mercoledì 12 Novembre 2008 00:56

Malattie trasmissibili dagli animali all’uomoTutti sanno che esiste la possibilità che l’uomo e gli animali si trasmettano reciprocamente malattie, che sono definite zoonosi. Le zoonosi conosciute sono molto numerose (oltre 150) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria. Nel mondo moderno queste malattie, a causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti di origine animale tra i vari paesi, acquistano un’importanza crescente. Inoltre il pericolo della loro diffusione è ulteriormente aggravato dall’aumento degli animali, domestici e selvatici, che sempre più numerosi vivono in ambiente urbano.

Le zoonosi possono diffondersi da un animale all’altro e dagli animali all’uomo, mentre di solito non si trasmettono da un uomo all’altro. Perciò l’uomo si ammala soltanto tramite gli animali.
Gli animali possono trasmettere la malattia direttamente all’uomo: in questo caso sono interessati soprattutto i proprietari degli animali. Spesso però non è necessario stare a contatto con l’animale per ammalarsi, ma è sufficiente venire a contatto con cose ed oggetti che, a loro volta, sono stati contaminati dagli animali infetti: generalmente si tratta del terreno, che viene inquinato dagli animali e dalle loro feci ed urine.
Un altro gruppo di malattie di trasmette dagli animali all’uomo con gli alimenti di origine animale: consumare carni, latte ed altri alimenti contaminati può causare all’uomo diverse malattie.
Considerate le differenti possibilità di contagiarsi che ha l’uomo, divideremo le malattie che ci interessano in tre capitoli:

  • Zoonosi trasmesse dagli animali da compagnia (cani, gatti, ecc.)
  • Zoonosi trasmesse tramite il terreno
  • Zoonosi trasmesse con gli alimenti di origine animale.

Zoonosi


Di ognuna delle malattie che saranno descritte e che sono tutte presenti in Italia, verranno precisate le caratteristiche e la gravità (“La malattia”), le modalità della trasmissione (cioè come avviene il passaggio della malattia dagli animali all’uomo: “La trasmissione della malattia”) e le norme per evitarla (cioè le precauzioni che servono per non contrarre la malattia: “La prevenzione”).



Zoonosi trasmesse all’uomo dagli animali da compagnia

1. RABBIA

La malattia: E’ causata da un virus che provoca danni gravi ed irreparabili al sistema nervoso. E’ una malattia sempre mortale che colpisce l’uomo e tutti gli animali a sangue caldo. Dopo la comparsa dei primi disturbi ogni tentativo di salvare l’animale o la persona colpiti è inutile e la morte sopravviene in pochi giorni. Perciò sono estremamente importanti i provvedimenti di prevenzione, che debbono essere particolarmente severi nelle zone in cui la malattia è presente ed in quelle circostanti.

La trasmissione della malattia: La rabbia colpisce tutti gli animali a sangue caldo, domestici e selvatici. Essa viene trasmessa prevalentemente con il morso degli animali infetti.
Attualmente l’infezione è presente in tutta Europa con un ciclo detto silvestre: infatti colpisce gli animali selvatici. La malattia viene trasmessa soprattutto da animali carnivori morsicatori, ed in particolare le volpi; dagli animali selvatici la rabbia può passare agli animali domestici, generalmente quando cani o gatti sono morsicati da volpi. Ha così inizio il ciclo urbano o cittadino: la malattia si diffonde dove vive l’uomo, colpisce tutti gli animali domestici e viene trasmessa soprattutto da gatti e cani.
L’uomo può essere contagiato sia nel ciclo silvestre sia in quello urbano, in conseguenza di morsi, graffi ed anche per il semplice contatto con la saliva degli animali infetti. E’ importante sapere che la saliva può già essere infetta quando la malattia è ancora in incubazione; perciò, anche se l’animale si presenta ancora del tutto normale, la sua saliva può già trasmettere la rabbia.

Chi è esposto al rischio: Tutta la popolazione delle zone infette e soprattutto chi , per lavoro o per svago, si reca nelle zone boschive e nei parchi montani.

La prevenzione nelle zone infette ed in quelle circostanti:

Che cosa fare per impedire il ciclo urbano della malattia. Poiché per l’uomo è molto facile contrarre la malattia dagli animali domestici, bisogna adottare ogni precauzione per impedire il ciclo urbano della malattia: si deve cioè evitare che gli animali selvatici contagino gli animali domestici. E’ quindi necessario:
  • vaccinare tutti i cani da caccia e da pastone, che sono i più esposti al rischio dell’infezione, e tutti i cani delle zone infette;
  • eliminare il randagismo di cani e gatti.
  • condurre i cani al guinzaglio;
  • non depositare i rifiuti in luoghi accessibili agli animali :infatti le discariche non protette da recinzioni sono un richiamo sia per le volpi sia per i cani e gatti; questi animali domestici in caso di presenza delle volpi infette possono essere facilmente morsicati e contrarre la malattia;
  • controllare la popolazione delle volpi; un numero non equilibrato di volpi può infatti facilitare la diffusione della malattia;
  • segnalare alla Azienda Sanitaria Locale – Servizio Veterinario, qualsiasi ritrovamento di animale morto ed ogni comportamento spiccatamente anormale di animali selvatici e domestici. Infatti il virus della rabbia aggredisce il sistema nervoso, provocando modificazioni di indole e di comportamento negli animali colpiti.
Quando sospettare la malattia. La malattia deve essere sospettata quando si osservano:
  • volpi o altri carnivori selvatici che hanno perso l’abituale prudenza e si avvicinano all’uomo, alle case, senza atteggiamento guardingo, che manifestano un’insolita indifferenza agli stimoli oppure una spiccata aggressività verso cose (ad esempio un bastone avvicinato senza violenza all’animale), animali e persone.
  • Cani che presentano modificazioni del carattere (un cane docile può diventare senza ragione aggressivo o viceversa) e del comportamento (il cane abbaia o scodinzola a persone immaginarie, mangia di tutto con eccessiva voracità, si nasconde in luoghi bui ed appartati, fugge dai luoghi in cui vive abitualmente). Quando la malattia procede, il cane ha crisi di eccitazione violenta alternate a periodi in cui si mostra molto depresso; la mandibola è paralizzata e la bocca resta semiaperta, l’animale non può deglutire e la saliva cola abbondante. Il cane rabido (malato di rabbia), non abbaia, di solito ulula con voce rauca.
  • Gatti che modificano il loro comportamento, si nascondono in angoli bui e se sollecitati ad uscire mordono e graffiano.
Che cosa fare se il proprio cane viene morsicato. Bisogna rivolgersi al veterinario. Il vostro cane sarà immediatamente vaccinato. Se potete identificare il cane o l’animale morsicatore, questo sarà tenuto in osservazione per 10 giorni, per stabilire se è affetto da rabbia (in questo caso, se la saliva era infetta, la malattia che era in incubazione, si manifesta). Se l’animale morsicatore risulta malato, il cane morsicato dovrà essere soppresso o sequestrato sotto vigilanza sanitaria per 2- 6 mesi. Se non potete disporre dell’animale morsicatore, bisognerà procedere come se questo fosse rapido, cioè con il sequestro del cane morsicato, anche a domicilio.
Che cosa fare se si è morsicati da un cane, da un animale selvatico, graffiati da un gatto sospetto. Poiché la saliva è infettante prima che la malattia cominci, bisogna prendere misure adeguate anche se l’animale morsicatore si presenta del tutto normale. Innanzitutto si deve lavare e disinfettare bene la ferita.
Quindi bisogna recarsi in ospedale: intorno alla ferita sarà iniettato siero antirabbico e sarà praticata la vaccinazione. In questo modo il virus, che raggiunge il cervello molto lentamente, può essere bloccato prima che agisca. Inoltre vi sarà iniettato siero antitetanico, se non siete vaccinati contro il tetano (vd. Malattie trasmesse tramite il terreno).
Se l’animale che ha morsicato è mantenuto sotto controllo ed in 10 giorni non si manifesta la malattia, il trattamento antirabbico verrà interrotto.
Si ricorda che i casi di morte per rabbia si verificano per lo più in persone che non si sottopongono alla vaccinazione antro il terzo giorno dalla morsicatura.
Le misure di prevenzione in caso di morsicature sono, come si può notare, molto impegnative, sia per il servizio sanitario, sia per il cittadino; si comprende quindi l’importanza dell’uso della museruola per evitare ogni inconveniente.

2. MALATTIA DA GRAFFIO DI GATTO O LINFORETICOLOSI BENIGNA

La malattia: Non si conosce il germe responsabile della malattia, ma si pensa che sia un virus. La malattia si manifesta con il gonfiore di una o più linfoghiandole: si può formare pus e si può avere dolore; ci può essere febbre, non alta. La malattia generalmente guarisce in alcune settimane.

La trasmissione della malattia: La linforeticolosi benigna insorge da una settimana a un mese dopo il contatto con un gatto portatore sano, generalmente un graffio o un morso.

La prevenzione: Evitare di farsi graffiare dal gatto.



3. TUBERCOLOSI

La malattia: E’ una malattia cronica: la forma polmonare si trasmette generalmente con la tosse di animali infetti, quella non polmonare per ingestione di alimenti animali infetti (vd. zoonosi alimentari).
Tre batteri diversi causano la malattia nell’uomo: il micobatterio di tipo umano, quello bovino e quello aviare (degli uccelli). La malattia è particolarmente pericolosa per i bambini.

La trasmissione della malattia: Gli animali da compagnia che possono trasmettere la tubercolosi sono cani, gatti, scimmie e pappagalli. Cani e gatti contraggono la malattia stando a contatto con uomini o bovini infetti, oppure mangiando carni crude o latte non pastorizzato proveniente da bovini infetti.

La prevenzione: Poiché l’infezione da micobatterio umano è ormai rara nel nostro Paese, la sorgente più pericolosa di malattia resta il bovino. Per eliminare la malattia, appositi piani nazionali per il risanamento degli allevamenti bovini sotto il controllo dello Stato prevedono l’abbattimento obbligatorio degli animali infetti.
Per prevenire la malattia nel cane e nel gatto non nutriteli con latte o carni crude di provenienza non sicura.in particolare non si dovrà somministrare al gatto polmone di bovino crudo. È meglio evitare di tenere in casa cani che hanno vissuto in stalle infette.
Scimmie e psittacidi (pappagalli e cocorite) di importazione potrebbero essere infetti da tbc umana e devono essere controllati al momento della importazione.



4. DERMATOFIZIE (tigna) E SCABBIA (rogna)

La malattia: Si tratta di due malattie della pelle. Le dermatofizie sono micosi cutanee, causate da microscopici funghi (specie diverse di Microsporum e Trichophyton) che colpiscono gli animali domestici (in questi provocano la caduta del pelo in zone rotondeggianti: tigna tonsurante) e l’uomo (possono essere colpiti capelli, pelle, unghie, particolarmente nei bambini).
Fra gli animali domestici i can sono frequentemente colpiti, mentre i gatti sono spesso portatori sani.
Anche i topi sono responsabili della diffusione della malattia. La scabbia o rogna è invece causata da parassiti non visibili ad occhio nudo (sarcoptes scabini) che vivono in microscopiche gallerie che scavano nella pelle dell’uomo e degli animali domestici. La loro azione è irritante e provoca prurito, formazione di vescicole e croste. Gli animali sono colpiti soprattutto sulla testa.

La trasmissione della malattia:
Le due malattie si trasmettono per contatto con l’animale infetto o con oggetti che sono stati a contatto con l’animale.

La prevenzione: Occorre curare gli animali infetti e limitare al massimo ogni occasione di contatto, mantenendo un isolamento igienico fino alla guarigione. Si ricorda che il gatto trasmette raramente la rogna, ma è portatore sano delle tricofizie.



5. TOXOPLASMOSI

La malattia: È causata da un protozoo (Toxoplasma condii) che presenta un complicato ciclo di vita, durante il quale si moltiplica nei muscoli di numerosi animali e nell’intestino del gatto (specialmente giovane) che è l’animale portatore sano.
Nell’uomo l’infezione con questo agente non causa di solito malattia, che si verfica in forma grave solo in persone con scarse capacità di difesa (immunodepresse), soprattutto bambini. L’importanza di questa infezione è però dovuta agli effetti che esercita sul feto, generalmente quando la donna si infetta per la prima volta durante la prima gravidanza, soprattutto durante il secondo trimestre. In questo caso si possono verificare l’aborto, la nascita di bambini con malformazioni oppure affetti dalla forma grave della malattia.

La trasmissione della malattia: L’uomo si infetta maneggiando o mangiando carni infette crude (vd. zoonosi alimentari) oppure ingerendo occasionalmente il parassita che è stato eliminato dal gatto con le feci, in una forma molto resistente (oocisti). Le feci appena deposte non sono infettanti, ma lo divengono dopo circa due giorni e, mescolandosi col terreno, lo rendono infettante per mesi.

La prevenzione: Il gatto domestico non deve essere nutrito con carni crude e deve essere alimentato a sufficienza per evitare che divori topi e uccelletti: tutte le carni crude possono infatti trasmettere l’infezione. Inoltre le sue feci devono essere eliminate ogni giorno, prima che diventino infettanti, sciacquando poi abbondantemente con acqua bollente gli appositi recipienti.
Con queste semplici norme si limita la diffusione del contagio dei gatti domestici, ma i gatti randagi restano pericolosi diffusori. Essi sono infatti eliminatori del protozoo e contaminano il terreno ovunque, compresi orti, giardini e parchi per bambini: questo pericolo costituisce un ulteriore motivo per eliminare il randagismo dei gatti.
Per i rischi che la malattia comporta, tutte le donne prima o all’inizio della gravidanza devono sottoporsi ad un apposito esame del sangue: se questo è negativo significa che la donna non possiede anticorpi contro il toxoplasma e che durante la gravidanza dovrà seguire scrupolose norme di igiene. Dovrà limitare ogni contatto personale con gatti e lavarsi bene le mani dopo ogni contatto con la terra o con carni crude. Inoltre dovrà consumare solo carni cotte e lavare accuratamente frutta e verdure da consumarsi crude.



6. PSITTACOSI - ORNITOSI

La malattia: E’ causata da germi simili ai batteri detti Clamidie. Nell’uomo la malattia può essere più o meno grave. Spesso si manifesta come un’influenza: talora invece, soprattutto nelle persone anziane, si può avere una grave forma gneralizzata, con polmonite e sintomi nervosi.

La trasmissione della malattia:
La malattia viene trasmessa da uccelli domestici e selvatici: l’uomo si infetta inalando le clamidie disperse nell’aria da questi volatili, di solito portatori sani. Fra gli uccelli da gabbia, sono frequentemente colpiti gli psittacidi (pappagalli, cocorite) ed i canarini. Diffondono la malattia anche i piccioni e gli uccelli da allevamento.

La prevenzione: È consigliabile acquistare solo animali sicuramente sani, provenienti da allevamenti in cui sono rispettate le norme di prevenzione. Gli uccelli importati devono subire un periodo di quarantena prima di essere immessi in commercio.



7. IDATOSI

La malattia: È causata da cisti che contengono le larve di una piccola tenia del cane, l’echinococco. Le cisti si possono formare ovunque nell’organismo, soprattutto nei polmoni, nel fegato e, più raramente, nel rene e nel cervello. Inizialmente sono piccole e non danno disturbi, poi, ingrandendosi, comprimono gli organi come un tumore. La rottura della cisti può essere pericolosa per la vita. La cura è in genere chirurgica.

La trasmissione della malattia: Avviene quando l’uomo ingerisce le microscopiche uova della tenia eliminate dal cane con le feci. Il cane, leccandosi, può portare le uova nella propria saliva o sul pelo; altre uova finiscono nel terreno e possono contaminare oggetti ed alimenti (es. verdure).
Il cane si infesta mangiando carni e visceri (polmone e fegato soprattutto) infestati , non cotti, soprattutto se di ovino ( infatti la malattia è più diffusa dove sono allevati gli ovini , ad es. in Sardegna).

La prevenzione: Il cane non deve mangiare frattaglie, se non ben cotte. Dopo ogni contatto personale con un cane, bisogna lavarsi accuratamente le mani; i bambini devono essere particolarmente sorvegliati ed educati all’igiene. Inoltre la verdura da consumarsi cruda e la frutta devono essere sempre ben lavate.



8. TOXOCARIASI O LARVA MIGRANS VISCERALE

La malattia: È dovuta alla presenza, generalmente nel polmone o nel fegato, di larve di parassiti intestinali del cane e del gatto, gli ascaridi. Talvolta le larve si localizzano nell’occhio, causando la perdita della vista. Sono colpiti soprattutto i bambini da 1 a 3 anni.

La trasmissione della malattia: Il bambino si ammala se ingerisce le microscopiche uova del parassita eliminate dal cane con le feci; anche le feci del gatto possono essere pericolose, ma meno frequentemente. Poiché il cane ed il gatto si leccano, le uova possono essere presenti nella saliva e sul pelo dell’animale, d’altra parte, le uova resistono per molto tempo nel terreno ed i bambini si possono quindi infettare giocando, sia con gli animali sia con la terra e mettendosi le mani in bocca.

La prevenzione: Moltissimi cani eliminano le uova del parassita, sin dalle prime settimane di vita poiché nascono già infestati: i cuccioli devono quindi essere sverminati a 15 – 20 giorni di età, dopo un esame microscopico delle feci che rende visibili le uova. Questo esame dovrà essere ripetuto periodicamente. I cani non devono assolutamente sporcare nei parchi e nei luoghi dove i bambini giocano. Il randagismo deve essere combattuto. Le stesse norme valgono per i gatti.
Inoltre si devono educare i bambini ad osservare le norme di igiene (vedi anche zoonosi trasmesse per contatto con il terreno).



9. LARVA MIGRANS CUTANEA O DERMATITE VERMINOSA

La malattia: È causata dalla penetrazione nello spessore della pelle delle larve di un verme, detto anchilostoma, che parassita l’intestino del cane e del gatto. Il cammino delle larve è molto irritante per la pelle e provoca forte prurito e dolore, particolarmente durante la notte. La dermatite guarisce solo dopo numerose settimane.

La trasmissione della malattia: L’uomo si infetta per contatto con il terreno contaminato dalle feci di cani e gatti. Le feci contengono infatti microscopiche uova del parassita, dalle quali si sviluppano le larve, soprattutto con il caldo dell’estate e nei terreni umidi. I bambini sono i più colpiti, perchè spesso giocano con la sabbia.

La prevenzione: È la stessa che per la larva migrans viscerale. I cani ed i gatti devono essere sverminati e non devono sporcare nei luoghi dove giocano i bambini (parchi gioco, cassoni delle sabbia, spiagge in particolare). Anche per questo motivo si deve eliminare il randagismo di cani e gatti.



10. LEISHMANIOSI

La malattia: Colpisce il cane e l’uomo. In Italia è presente, anche se rara, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole; tuttavia anche la Liguria e le coste in genere possono essere pericolose. È causata da protozoi detti leishmanie. In Italia la leishmaniosi è una grave malattia della pelle.

La trasmissione della malattia: La malattia si trasmette dal cane all’uomo con la puntura di una piccola mosca della sabbia che si nutre si sangue.

La prevenzione: I cani infetti devono essere sollecitamene curati o soppressi. Nelle zone in cui la malattia è presente bisogna premunirsi contro le punture dell’insetto che trasmette la malattia.



11. LEPTOSPIROSI

La malattia: È causata da batteri particolari detti leptospire; colpisce molti animali domestici. La malattia è molto frequente nel cane: gatti e topi sono portatori sani. Nell’uomo è una malattia spesso grave, anche mortale, che provoca epatite e nefrite.

La trasmissione della malattia: Poiché le leptospire sono eliminate dal rene degli animali colpiti, per l’uomo è pericoloso il contatto con le urine o con acque stagnanti contaminate dalle urine stesse (pozze, stagni ecc.).

La prevenzione:
Bisogna evitare di venire a contatto con le urine di cani e gatti e di bagnarsi in acque stagnanti o che possono essere contaminate per la presenza di topi o ratti.
I cani dovrebbero essere vaccinati, sia per proteggerli da una pericolosa malattia, sia per limitare il rischio che la trasmettano all’uomo.



12. SALMONELLOSI

La salmonellosi ha spesso origine dagli animali. Si tratta in genere di una zoonosi alimentare (vedi), ma talvolta può essere trasmessa direttamente da cani, tartarughe, criceti. Per la prevenzione occorre lavarsi le mani dopo ogni contatto con gli animali o i loro rifiuti, e non avvicinare gli animali alla bocca.



13. PULCI, PIDOCCHI E ZECCHE

Pulci, pidocchi e zecche sono parassiti specifici per gli animali che colpiscono e non si trasmettono all’uomo. Tuttavia l’uomo può occasionalmente essere punto da questi parassiti che possono servire da trasportatori di malattie. Ad esempio, la puntura della zecca può portare dagli animali all’uomo la pericolosa febbre Q; un bambino, che giocando porta alla bocca una pulce del cane, può prendere così la tenia del cane (Dipylidium caninum). Ragioni di igiene richiedono perciò che gli animali infestati siano prontamente liberati dai parassiti con gli appositi prodotti in commercio.






 

 

 



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