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Alito cattivo nel cane e nel gatto PDF Stampa E-mail

Scritto da Dario Camuzzini   
Domenica 11 Gennaio 2009 15:43

L’alito cattivo, in termini medici definito come ‘alitosi’, è un problema di frequente riscontro nel cane e nel gatto e il veterinario è spesso consultato per porvi rimedio. Normalmente i proprietari sospettano una cattiva digestione, ed hanno precedentemente cambiato alimentazione, ma con scarsi risultati. In effetti l’alitosi come causa più comune riconosce un qualche problema dentale. La prima cosa da fare è verificare la presenza di placca sui denti, facilmente riconoscibile per il tipico colorito marrone e per la localizzazione alla base dei denti, soprattutto premolari e molari, nei casi più gravi canini ed incisivi.

La placca è formata da batteri, particelle residue di cibo e da una particolare composizione della saliva. Nei cani di piccola taglia questo problema è particolarmente evidente. Se si esamina il paziente al buio illuminando la bocca aperta con una lampada a raggi ultravioletti (lampada di Wood) il tartaro assumerà una caratteristica colorazione arancione, evidenziando in modo chiaro ed inequivocabile il problema, anche negli stadi più iniziali.

A questo punto il medico veterinario normalmente consiglia un’igiene orale, in anestesia generale che prevede un check-up generale ed un ricovero di qualche ora presso una struttura veterinaria. Il costo è di norma superiore ad una detartrasi equivalente per l’uomo, e questo è ampiamente giustificato dalla maggior complessità del trattamento, dalla necessità di una anestesia in soggetti spesso anziani e con problemi cardiaci od organici, dalla necessità di esami pre-anestesiologici. E’ molto importante non temporeggiare e seguire invece il consiglio del medico curante, in quanto una cattiva igiene orale trascurata, non solo peggiorerà il problema dell’alitosi, ma porterà gengiviti e malattia periodontale con eventuale caduta dei denti. Va tenuto presente che una infiammazione cronica orale con proliferazione batterica è spesso la causa sottostante a problemi alle valvole cardiache ed al sistema urinario.

Altre cause di alito cattivo nel gatto possono essere favorite da una particolare ipersensibilità alla placca in gatti predisposti che causa una gengivite linfocitico – plasmacellulare con coinvolgimento di tutta la bocca, oltre a malattie virali croniche come la FIV e la FeLV, che causano immunosoppressione. Ovviamente oltre a queste cause, generalmente risolvibili o controllabili con un’attenta cura della bocca, vi sono particolari malattie che possono instaurare alito cattivo.

  • L’insufficienza renale, comune nel gatto in forma cronica e subdola, può causare cattivo odore dalla bocca, di tipo urinoso, oltre ad un anormale sete e frequenza di orinazione.
  • Infezioni da traumi o corpi estranei della bocca o dell’esofago
  • Gravi infezioni polmonari
  • Malattie debilitanti quali tumori, diabete ed alcune patologie auto immuni.
  • L’abitudine di certi cani di mangiare le proprie feci (coprofagia)

In ogni caso l’alitosi va approfondita e trattata al più presto, in quanto può essere il sintomo di qualcosa di più serio che può mettere a rischio la vita dell’animale.





A cura del dott. Dario Camuzzini, Direttore Sanitario dell'Ospedale Veterinario Cuneese
Ospedale Veterinario Cuneese
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www.ospedaleveterinario.it

Per gentile concessione di:
'TargatoCN'
Quotidiano online della Provincia di Cuneo
e
'La Bisalta''
Settimanale Cuneese



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