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L'avvelenamento da stricnina PDF Stampa E-mail

Scritto da Dario Camuzzini   
Lunedì 23 Febbraio 2009 01:09

L'avvelenamento da stricninaLa stricnina è un veleno che soprattutto in passato era reperibile come pesticida contro talpe, topi volpi ed altri animali indesiderati. Inoltre era utilizzata per uccidere animali da pelliccia. Si presenta come polvere bianca inodore ma molto amara e se ingerita può essere mortale. Si estrae da una pianta tropicale del genere Strichnos. E’ pericolosa anche per l’uomo. L’avvelenamento per il cane ed il gatto può essere accidentale se questi ingeriscono esche messe contro animali infestanti e dannosi. Viene spesso utilizzata in modo illegale ed irresponsabile per avvelenare cani e gatti che per qualche motivo disturbano i vicini.

Sintomi clinici:

I sintomi possono comparire anche dopo pochi minuti dopo l’ingestione, ed in base alla dose assunta possono essere drammatici.
Prevalgono segni neurologici quali agitazione, contrazioni muscolari e rigidità associati a crisi convulsive. C’è una tipica ipereattività agli stimoli esterni, basta toccare un soggetto avvelenato o causare un rumore anche non molto forte e questo 'scatterà' in modo anomalo e il fenomeno convulsivo peggiorerà. Anche gli stimoli luminosi causano eccitazione incontrollata. Il paziente presenta anche tipicamente rigidità 'a cavalletto' in quanto i muscoli estensori si contraggono in modo patologico.


Trattamento:

Non esiste un antidoto specifico, pertanto le cure che il veterinario dovrà prestare sono soprattutto mirate a ridurre le contrazioni mediante sedazione con barbiturici e monitorare la temperatura corporea, in modo che non salga troppo né si abbassi repentinamente. Se i muscoli respiratori per via delle contrazioni compromettono la respirazione, sarà buona norma fornire ossigeno al paziente. Gli animali colpiti vengono ricoverati in un ambiente in penombra, quieto, e mantenuti sotto fluidoterapia endovena.
Dopo 48 ore circa se l’intossicazione non è stata troppo massiccia, si vedono i primi sintomi di miglioramento. Ovviamente in alcuni casi dopo poche ore può esserci un recupero del paziente. Purtroppo non sono rari i casi di morte dei soggetti avvelenati. Tanto più tempestivo sarà l’intervento del veterinario tanto più sarà possibile tenere sotto controllo i sintomi. Se si è certi che il soggetto abbia ingerito un boccone avvelenato ed i sintomi non sono ancora comparsi, non aspettare ma portare tempestivamente l’animale dal veterinario che con particolari farmaci tenterà di farlo vomitare. La lavanda gastrica può anche essere utile.

 

 

 

A cura del dott. Dario Camuzzini, Direttore Sanitario dell'Ospedale Veterinario Cuneese
Ospedale Veterinario Cuneese
Orario visite di base lunedì-sabato
9-12.30 — 15.00-19.00
domenica e festivi 10.00—18.00
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www.ospedaleveterinario.it

Per gentile concessione di:
'TargatoCN'
Quotidiano online della Provincia di Cuneo
e
'La Bisalta''
Settimanale Cuneese

 



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