| Indagine sul settore mangimistico |
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| Scritto da Renato Fongaro |
| Mercoledì 11 Marzo 2009 17:19 |
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Pagina 1 di 8 Il seguente trattato è opera del Dott. Renato Fongaro, titolare dell’allevamento Fongaro’s per la selezione del Setter Inglese. Lo studio è stato condotto e confermato nel suddetto allevamento. La speranza è che tale esperienza, possa essere estesa ad alte realtà, curando ulteriormente l’attendibilità ed il conseguente raggiungimento di risultati ancora più precisi. Si ringrazia il Dott. Fongaro per questa bella opportunità offerta a Cinomania.net e per aver concesso la divulgazione del materiale. Per maggior informazioni riguardo la seguente indagine, è possibile contattare il Dott. Fongaro o iscriversi gratuitamente al forum di Cinomania.net. di Renato Fongaro Non sarebbe coerente, quindi non in linea con il resto dei contenuti del nostro sito internet, consigliare un prodotto solo perché si tratta del proprio sponsor. I consigli vanno motivati e, se le motivazione della nostra scelta hanno un carattere di test giudicabile come attendibile, possono essere anche ben accetti da chi è impossibilitato ad eseguire in proprio qualsiasi verifica basando l'alimentazione del proprio cane esclusivamente sul sentito dire, sulla moda del momento o su un parere del tutto personale del proprio veterinario di fiducia. Non vi siete mai domandati: Siamo partiti dal presupposto di testare 5 alimenti secchi “alta energia” (che, per ovvie motivazioni, chiameremo “taratura test”, A, B, C, D) delle linee di alimenti per cani più popolari e commercializzate in Italia. Tali mangimi sono stati somministrati per 30 giorni a 5 cani adulti di cui: 2 fratelli di 12 mesi (un maschio ed una femmina), la madre (3 anni), la nonna (7 anni), la bisnonna (11 anni). Tali soggetti sono stati rispettivamente chiamati a, b, c, d, e.
STANDARDIZZAZIONE Anche se non ci eravamo prefissi di valutare l'attendibilità delle tabelle di somministrazione dal punto di vista quantitativo, un periodo antecedente al test è servito per valutare la quantità di quel determinato mangime che rendesse stabile il peso del cane stabulato in box. In effetti, il bilancio energetico si instaura tra quantità di cibo assunto, capacità digestive del soggetto e consumo metabolico. Molto spesso la stessa quantità di mangime è incoerente anche se somministrata a 2 cani dello stesso peso e stabulati in modo standardizzato. Ad esempio, la nevrilità o le “difficoltà” digestive/metaboliche del singolo soggetto possono inficiare il test richiedendo un aumento della dose minima giornaliera perché non avvenga un calo ponderale. Un cane nevrile consuma più energie di un generico soggetto. Un cane con difficoltà digestive abbisogna di un quantitativo di alimento pro die maggiore di un soggetto che ben digerisce ed assimila il mangime propostogli. Importante è definire indicativamente il rapporto tra “massa magra” e “massa grassa” del cane. La zona tipica di deposito lipidico nel cane è la groppa. L'utilizzo del plicometro, in uso in dietologia, permette di fare un'analisi dell'aumento o riduzione della massa grassa presente sulla groppa. I risultati di misurazioni con tale strumento scientifico comportano sempre un discostamento dalla realtà in quanto anche nella valutazione della composizione corporea umana non esistono metodi precisi al 100%. La misurazione è stata effettuata prima dell'attività fisica giornaliera (all'altezza della VII vertebra lombare) e può essere indice, paragonandola con il peso del cane, dell'aumento, diminuzione od equilibrio tra massa magra e massa grassa del cane. Se, ad esempio, con la somministrazione di un pasto un cane non aumenta il suo peso corporeo, questo non vuol dire che il bilancio tra muscolatura e tessuto adiposo sia stabile: un mangime ricco in grassi e povero in proteine può aumentare il deposito lipidico nel mentre avviene una riduzione della massa muscolare. Ovviamente può avvenire anche il contrario dato che i soggetti sono sottoposti ad un allenamento fisico standardizzato. Quindi, solo il plicometro potrà sciogliere tale dubbio. Una volta standardizzato il peso degli animali con il mangime X (A, B, C, D), si è volutamente somministrato per qualche giorno un'altro tipo di mangime (in appropriata dose verificata come “minima richiesta al mantenimento ponderale”) per volontariamente “starare” le capacità di adattamento metabolico del singolo cane a quel determinato alimento. Tale alimento, che abbiamo chiamato “taratura test”, è stato utilizzato sempre prima dell'inizio della somministrazione degli alimenti A, B, C, D. Questo, per ogni quadrupede. E' stata presa in considerazione anche la coprofagia. Nel nostro caso non sono stati ammessi al test cani coprofagi. Al di là della questione psicologica, la coprofagia permette al cane di assumere nutrienti che non erano stati digeriti alla prima ingestione, beneficiandone dal punto di vista alimentare. La dose di mangime viene somministrata 1 volta al giorno in contemporanea a tutti gli animali. I box sono tutti delle stesse dimensioni come altrettanto le cucce. Nel mese del test la temperatura ambientale è stata misurata tra i 3 ed i 10 gradi Celsius (con taluni picchi diurni che hanno toccato i 16), mentre quella all'interno delle cucce è stata standardizzata tramite pannelli radianti muniti di termostato. La temperatura impostata è di 13 gradi. Essendo i box adiacenti ed esposti al sole quanto alle intemperie nello stesso modo, non è stato ritenuto opportuno tenere in considerazione la temperatura ambientale. La standardizzazione della temperatura ha però un significato importante: a variazioni di T ambientale corrispondono variazioni di temperatura corporea e risposte fisiologiche differenti. Se l'organismo viene esposto a temperature basse, il meccanismo della termoregolazione può velocizzarsi, la fase digestivo-assimilativa può rallentare, mentre talune volte accelera il transito intestinale. Il risultato è un aumento della temperatura basale* (quindi un consumo energetico maggiore anche a riposo) in risposta a quella ambientale, riduzione della capacità estrattiva dei nutrienti da parte dell'apparato digerente con possibilità di produrre feci di poca consistenza (fino alla diarrea da colpo di freddo). Alla luce di tutto ciò, quindi, sorge spontanea una domanda:“ Se le basse temperature tendono a complicare la lettura dei risultati del test, perché non effettuarle in mesi più temperati?”. La risposta è molto semplice. “Se la temperatura ambientale permettesse ai cani in stabulazione mobile di permanere più tempo al di fuori della cuccia, si perderebbero i parametri di comparazione tra i cani sottoposti al test. Sicuramente alcuni preferirebbero accovacciarsi per periodi più o meno lunghi al di fuori della cuccia termostata, altri passerebbero più tempo al suo all'interno”. L'attività fisica giornaliera è eseguita su tapis roulant orizzontale dotato di programmi e tempi d'esercizio. I cani sono stati sottoposti a 3 minuti di passo, 5 minuti di trotto, 10 minuti di galoppo moderato, 5 minuti di trotto, 3 minuti di passo. Le velocità di passo, trotto e galoppo sono ovviamente uguali per tutti i soggetti e la loro scelta è stata vincolata dalla morfologia funzionale in quanto ad una identica velocità, molte volte non corrisponde, in due soggetti, una identica andatura. Facciamo un esempio. Un soggetto posto a muovere su un tapis roulant alla velocità di X Km/ora, può compiere l'esercizio di mantenere tale velocità sia, per esempio, al passo allungato che al trotto raccorciato, anche alternando le due andature a piacimento. La velocità X è quindi compresa in un range W-Y ove il cane riesce a muoversi a due andature differenti. È quindi il cane che decide quale andatura è più congeniale al suo essere per effettuare la locomozione (quella più efficace e meno dispendiosa dal punto di vista energetico) ed utilizza la rimanente esclusivamente come decontratturante muscolare. E' stata quindi presa in considerazione la velocità d'esercizio alla quali i soggetti sottoposti a valutazione non avessero l'opportunità di cambiare andatura. Un cambio di andatura avrebbe previsto un dispendio energetico non omogeneo per il lotto di cani in esame. L'attività fisica è resa obbligatoria in quanto l'organismo, se non sottoposto a movimento, è capace di trasformare gli aminoacidi provenienti dalle proteine in deposito di grassi, andandosi a “mescolare” con gli stessi lipidi e glucidi derivanti direttamente dalla dieta. Tale sistema ha concesso inoltre di verificare, affiancandosi all'analisi delle urine, la qualità delle proteine dell'alimento. L'esercizio fisico, oltre che generare dispendio energetico, modifica strutturalmente le proteine muscolari richiedendo un ricambio fisiologico degli aminoacidi componenti le proteine stesse. Se gli aminoacidi delle proteine contenute nell'alimento non sono biodisponibili, avviene un calo ponderale della muscolatura osservabile e rilevabile, per esempio, nei diametri dei muscoli interessati dalla locomozione. Una misurazione di tali muscoli permette di rilevare ciò prefissato. Non è stata eseguita l'analisi chimica coprologica ma solo quella fisica (nel parametro della consistenza), termometro che indica, in via generale, la digeribilità od il contenuto di sostanze irritanti (es. conservanti) l'apparato digestivo.
* È la temperatura del corpo di un mammifero che si registra al momento del risveglio prima di compiere qualsiasi attività. |



