|
Al fine di studiare le basi meccanicistiche delle differenze di longevità correlate al sesso nell'uomo, sono stati studiati i cani da compagnia valutando se l'esposizione alle ovaie per tutta la durata della vita (cioè la mancata asportazione delle ovaie) fosse associata a longevità eccezionali. L'ipotesi è stata valutata raccogliendo e analizzando la storia medica di tutta la vita, l'età al momento della morte e la causa della morte di un gruppo di cani "centenari" (Rottweiler che erano vissuti eccezionalmente a lungo, cioè più del 30% in più rispetto all'aspettativa di vita media per la razza).
Si confrontavano il sesso e l'esposizione alle ovaie a vita dei Rottweiler più vecchi (età alla morte maggiore o uguale a 13 anni) con quelli di un gruppo di Rottweiler con longevità usuale (età alla morte: 8,0-10,8 anni).
Come le donne, le cagne avevano una probabilità maggiore rispetto ai maschi di raggiungere una longevità eccezionale (OR, 95% CI = 2,0, 1,2–3,3; P = 0,006). Tuttavia, l'asportazione delle ovaie durante i primi quattro anni di vita cancellava il vantaggio di sopravvivenza femminile.
Le femmine di Rottweiler che mantenevano le ovaie per almeno sei anni avevano una probabilità quattro volte superiore di essere molto longeve, rispetto alle femmine in cui le ovaie venivano mantenute per il periodo più breve.
La forte associazione positiva tra ovaie e longevità persisteva in un'analisi multivariata che considerava altri fattori, quali l'altezza, il peso corporeo e l’essere nate da madri eccezionalmente longeve.
L'effetto benefico delle ovaie sulla longevità femminile non poteva essere attribuito alla resistenza verso una particolare malattia o alle principali cause di morte.
I risultati documentano, concludono gli autori, un vantaggio del sesso femminile in termini di longevità e mostrano che l'esposizione per tutta la vita alle ovaie, un fattore non precedentemente valutato nella donna, è associata a longevità eccezionali.
Lo studio effettuato nei cani rispecchia un'altra ricerca pubblicata la scorsa estate sull’ ovariectomia nella donna, in cui si analizzavano più di 29.000 donne sottoposte a isterectomia per una malattia benigna dell'utero. Lo studio riscontrava che gli effetti positivi della rimozione delle ovaie (protezione verso i tumori ovarici, uterini e mammari) erano superati dall’aumento della mortalità per altre cause. Di conseguenza, la longevità nelle donne a cui venivano asportate le ovaie prima dei cinquant'anni, era ridotta.
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
Fonte: Vet.journal, 04-12-2009

Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti
|