| Se mi tiri mi strappo |
|
|
|
| Scritto da Cinomania |
| Martedì 18 Maggio 2010 15:06 |
|
di Andrea Beni
L’infiammazione del piede, che si chiama volgarmente «aggravata» o anche «sobbattitura» colpisce i cani che lavorano su di un terreno duro con i cuscinetti plantari (il sotto del piede) non allineati. Il giorno dopo il cane non cammina neanche. Si possono indurire i cuscinetti con pomate all’ossido di rame, l’ossido di zinco o l’acido picrico. Meglio ancora allenare il cane facendolo uscire un po’ per volta e non tutto in un solo giorno. La maggior parte di queste lesioni guarisce in tempo breve e senza conseguenza per la funzione dell’arto. Viceversa anche il resto delle strutture della zampa, muscolo, tendine e legamento possono subire una lesione di tipo diverso a seconda della diversità dell’insulto.
Come è fatta quella regione anatomica?Il muscolo scheletrico, detto anche muscolo striato o volontario, è una struttura complicata che serve agli organismi per muovere i segmenti dello scheletro osseo allontanandoli ed avvicinandoli tra loro, e quindi per spostarsi nello spazio. E’ composto principalmente da proteine e rappresenta complessivamente addirittura il 45% del peso corporeo di un cane. E’ il tessuto quantitativamente più abbondante del corpo. Viceversa i tendini ed i legamenti sono strutture di collegamento dei muscoli con lo scheletro (tendini) e di segmenti ossei tra loro (legamenti). I tendini scorrono all’interno di una guaina che si può infiammare determinando una tenosinovite, dolorosa e limitante il movimento.
Cosa significa questa patologia?I cosiddetti «volgarmente» stiramenti e strappi di legamenti e muscoli vengono classificati in tre gradi di lesione: Elongazione: significa che il muscolo è stirato in maniera eccessiva da una torsione o da uno stiramento esagerato. Fa male perché c’è una piccola lesione ma non si è rotto. Distrazione: lo stiramento è più forte con rottura di qualche fibra, c’è gonfiore evidente e dolore. Rottura: resta un buco permanente nel muscolo, il dolore è forte e la zoppia è grave. Una regola d’oro sempre valida: «il muscolo guarisce da solo» basta rispettare i giusti tempi di riposo. Per una distrazione sono necessari almeno 15 giorni di riposo, se c’è gonfiore sono efficaci anche gli antinfiammatori non steroidei. Altro capitolo è la lesione al tendine o alla sua guaina (la pellicola che lo avvolge). I tendini sono corde robustissime che connettono il muscolo all’osso. E’ possibile che si infiammino con piccoli gonfiori dolorosi ben localizzati. La lesione alla guaina (tenosinovite) guarisce con il riposo e con una leggera terapia antinfiammatoria. In conclusione seguiamo il vecchio proverbio latino festina lente, che vuol dire «affrettati con lentezza». In pratica se c’è una zoppia affrettarsi a fare una diagnosi e lentamente aspettare la guarigione senza fretta. Nelle distorsioni, il trauma discorsivo è spesso a carico del garretto (posteriore) o del carpo (il polso dell’arto anteriore), in genere è causato da un piegamento eccessivo del piede verso l’interno (il termine tecnico è trauma in varismo) con distorsione, appunto, dei legamenti di quest’articolazione. Ben più seria può essere la lesione a carico del ginocchio. Questa può interessare non solo i legamenti, ma anche i cosiddetti menischi che sono dischi di cartilagine interni al ginocchio. In questo caso la zoppia sarà più grave ed anche la terapia sarà più complessa.
Quali sono i sintomi?Nei casi meno gravi il cane tende ad appoggiare la zampa con attenzione, accorciando il momento di appoggio o a tenerla leggermente sollevata, non si osserva nessun gonfiore né, naturalmente nessuna alterazione alla radiografia. In pratica, molte lesioni di questo tipo sono difficili da localizzare con assoluta precisione. Come si intuisce facilmente se la lesione è più grave anche sintomatologia sarà più importante. Un caso particolare è quello di cani frequentemente soggetti a zoppie varie con scarsa sintomatologia se non la zoppia stessa. In pratica ci sono cani che spesso zoppicano, ma non si capisce neanche quale sia l’articolazione né il motivo. Ebbene è possibile che si tratti di molte cause, compresi gli errori alimentari (troppe proteine complesse). Una cosa utile ai fini della prevenzione è la somministrazione di integratori a base di glicosaminoglicani, vitamine, minerali ed una limitazione dell’apporto carneo nella dieta.
Come si giunge alla diagnosi?La diagnosi è clinica e si emette sui sintomi. In genere non è necessario sottoporre l’animale a nessun altro esame collaterale. Si effettuano esami radiografici o ecografici per precisare la diagnosi e mirare alla terapia.
Era possibile fare qualcosa per evitare la patologia?Al primo posto una corretta gestione del cane, allenato con criterio e non gettato allo sbaraglio dal canile alla gara. Molto importante effettuare un riscaldamento leggero prima della gara con una passeggiata al trotto per 10/15 minuti. Pare utile la somministrazione di bicarbonato di sodio. Questo non ha nessuna funzione energetica ma può aiutare la prestazione sportiva in una gara con turni o manches faticosi e ravvicinati perché grazie al suo potere tampone contrasta il famigerato acido lattico che si accumula nel sangue. Secondo alcuni autori il fabbisogno è stimato in 400 mg/kg di peso vivo (per un cane di 20 kg = circa 15 grammi, un cucchiaio da cucina, in un litro di acqua da bere prima della gare). Per evitare la degenerazione muscolare è consigliata la Vitamina C + Vitamine E + Selenio. Per fortificare i legamenti e tendini è utile la Vitamina C (1/2 grammi al giorno tutti i giorni) che aiuta la formazione del collagene. Unitamente a questa si possono utilizzare i Glicosaminoglicani sempre mirati al rafforzamento della struttura osteolegamentosa.
Cosa fare adesso?Al momento dell’infortunio il cane deve essere messo il più possibile tranquillo e raffreddato localmente con asciugamani bagnati freddi o con ghiaccio per evitare la formazione dell’ematoma dovuto alla rottura di mille capillari. Come terapia si consiglia il riposo per almeno 4/5 giorni, è consentita solo la giratina per fare la pipì. Non è conveniente somministrare antinfiammatori per non accelerare la ripresa dell’attività prima che la lesione sia naturalmente risolta. In pratica guarisce da solo. Ben più seria può essere la lesione a carico del ginocchio. Questa può interessare non solo i legamenti ma come abbiamo detto anche i cosiddetti menischi. In questo caso potrà essere necessario un gesso o un bendaggio per limitare i movimenti ed una terapia con antinfiammatori per diminuire l’infiammazione ed il dolore. In una lesione al ginocchio è importante il riposo, che non dovrà essere inferiore ai 15 giorni fino a 30. Per risolvere la maggior parte dei problemi al piede è sufficiente una terapia conservativa a base di antinfiammatori ed un periodo di adeguato riposo. In caso di ferite od abrasioni è necessario disinfettare e mantenere pulita la zona che rapidamente guarisce. Le unghie delle zampe devono sempre essere controllate ed eventualmente tagliate; anche gli speroni, se presenti, vanno tagliati con cura in quanto che non consumandosi si allungano continuamente. Qualunque infortunio richiede, in un primo luogo, dei tempi di riposo assoluto che variano a seconda dei casi. Tali tempi sono da considerarsi, ovviamente, «salvo complicazioni». In ogni caso si consiglia una convalescenza di almeno 2 mesi con le prime 3 settimane di assoluto riposo. La fretta è sempre cattiva consigliera.
Può capitare ancora?Non esiste, e non esisterà mai, il vaccino contro le lesioni traumatiche. Quindi l’incidente può capitare ancora. Indubbiamente, come abbiamo visto, si può fare molto in termini di condizione fisica, allenamento ed «integrazione alimentare mirata» per prevenire le ricadute anche nei soggetti più predisposti e fragili a livello muscolo-oseto-articolare. E’ necessario procedere con attenzione facendo tesoro dell’esperienza e dei consigli di chi ha già vissuto situazioni del genere e della professionalità del Medico Veterinario, nella scelta delle sostanze da usare nell’integrazione. Aggiungi questo articolo ai tuoi social bookmarks preferiti |




Per quanto riguarda la diagnosi di lesioni agli arti mi piace citare un vecchio detto preso in prestito dal mondo dell’ippica: «Se pensi che il tuo cavallo abbia una zoppia di spalla guarda il piede. Se non trovi niente, guarda di nuovo, con maggiore attenzione». In sostanza questo significa che la maggior parte delle patologie che si manifestano con una zoppia, in un animale sportivo, hanno un origine dal piede o da zone basse (tarso e carpo) più che da zone alte come la spalla o l’anca. Questo vale anche per il cane. Nel cane da lavoro i danni al piede rappresentano la lesione di più frequente riscontro in tutti i tipi di attività.
Questi danni sono rappresentati da un gruppo di lesioni traumatiche provocate dall’uso frequente ed impegnativo della zampa, messa a dura prova da un’attività di corsa spesso massimale su fondi non erbosi, da torsioni improvvise e repentine, da salti ripetuti. Quando si parla di lesioni a carico delle strutture del piede facciamo riferimento a problemi che riguardano le diverse strutture anatomiche che lo costituiscono, come ad esempio: erosione dei cuscinetti plantari, infiammazione del piede, fessurazione ed erosione dello spazio interdigitale, rottura od avulsione delle unghie, rottura o lussazione delle dita, distrazioni tendinee e legamentose e ferite lacere o lacero-contuse.